Marzo 1934, Luchino Luchese è il primo tesserato Avis in Sardegna, la cui Fondazione Comunale di Cagliari spegne quest’anno ottantacinque candeline. È proprio in questo clima di festeggiamenti che si rinnova la collaborazione tra i volontari del sangue e il Comune in occasione della Festa del Donatore. Un fine settimana ricco, dal 15 al 16 giugno.

“Si tratta di iniziative che invitano i cittadini alla riflessione. Il sangue è un farmaco salvavita non riproducibile in laboratorio ed è per questo che l’attività di donazione è così importante”, ha detto durante la conferenza stampa Antonello Carta, presidente Avis regionale Sardegna. Ha questo scopo infatti il convegno interregionale “Autosufficienza – Una chimera o una possibilità?”, in calendario per il 15 giugno al Lazzaretto in via Dei Navigatori 1 a Cagliari. Qui l’Avis nazionale insieme con l’Avis di Lazio e Sardegna faranno il punto su come lavorare e raggiungere un’autosufficienza a livello regionale di sangue ed emocomponenti.

Il fabbisogno sardo necessita di 107 mila unità di sangue, 82 mila di queste vengono raccolte sull’isola dove l’Avis riesce a coprire l’80 per cento del lavoro di raccolta, mentre circa 25 mila arrivano dalla penisola. Ma per raggiungere l’autosufficienza regionale ci dovrebbero essere 6.1 donatori ogni cento donatori abituali, un dato più alto di quello nazionale a causa dei numerosi casi di Talassemia sull’isola. A oggi però la Sardegna conta 5.1 donatori ogni cento donatori abituali. “Da noi la necessità di sangue è continua”, ha ricordato Ignazio Zuddas, presidente Avis comunale di Cagliari.

A oggi l’Avis cittadina conta 5349 soci donatori che nel corso del 2018 hanno effettuato oltre settemila donazioni. Numeri importanti che la Fondazione ha deciso di premiare in occasione del suo ottantacinquesimo anniversario con 1124 riconoscimenti.