Dopo l’allentamento delle restrizioni imposte a seguito del dilagare dell’epidemia del coronavirus e la progressiva riapertura delle varie attività, anche per le scuole, chiuse dallo scorso 5 marzo su decisione del Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, è tempo di prendere decisioni in vista del prossimo rientro tra i banchi a settembre.

Martedì 26 maggio, il Ministro della Salute Roberto Speranza, intervistato da Sky TG24, ha affermato: “A settembre senz’altro le scuole riapriranno e riapriranno sicuramente per tutti. In queste ore c’è un lavoro intenso del Ministero dell’Istruzione e del Comitato tecnico scientifico perché questa riapertura avvenga nella massima sicurezza”. Sulla stessa linea il Ministro Azzolina, come annunciato al Tg de La7: “A settembre si torna in classe, si torna a sentire la campanella, si torna tra i banchi, come è giusto che sia, come vogliono il ministro e le famiglie. Il Comitato tecnico scientifico risponderà ad una serie di domande che abbiamo posto, da quelle risposte lavoreremo” – e ancora: “Bisogna ascoltare tutti poi la responsabilità è mia”.

Il Comitato tecnico scientifico, presieduto dal professor Patrizio Bianchi, intanto, dopo aver dato parere negativo alla proposta del Vice Ministro dell’Istruzione Anna Ascani di far incontrare almeno l’ultimo giorno di scuola i bambini delle quinte elementari e delle terze medie per dargli l’opportunità di salutarsi, vista la fine dei rispettivi cicli scolastici, ha già inviato al Ministro Azzolina il rapporto con le linee guida che dovrebbero essere osservate alla riapertura delle scuole a settembre. Le regole ipotizzate sono severe, improntate il più possibile alla sicurezza e alla tutela della salute di alunni e insegnanti.

Resterà l’obbligo di indossare la mascherina che potrà essere abbassata solo per le interrogazioni e se ci sarà una distanza di almeno due metri con l’insegnante. Da quest’obbligo saranno comunque esclusi i bambini della scuola dell’infanzia. Non ci sarà invece l’obbligo di indossare i guanti, ma le mani dovranno essere igienizzate frequentemente.

La didattica per i bambini degli asili e per gli alunni delle scuole elementari e medie dovrà essere in presenza, mentre per i ragazzi delle scuole superiori probabilmente si alterneranno lezioni in presenza e lezioni svolte in modalità on-line.

Gli ingressi a scuola saranno scaglionati, con distanze anche di mezz’ora per l’ingresso dei vari gruppi, proprio per questo si pensa che le lezioni avranno una durata non di 60 minuti ma di 45 minuti.

La data di inizio della scuola non è comunque stata ancora stabilita, e dovrà essere concordata con le regioni.

Dopo il Ministero questo rapporto tecnico scientifico sarà oggetto di confronto anche con i sindacati, che premono per una didattica esclusivamente in presenza, affinché, inoltre, il personale scolastico sia formato sul coronavirus, che ogni istituto scolastico possa avvalersi della presenza di un medico competente e che ci sia più personale ATA e un maggior numero di docenti in modo che le classi non siano troppo numerose.

La commissione stilerà poi il protocollo definitivo di comportamento per le scuole, basandolo, ovviamente, su un rientro a scuola normale, e dunque in un periodo in cui la curva epidemiologica sarà sotto controllo, senza dimenticare, però, il rischio di una nuova ondata di contagi ipotizzata a partire dal prossimo mese di ottobre dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.