Il Comune di Oristano, con l’acquisizione mezzo secolo addietro della raccolta archeologica di Felice Cherchi Paba, conservata presso il locale Antiquarium Arborense, è entrato in possesso di notevoli materiali archeologici tra cui delle accettine neolitiche con un volto umano schematico studiate dal professore Enrico Atzeni, di bronzi d’uso nuragici pubblicati dall’archeologa Paola Falchi, e da moltissimi altri reperti, in genere frammentari.

Fra i materiali della collezione Cherchi Paba, l’odierno direttore del Museo, Raimondo Zucca, poté individuare una serie di frammenti in bronzo, provenienti, secondo il cartellino che Felice Cherchi Paba allegava nelle scatole e buste che contenevano i reperti, dall’area tra San Vero Milis e Riola, ai margini del Sinis. I frammenti appartenevano ad un tipo di elmo in bronzo detto di “Montefortino” caratteristico in particolare delle armature di difesa della seconda guerra punica (218-202 a. C.).

L’importanza del reperto è costituita dal luogo di rinvenimento, poiché sappiamo dallo storico romano Tito Livio che, nel corso della seconda guerra punica, nel 215 a. C., si combatté una battaglia tra i Sardi, comandati da Osto, il figlio di Amsicora, e i Romani guidati da Tito Manlio Torquato, nella piana agricola a sud delle colline boscose del Montiferru occidentale, dove si ergeva Cornus, capoluogo della regione.

Nell’area di Riola, presso Su boscu de su Sordau (il bosco del soldato), in località Pedru Unghesti fu rinvenuto un vaso cinerario del III secolo a. C. con l’iscrizione latina Pu(blios) Caios, con il nome cioè di un soldato latino della battaglia di Cornus. L’elmo di Montefortino della collezione Cherchi Paba doveva dunque appartenere ad un soldato (probabilmente un ufficiale di rango) caduto nella prima battaglia del 215 a. C., conclusasi con la sconfitta dei Sardi che ripararono a Cornus. La seconda e definitiva battaglia si ebbe nel Medio Campidano tra i due eserciti alleati sardo (guidato da Ampsicora e Osto) e cartaginese (comandato da Asdrubale il Calvo) contro l’esercito romano e segnò la vittoria delle armate romane.

L’importanza storica dell’elmo di Montefortino dell’Antiquarium ha spinto ad una cooperazione fra le diverse istituzioni interessate (Comune di Oristano, Soprintendenze Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari e di Sassari, Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione dell’Università di Sassari) affinché si giungesse al restauro.

L’elmo è stato restaurato nel Centro di Restauro di Li Punti, dal Funzionario restauratore Luigi Piras e da Simone Arminu, tirocinante nel 2017 presso il Centro di Restauro di Li Punti e laureatosi con una tesi su L’elmo di Cornus. Studio e restauro di un elmo di Montefortino del bellum Sardum, presso l’Università di Sassari (anno accademico 2016/2017; relatore: Michele Guirguis, correlatore Luigi Piras).

L’elmo della battaglia di Cornus verrà presentato ufficialmente, ai mass media e al pubblico, nel mese di settembre dalla Soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Cagliari Maura Picciau e dall’Archeologa responsabile dell’Oristanese della Soprintendenza Maura Vargiu, dal Sindaco di Oristano Andrea Lutzu, dall’Assessore alla cultura Massimiliano Sanna, dal Direttore del museo Raimondo Zucca, dal Restauratore Luigi Piras e da Simone Arminu e dal Professore Michele Guirguis dell’Università di Sassari.