Unirsi in matrimonio a pochi passi dai resti archeologici di duemila anni fa, di fronte al mare trasparente di Balai o nei parchi urbani del litorale. Da oggi sarà possibile farlo grazie al Regolamento per la celebrazione di matrimoni e unioni civili approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. 

Il fatidico “sì” potrà essere pronunciato davanti ai paesaggi mozzafiato e ai monumenti che sono la testimonianza del glorioso passato di Porto Torres. Oltre all’isola dell’Asinara e alle sedi istituzionali già individuate in precedenza per la celebrazione dei riti civili, gli sposi potranno scegliere l’area archeologica di Turris Libisonis, l’antica città romana con le strutture rialzate più elevate fra quelle rinvenute in Sardegna. Di grande effetto anche le location del litorale: nella lista, infatti, compaiono altari naturali come il parco di Balai, il parco Chico Mendez, l’area antistante le caratteristiche Chiesette incastonate nelle rocce a picco sul mare e il punto in prossimità della Rocca Manna, sempre sul litorale di Balai. Tra i siti selezionabili anche il giardino della Torre Aragonese, vedetta che da sette secoli si erge nel porto, e il Parco San Gavino, l’area verde che “incornicia” la più grande Basilica romanica della Sardegna. Ora toccherà alla Giunta comunale individuare le tariffe da applicare per lo svolgimento dei matrimoni al di fuori delle sedi istituzionali. «È un provvedimento che nasce da diverse richieste che ci sono state presentate dai cittadini. Abbiamo pensato di accogliere le istanze – afferma la Presidente del Consiglio, Loredana De Marco – e sfruttare questo strumento anche come canale di promozione dei nostri bellissimi siti. Sono soddisfatta che l’assemblea ne abbia compreso l’importanza: i matrimoni, come accade in tante località turistiche possono diventare un ottimo veicolo per far conoscere il patrimonio di un territorio, come appunto quello di Porto Torres e dell’Asinara – conclude – che può essere pubblicizzato grazie alle cerimonie che si svolgono nei nostri siti più belli e magari non ancora conosciuti».