La lingua algherese insegnata nelle scuole, da quelle dell’infanzia alle elementari, medie e superiori, ora è più vicina. La preservazione della lingua attraverso l’insegnamento nelle scuole è stata da sempre l’obbiettivo principale da raggiungere per tenere vivo il catalano di Alghero, dopo tante battaglie e impegno. Ciò che mancava era uno strumento normativo che potesse intervenire sulle istituzioni scolastiche con finanziamenti specifici per attuare la legge nazionale 482/1999, che, fatto storico, riconosce la lingua catalana di Alghero, e la legge regionale n°22/2018 “Disciplina della politica linguistica regionale”, attua i nuovi criteri, rende più esplicita la legge nazionale, recepisce rende più chiari ed evidenti le metodologie.

A distanza di due anni dall’approvazione della Legge, arriva ora l’attesa delibera della Giunta regionale n°44/35 del 4 settembre scorso, con le norme di attuazione: “Linee guida per l’insegnamento delle lingue delle minoranza storiche – art. 16 L.R. 3 luglio 2018, n° 22 – disciplina delle politica linguistica regionale”. La delibera della Giunta Regionale mette nero su bianco i criteri, chiarisce le modalità di organizzazione e svolgimento delle attività di insegnamento delle lingue delle minoranze storiche, ma soprattutto mette a disposizione risorse finanziarie per le istituzioni scolastiche per attuare le attività.

Era il tassello che mancava per concretizzare ciò che definisce la norma, la legge necessitava infatti di sostanza e di concretezza in merito all’inserimento in orari curricolari, ma soprattutto attendeva la dotazione finanziaria, che è arrivata. Di questo va dato atto dell’impegno del Presidente Christian Solinas, dell’Assessore alla Cultura Andrea Biancareddu e del Presidente del Consiglio Michele Pais, che si è impegnato per arrivare a questo risultato. Un risultato importante che tuttavia rappresenta un primo passo verso il perfezionamento delle modalità di insegnamento”, commenta il Sindaco di Alghero Mario Conoci. 

Le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, le scuole secondarie di secondo grado, potranno porre tra le proprie finalità fondamentali quelle dell’educazione scolastica plurilingue e la tanto auspicata “riattivazione intergenerazionale delle competenze linguistiche”. Le linee guida della legge prevedono infatti che l’insegnamento e l’utilizzo veicolare del catalano di Alghero avvenga in orario curriculare e con laboratori didattici in orario extracurriculare e sulla base delle richieste specifiche delle famiglie degli scolari/studenti. L’opportunità delle norme di attuazione è ora chiara: le Autonomie scolastiche, sulla base delle scelte operate dai genitori al momento dell’iscrizione e di accettazione dell’Offerta Formativa della Scuola, che prevedano di accedere ai contributi della Regione Sardegna, dovranno attuare l’insegnamento per almeno 3 ore settimanali nella scuola dell’infanzia e per almeno 2 ore nella scuole primarie e secondarie di I grado, anche erogabili su base plurisettimanale equivalente. Un primo passo verso il recupero della lingua algherese, che ha accusato un processo di interruzione della trasmissione linguistica intergenerazionale iniziato dagli anni Sessanta. Oggi che usa la lingua abitualmente rappresenta circa il 20% della popolazione, ma solo l’8% lo usa con i figli, riducendo le possibilità che questi lo acquisiscano in famiglia.