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Sa Filonzana, nel Carnevale di Ottana l’unica maschera tradizionale femminile della Sardegna

Protagonista insieme ai Boes e ai Merdules delle famose sfilate del paese barbaricino, lo spaventoso costume di questa anziana tessitrice, capace di muovere i fili del fato, porta con sé numerose superstizioni e leggende

di Raffaella Piras
4 Febbraio 2024
in Folklore & Tradizioni, Nuoro
🕓 4 MINUTI DI LETTURA
168 9
Sa Filonzana. ? Luca Pisci

Sa Filonzana. ? Luca Pisci

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Variegato proprio come i colori che lo contraddistinguono, il Carnevale in Sardegna è intriso di misteri, leggende, riti pagani, sfilate e maschere estremamente diverse tra loro ma in grado di rappresentare le unicità e le tradizioni ben radicate nelle varie zone dell’Isola. 

Uno degli eventi più attesi di questo periodo, per antonomasia il più allegro dell’anno, è il Carnevale di Ottana.

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Situato nel cuore della Sardegna, a soli 30 km da Nuoro, questo centro barbaricino di appena 2300 abitanti, oltre che il protagonista, fino a pochi decenni fa, di quel sogno industriale poi svanito con la chiusura del polo petrolchimico, è stato in origine un centro agricolo e pastorale. Proprio con il mondo contadino è profondamente intrecciata la tradizione carnevalesca che la cittadina porta avanti da un tempo ormai immemore e che l’ha resa celebre.

Tutti gli anni, gli abitanti del posto, così come i visitatori che giungono numerosissimi da tutta la regione, attendono il fine settimana che precede la prima domenica della Quaresima per assistere alla sfilata folkloristica di particolarissime maschere che invadono le vie del paese per tre giornate intere, fino al Martedì Grasso.

Si tratta di maschere di legno, con fattezze sia umane che animali, che riproducono figure ancestrali e scene tipiche della vita quotidiana nei campi – dall’aratura al raccolto -, e della pastorizia, con la domatura e morte degli animali. Tra tutte, le protagoniste di queste manifestazioni carnevalesche sono soprattutto tre: i Boes, i Merdules e sa Filonzana.

Sa Filonzana con i Boes e Merdules. ? Boa Campbell
Sa Filonzana con i Boes e Merdules. ? Boa Campbell

Intenti a inscenare lo storico contrasto tra uomo e animale, in una lotta continua in cui ognuno cerca di prevalere sull’altro, i Boes indossano una maschera lignea, “sa caratza”, che, come suggerisce il nome, ricorda proprio un bue, con un vestito chiaro in pelle di pecora e dei campanacci sul dorso, mentre i Merdules, con una veste di pelle di pecora, solitamente bianca, e una maschera che raffigura il volto di un uomo vecchio e brutto, si adoperano per cacciare e domare l’animale con l’ausilio di un bastone e, al termine dell’addomesticamento, lo catturano con un laccio di cuoio. 

In questa recita, Boes e Merdules vengono sempre accompagnati da un altro enigmatico personaggio che, pur essendo meno conosciuto, svolge un ruolo decisivo per le sorti del conflitto: sa Filonzana (letteralmente la Filatrice), che ha il compito di ordinare agli animali di morire dopo la cattura.

Vestita a lutto, con indosso un maglione e una gonna neri e un ampio scialle che ne mette in risalto la gobba, questa maschera di legno, nera e dall’espressione spaventosa, raffigura una vecchia signora che si aggira lentamente, con un’andatura storta e sgraziata, per le strade del paese tenendo con una mano un fuso e con l’altra una conocchia, costantemente intenta a filare la lana.

Durante le sfilate può minacciare di tagliare con le forbici il filo, invocando così la sventura e la morte per chi non le dovesse offrire un bicchiere di vino. Quel filo non è altro che la metafora del ciclo della vita di ciascuna persona e che sa Filonzana tiene tra le proprie mani, potendone decidere la sorte. Il fatto che compaia nella parte conclusiva della sfilata rappresenta quasi un monito dopo il divertimento che caratterizza la festa. Tutti, infatti, la rispettano e la temono.

Secondo un’antica usanza, pare che sa Filonzana comparisse, inoltre, anche la notte di Capodanno durante le questue, quando accompagnava i giovani di porta in porta a chiedere offerte di denaro, frutta e dolci. Si racconta che la sua presenza consentisse di ottenere ottimi risultati perché tutti si preoccupavano di aprire la porta di casa ed elargire doni pur di evitare le sue maledizioni.

Sa Filonzana. ? Matteo Setzu
Sa Filonzana. ? Matteo Setzu

Ma su questa inquietante figura si sprecano superstizioni e leggende risalenti addirittura alla mitologia classica. Si ipotizza, infatti, che la Filatrice non sia altro che l’evoluzione locale delle Moire greche, o delle corrispondenti Parche latine. Figlie di Zeus e Temi, si trattava di tre divinità, raffigurate a volte come delle vecchie tessitrici, altre volte come oscure fanciulle, che stabilivano inesorabilmente la sorte degli uomini, a cui nessuno poteva opporsi. La prima filava il destino della vita, la seconda ne assegnava uno a ciascun individuo, programmandone anche la durata, mentre la terza recideva quel filo determinando la fine dell’esistenza nel momento stabilito. Da qui derivò la tendenza a considerare sa Filonzana la “Parca sarda”.

L’arcano che circonda il macabro personaggio che appare nei cortei di Ottana può però essere almeno in parte svelato. Pur essendo l’unica figura femminile presente non solo in questo carnevale locale ma in quelli dell’intera Sardegna, sorprenderà sicuramente molti sapere che la maschera della Filonzana viene da sempre indossata da un uomo, conseguenza questa di un’antica tradizione isolana secondo la quale alle donne non era consentito prendere parte alle mascherate.

Tags: CarnevaleFilonzanafolkloreOttana
Raffaella Piras

Raffaella Piras

“Presentalo brevemente così che possano leggerlo, chiaramente così che possano apprezzarlo, in maniera pittoresca che lo ricordino e soprattutto accuratamente, così che possano essere guidati dalla sua luce”. (Joseph Pulitzer)

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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
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  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
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