È Costantino, un amico molto sensibile e presente nel sociale, a portarci a conoscenza di questa realtà che, già da qualche anno, sta raccogliendo consensi e attivisti in giro per il mondo. Una realtà che unisce uomini di buona volontà, ciascuno con il proprio vissuto e i propri sogni ma tutti legati da un comune denominatore: la barba. «Dev’essere di almeno quattro cm», precisa Simone Griva, il Co-Commander del Charter sardo. Ma andiamo con ordine.

«Per diventare un Bearded Villain non è richiesto altro requisito. Abbiamo BV di diciannove anni così come ultrasessantenni; ci uniscono la voglia di compiere buone azioni e aiutare il prossimo. Il nostro obiettivo è unire uomini barbuti di tutte le culture, razze, credo e orientamento sessuale in una fratellanza dedicata alla lealtà, all’onore e al rispetto di tutte le persone, facendo di carità e gentilezza due nostri capisaldi.»

Rimaniamo subito colpiti dal fatto che, sfogliando le gallerie fotografiche in compagnia di Simone, emergono omoni dal fisico massiccio, spesso tatuati e con un look poco rassicurante. «È vero, questo stereotipo del “cattivo” è difficile da abbattere. Del resto, come in ogni realtà, anche tra noi ci sono persone dal temperamento più o meno sanguigno. Siamo quasi tutti lavoratori, padri di famiglia, ed è bellissimo vedere queste persone impegnate nelle nostre attività, magari mentre donano un uovo di Pasqua a un bambino malato.»

Sì, perché quando c’è da portare un sorriso o un aiuto concreto, i BV si spendono in prima persona. «Quella delle uova di Pasqua è stata un’iniziativa che abbiamo realizzato per i bambini dell’Ospedale Microcitemico di Cagliari. Ma abbiamo collaborato anche con l’Associazione Cuore di Maglia e con i suoi volontari che realizzano vestitini e, appunto, lavori a maglia da donare ai bambini nati prematuri per tenerli al caldo. In occasione del nostro meeting natalizio a Sassari, il 14 e 15 dicembre, abbiamo poi sostenuto una raccolta di viveri e vestiario per la struttura Caritas parrocchiale di Nostra Signora del Latte Dolce: un’occasione per aiutare più di sessanta famiglie. E i progetti sono ancora tanti.»

Cerchiamo di capire meglio, allora, com’è strutturata questa barbuta realtà. «Nasce tutto nel 2014 a Los Angeles, da un’idea di Fredrick Von Knox. In poco tempo si è diffusa in diverse parti del mondo perché condivide valori universali. In Italia ci sono già due Chapter, o Capitoli: uno che comprende le Regioni del nord fino alla Toscana, l’altro dalla Toscana in giù al quale apparteniamo anche noi sardi. Nel 2018, per le nostre attività, abbiamo ottenuto un riconoscimento che ci permette di essere considerati come un loro Charter, cioè un Satellite. Un primo passo verso una possibile indipendenza. Ad ogni modo, spesso le nazioni hanno diversi Capitoli anche in base all’estensione. L’America ne ha tantissimi. Qui in Europa posso citare Inghilterra, Francia, Germania, ma ci sono gruppi anche in Sud Africa, Asia, Iran…»

Se chiunque, potenzialmente, può diventare un BV (certo, barba permettendo), all’atto pratico esiste una piccola selezione che consente, per così dire, di saggiare la tempra dell’aspirante. «Abbiamo degli Scout che si occupano di questo: individuano le persone e cercano di capire quali siano le loro inclinazioni, se siano affidabili e così via. Di solito i simpatizzanti cominciano con l’avvicinarsi a noi tramite i social, magari dopo un evento o un incontro con qualcuno che conoscono. Cercano informazioni, condividono o mettono like. A quel punto intervengono i nostri Scout e, se l’interesse è serio, si diventa BV.»

E i BV hanno anche un’organizzazione interna che consente loro di dividersi i ruoli e gestire al meglio tutte le incombenze. «Si inizia come Supporter quando, appunto, si simpatizza verso la nostra attività anche supportandoci. Poi si diventa Hopeful, cioè una speranza per il gruppo, e da lì si “sale di grado” come Villain, Member, Loyal. Se si partecipa a un alto numero di meeting si guadagna una Élite. Al vertice abbiamo il Commander (il nostro è Alessio Di Benedetto) e il suo vice, il Co-Commander. Ufficialmente, l’ingresso nel gruppo avviene con il passaggio da Supporter a Hopeful attraverso l’”alzabandiera”: si riceve una Patch, ossia una toppa da applicare al gilet. Se ne riceve poi una in occasione di ciascun meeting o quando si supportano le nostre iniziative. Naturalmente, più se ne hanno più si guadagna di status.»

Simone Griva

Tutte le attività dei BV sono finanziate in primis dai fratelli, come loro stessi si definiscono, e con l’aiuto di quei simpatizzanti che hanno piacere a contribuire. «Ci capita anche di cercare qualche sponsor, a seconda di che evento dobbiamo fare, perché per realizzare alcune iniziative c’è bisogno di liquidità. Per l’evento a Cagliari, oltre alle nostre quote c’è stata una grossa donazione da parte di un fratello marocchino, Said. Grazie a lui siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo prefissato.»

Vogliamo chiudere la chiacchierata con Simone dandovi qualche numero che meglio aiuti a comprendere la realtà dei BV; una realtà in continuo divenire. «A livello mondiale siamo circa quattromila; in Italia siamo poco meno di duecento, ripartiti per un’ottantina al nord e novantanove al sud compresi noi sardi. Qui sull’isola siamo poco meno di trenta, la gran parte concentrati su Cagliari. Contiamo di crescere, naturalmente, e aiutare sempre il maggior numero di persone possibile».

I BV sono presenti sui principali social, tra cui Instagram:
Pagina: @beardedvillains_sardinia
Commander: @alliccu_bv
Co-Commander: @simo_bearded