Uno spettacolo per i giovani, per una riflessione profonda sul tema della droga. Il Teatro Civile come mezzo per scardinare i luoghi comuni diffusi tra i giovanissimi. Luoghi comuni pericolosi. Si chiama “Stupefatto” lo spettacolo in programma il 22 e il 23 marzo al Teatro Civico di Alghero, con due spettacoli mattutini per ciascun giorno, al quale parteciperanno circa 1000 ragazzi delle terze medie e delle prime tre classi delle superiori di Alghero.

Lo spettacolo è di Fabrizio De Giovanni, autore e interprete del testo con il quale ha portato in tutta Italia il tema della prevenzione delle droghe con la Compagnia teatrale Itinera Teatro. L’iniziativa è sostenuta dall’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Alghero e dalla presidente della IV Commissione consiliare, politiche giovanili, Franca Carta e dall’Assessora alla Cultura Gabriella Esposito.

Un percorso di sensibilizzazione sui temi più delicati che riguardano l’adolescenza che si attiva grazie all’impegno congiunto con l’Assessora Angela Cavazzuti. Presidente e Assessora hanno da tempo attivato una stretta relazione con l’Associazione Genitori con problemi di tossicodipendenza in famiglia ad Alghero e nel territorio e con il Serd di Alghero. La collaborazione con la referente del Serd, Marisa Depau si sta concretizzando con dialoghi continui con le realtà che si occupano di dipendenze, tra la quali le associazioni che si impegnano sul recupero.

“La tematica è molto attuale, purtroppo – affermano Lalla Cavazzuti e Franca Carta – ed è necessario affrontarla con le competenze ed i mezzi più adeguati. Per questo abbiamo attivato interlocuzioni con le istituzioni sanitarie e con le associazioni per trovare forme idonee di sensibilizzazione, tra le quali questa proposta teatrale che affronta il tema diretto, smontando uno per uno i concetti, sbagliati, diffusi tra i giovanissimi”.

Si assiste ad un consumo in costante aumento di sostanze stupefacenti, in modo particolare di quelle “nuove”, speso associato ai weekend e poco conosciuto perché sommerso e reso invisibile dall’alone di normalità che avvolge i giovani consumatori. “Il nostro intento – continuano – è quello di informare i ragazzi sui danni provocati dalle sostanze stupefacenti e dall’alcool, in modo da indirizzarli verso altre attività che creino benessere e salute e per fare questo c’è bisogno del coinvolgimento completo delle famiglie e delle istituzioni che devono collaborare al fine di contrastare il fenomeno”.