Hanno ideato la sceneggiatura, le musiche originali, curato il montaggio. Perché, come spesso dicono loro, «è importante trovare il modo migliore di comunicare l’Europa, soprattutto ai giovani». Mattia Uldanck, Alessia Pintus, Alessandro Scotto e Andrea Campiglio, volontari impegnati nel progetto di Servizio civile “Se gioventù sapesse…” dell’Informagiovani/Eurodesk del Comune di Sassari, hanno così dato vita e autosostenuto un cortometraggio su come potrebbe essere la nostra vita senza l’Unione europea. 2037 Europe’s Downfall è stato presentato venerdì davanti a una platea attenta e partecipe al Cityplex Moderno. La proiezione è stata l’occasione per un dibattito aperto sull’Unione europea, moderato da Antonio Savigni, partendo proprio dall’opera dei giovani volontari e spaziando dagli aspetti tecnico-cinematografici dell’opera a quelli politici. All’evento erano presenti il sindaco Nicola Sanna, l’assessora alle Politiche educative, infanzia, giovani e sport Alba Canu, l’eurodeputato Renato Soru, i registi Cesare Furesi e Sante Maurizi e Lisa Benvenuto, ambasciatrice dell’Europa per la Sardegna. Il cast e la troupe hanno ripercorso i momenti in cui è nata l’idea e dal progetto si è passati alle riprese, girate tra Sassari, Alghero, Ossi e Banari e spiegato perché hanno deciso di impegnarsi in questo film che concorre alla prima edizione dello Spinelli Prize. Il premio punta a mettere in risalto contributi straordinari che comunichino i valori fondanti l’Unione Europea, la storia, l’azione e i vantaggi principali; migliorare la comprensione dell’Ue da parte dei cittadini; ampliare il raggio d’azione del progetto europeo e creare un clima di fiducia nell’Unione europea.

«In una mattina d’estate abbiamo deciso di partecipare al Premio Spinelli – hanno spiegato i volontari -. Ci siamo chiesti come comunicare l’importanza dell’Ue, noi che ogni giorno abbiamo a che fare con tanti coetanei che hanno una visione pessimista dell’Unione europea. Abbiamo così deciso di mettere l’accento su cosa potrebbe essere il continente europeo senza la tanto vituperata Unione».

La trama. Il cortometraggio è ambientato nel 2037, vent’anni dopo la fine dell’Unione europea, caduta sotto i colpi dei nazionalismi e dei populismi che dopo la Brexit hanno rialzato la testa e indetto referendum per l’uscita dall’Unione. Le stesse forze nazionaliste che hanno preso il potere in quasi tutti gli Stati europei hanno cancellato dai libri di storia l’esistenza dell’Ue e con essa gli oltre sessant’anni di pace tra gli Stati. Si vive in un clima di terrore e di diffidenza, se non addirittura di aperto scontro. Solo alcuni coraggiosi combattono ancora per l’idea spinelliana degli Stati Uniti d’Europa, fanno parte del Fronte Federalista Europeo e il loro quartier generale non può che essere Ventotene dove Spinelli, tra il 1941 e il 1943, scrisse insieme a Ernesto Rossi, Ursula Hirschmann ed Eugenio Colorni, durante gli anni di prigionia, il “Manifesto per un’Europa libera ed unità”. In questo contesto il giovane Vittorio trova un volantino con la bandiera europea, la stessa che il nonno tiene nascosta in cantina. Inizia così un viaggio verso la libertà e per la pace.

«Quando ho visto questo cortometraggio ho subito pensato che bisognasse farlo conoscere al grande pubblico – ha detto il sindaco Nicola Sanna -. È un’opera che trasmette concetti importanti e profondi e colpisce che sia stato completamente ideato da giovani. Un lavoro che ci riempie di orgoglio per il quale voglio ringraziare personalmente i volontari».

«I ragazzi e la ragazza dell’Informagiovani/Eurodesk hanno scritto sceneggiatura, fatto una ricerca storica, curato scenografia, musica, montaggio e si sono occupati di tutti gli aspetti che un progetto così ambizioso comporta – ha aggiunto l’assessora Alba Canu -. Giovanissimi, sono stati capaci di coordinare e far gravitare attorno a sé una troupe di circa 50 persone per tutto il tempo delle riprese, dal 28 agosto al 1 settembre». Bisognerà aspettare la fine dell’anno per conoscere il verdetto del Premio Spinelli.