Siamo ormai tristemente abituati alle pessime notizie sulle difficili condizioni in cui il nostro pianeta è piombato da qualche tempo a questa parte: abbiamo imparato che sani ecosistemi proteggono la vita dell’uomo sulla Terra e sono imprescindibili se vogliamo affrontare con successo i cambiamenti climatici a cui siamo sottoposti.

Questa consapevolezza non ha però migliorato le nostre sorti, tanto che gli ecosistemi stanno affrontando, a causa soprattutto dell’empietà del genere umano, un periodo di crisi senza precedenti.

Come aveva intuito Einstein, ci sono alcune specie animali che hanno un particolare radar per le situazioni d’emergenza e la loro lenta estinzione ha allarmato studiosi di tutto il mondo: le api. Trattandosi di insetti impollinatori, sono fondamentali per la catena alimentare: senza l’impollinazione di frutta e verdura, la riproduzione delle piante sarebbe troppo complicata. Il loro arduo lavoro non è prezioso quindi solo per ottenere il miele, ma soprattutto per la sopravvivenza dell’uomo.

Quali sono, dunque, le cause di questa apocalisse? I pesticidi, i cambiamenti d’uso del suolo e climatici, le pratiche di monocoltura e l’inquinamento riducono le sostanze nutritive disponibili.

Analizzando il polline delle api, infatti, sono state ritrovate tracce considerevoli di pesticidi chimici, alcuni dei quali stordiscono talmente le api durante il loro intento di impollinare, che spesso non riescono neanche a tornare all’alveare perché muoiono durante il tragitto.

La soluzione sarebbe però a portata di mano e può essere applicata non solo a livello locale, ma da tutti coloro che possiedono un balcone, un terrazzo o un giardino. In Sardegna i posti incontaminati immersi nella natura non mancano e il nostro contributo può davvero fare la differenza.

Primo punto essenziale, manteniamo la biodiversità legata alle piante autoctone! Evitiamo piante esotiche e non locali, poiché le api sono estremamente legate alla propria origine e apprezzano ciò che cresce spontaneamente nel nostro giardino. Altri elementi importantissimi sono la diversità e il caos: la natura è molto più saggia di quanto potrà mai esserlo un capace giardiniere, quindi evitiamo di “mettere ordine” o di dare forme alle nostre aiuole che il sistema non contempla. Piantiamo cespugli e piante che danno fiori durante tutto l’anno, in modo da rendere felici api e farfalle. Per quanto riguarda eventuali fertilizzanti, ricorriamo solo a quelli biologici e compriamo terriccio senza torba, che rilascia una grande quantità di anidride carbonica. Lasciamo un bel pezzo del nostro giardino con fiori selvatici e arricchiamo con lavanda, menta, erba cipollina e salvia che attraggono gli insetti impollinatori. Preferiamo le siepi alle recinzioni e piantiamo un albero autoctono ogni volta che compriamo un po’ di legna per accendere il fuoco, in modo che l’ecosistema non avverta ciò che togliamo poiché, saggiamente, glielo stiamo restituendo.

A volte basta davvero un po’ di impegno e di sensibilità per cambiare le sorti di un pianeta che, dopotutto, si è ammalato a causa dell’uomo.