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“Arle-Chino / Traduttore-Traditore di due padroni”, sbarca nell’Isola lo spettacolo con Shi Yang Shi

Ad Oristano, Olbia, Tempio Pausania e Alghero la pièce (quasi) autobiografica (scritta a quattro mani con la regista Cristina Pezzoli) in cui il poliedrico artista nato in Cina e cresciuto in Italia si racconta e attraverso la sua esperienza indaga la condizione di tanti giovani immigrati, in bilico tra due mondi e due culture

di Redazione
8 Febbraio 2022
in Eventi, Sardegna, Teatro
🕓 6 MINUTI DI LETTURA
75 4
Shi Yang Shi in “Arle-Chino / Traduttore-Traditore di due padroni”. ? Ilaria Costanzo

Shi Yang Shi in “Arle-Chino / Traduttore-Traditore di due padroni”. ? Ilaria Costanzo

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Il dilemma di un’anima divisa, di un’identità “spezzata”, la storia di una vita “sospesa” tra Oriente e Occidente in “Arle-Chino / Traduttore-Traditore di due padroni”, spettacolo vincitore del Premio Teatro Nudo Noh’ma Teresa Pomodoro, scritto insieme con la compianta Cristina Pezzoli (che firma la regia) e interpretato da Shi Yang Shi (produzione Nidodiragno / CMC con il sostegno di Sogetest) in cartellone – in prima regionale – mercoledì 9 febbraio alle 21 al Teatro “Antonio Garau” di Oristano, giovedì 10 febbraio alle 21 al Cine/Teatro “Olbia” di Olbia, venerdì 11 febbraio alle 21 al Teatro del Carmine di Tempio Pausania e sabato 12 febbraio alle 21 al Teatro Civico di Alghero sotto le insegne della Stagione di Prosa 2021-2022 organizzata dal CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo dal Vivo in Sardegna con il patrocinio e il sostegno del MiC / Ministero della Cultura, della Regione Sardegna, dei Comuni di Oristano, Olbia, Tempio Pausania e Alghero e con il contributo della Fondazione di Sardegna.

Una pièce di ispirazione autobiografica per descrivere la condizione di tanti giovani immigrati, di prima e specialmente di seconda generazione, originari di altri continenti, con radici in terre lontane di cui conservano un vago ricordo o che non hanno mai visto, ma cresciuti in Europa: in bilico tra due mondi e due culture, cui sentono di appartenere solo in parte, spesso costretti a fare i conti con la propria “diversità”, donne e uomini della nuova società multietnica sperimentano la confusione di chi fatica a orientarsi, a trovare il proprio posto, a sentirsi “a casa”.

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“Arle-Chino” racconta le vicende di Shi Yang Shi, nato in Cina e trasferitosi giovanissimo, appena undicenne, con la madre in Italia: nella sua nuova patria ha potuto studiare e frequentare l’università, fino ad approdare alle arti della scena, ma nella sua educazione si sovrappongono e confondono ai modelli familiari e alle memorie dell’infanzia elementi della civiltà occidentale, che finiscono con l’entrare in conflitto, specialmente con l’ingresso nell’età adulta. Una narrazione in prima persona, dalla viva voce del protagonista, che assume la “maschera” di un personaggio della “commedia dell’arte”, di cui ha appreso i segreti grazie all’incontro con il grande maestro Ferruccio Soleri (storico interprete dell’“Arlecchino servitore di due padroni” nella fortunata mise en scène di Giorgio Strehler, come sostituto di Marcello Moretti) per affrontare con ironia e leggerezza un tema delicato e complesso come la ricerca o la (ri)costruzione di una identità capace di conciliare gli aspetti contraddittori, senza rinnegare una parte di sé.

Quell’inquietudine caratteristica dell’adolescenza e della prima giovinezza si nutre del dramma interiore di chi si sente smarrito e senza radici, inserito in una comunità fortemente coesa, in qualche modo impenetrabile dall’esterno, come spesso quelle degli immigrati, ma anche irrimediabilmente legato all’ambiente in cui è cresciuto e si è sviluppata la sua personalità, con la profonda consapevolezza di non conoscere se non vagamente e forse superficialmente la storia e la cultura delle sue due patrie. Artista eclettico, uomo dalle molte vite e dai mille mestieri – lavapiatti, venditore ambulante di erbe e unguenti cinesi sulle spiagge, studente bocconiano, traduttore simultaneo per ministri, imprenditori e registi internazionali di cinema; attore di teatro, tv e cinema, e, recentemente, inviato speciale de “Le Iene” – Shi Yang Shi incarna perfettamente quella gioventù espressione della moderna “società liquida” prefigurata da Zygmunt Bauman, frutto dell’individualismo e del consumismo sfrenato, una generazione allevata con “la convinzione che il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza”. Tuttavia per l’attore italo-cinese quel moltiplicarsi e stratificarsi di esperienze professionali e umane ha coinciso con un percorso individuale di crescita e con un’indagine sui propri desideri e necessità, sui nodi irrisolti del passato e i dubbi del presente, insieme con la scoperta del proprio talento e della propria vocazione artistica, delle proprie capacità e della possibilità di far dialogare due mondi apparentemente distanti e ignari l’uno dell’altro, incapaci di comunicare e comprendersi.

Il ragazzo nato nel 1979 a Jinan, nel Nord della Cina, giunto nel 1990 in Italia (cittadino italiano dal 2006) dopo il debutto in “Madre Coraggio” di Bertolt Brecht accanto ad un’attrice del calibro di Isa Danieli ha svolto un’intensa attività nel teatro sociale sotto la guida della regista Cristina Pezzoli fondatrice dello Spazio Compost di Prato e artefice di importanti iniziative culturali per la città. Shi Yang Shi si è cimentato anche con il cinema – da “La stella che non c’è” di Gianni Amelio con Sergio Castellitto, a “Go Go Tales” di Abel Ferrara, “Questa notte è ancora nostra” di Paolo Genovese e Luca Miniero, “Il comandante e la cicogna” di Silvio Soldini, con Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher, Maria Paiato, Giuseppe Battiston, Claudia Gerini e Luca Zingaretti, “Nemiche per la pelle” di Luca Lucini con Margherita Buy e Claudia Gerini, “Brutti e cattivi” di Cosimo Gomez con Claudio Santamaria, la commedia politically incorrect “Mò Vi Mento – Lira di Achille”, “Amici come prima” di Christian De Sica e “Effetto Domino” di Alessandro Rossetto, “C’è tempo” di Walter Veltroni, fino al surreale “Falla girare” di Giampaolo Morelli – e con la televisione, come inviato speciale de “Le Iene”.

Shi Yang Shi in “Arle-Chino / Traduttore-Traditore di due padroni”. ? Ilaria Costanzo
Shi Yang Shi in “Arle-Chino / Traduttore-Traditore di due padroni”. ? Ilaria Costanzo

In “Arle-Chino / Traduttore-traditore di due padroni” con la regia di Cristina Pezzoli – in tournée nell’Isola nel riallestimento curato da Andrea Lisco per Nidodiragno / CMC, con scene e costumi di Rosanna Monti e la collaborazione dellaclown coach Rosa Masciopinto – Shi Yang Shi mette in scena la sua storia, cui è dedicato anche il libro “Cuore di Seta” (Mondadori, 2017) mentre s’intitola “Love Me Tender” il nuovo lavoro sul tema scottante e attuale delle “dipendenze” erotiche e affettive, che ha debuttato in anteprima la scorsa estate al Suq Festival di Genova.

Sulla falsariga della commedia goldoniana, in “Arle-Chino” (il titolo originario, “Tong Men-G” – in cinese 铜门同梦 – ovvero “Porta di Bronzo stesso sogno” – a sottolineare che «dietro l’antica porta dei pregiudizi ed incomprensioni c’è lo stesso desiderio di unione ed armonia») risultava troppo “enigmatico” per il pubblico italiano) un duplice gioco di parole rimanda alle origini cinesi dell’artista ma anche alla difficoltà di conciliare le sue radici orientali e le tradizioni familiari con la sua esistenza e le sue abitudini di giovane europeo, ricomporre la sua identità frammentata e trovare un equilibrio interiore. Shi Yang Shi parla di sé e della realtà degli immigrati – che in fondo non è molto diversa da quella dei figli degli italiani cresciuti al di là dell’oceano, in un “altrove” dove hanno acquisito nuovi usi e costumi, una lingua, una cultura e un mestiere, ma ancora pervasi di una nostalgia per la patria dei loro avi: tra clownerie e lazzi da commedia dell’arte, il novello “Arle-Chino” parla delle sue metamorfosi, dell’esigenza di recuperare le proprie radici che si intrecciano alla storia della Cina, ma anche del lungo viaggio reale e metaforico che ha fatto di lui un ragazzo italiano, con sogni e speranze simili a quelli dei suoi coetanei, fino alla scoperta dell’amore e al coming out, oltre all’incontro con il teatro dove ha trovato lo spazio per affrontare i fantasmi del passato e reinventare il proprio futuro.

«Io sono cinese. E sono italiano. Mi sento un albero anfibio in grado di vivere sia nell’acqua sia sulla terra, ma con le radici sprofondate nell’eredità culturale e spirituale degli uomini, a partire da quella dei miei antenati» sostiene l’artista – premiato dalla Fondazione Italia-Cina nel dicembre 2019 con il China Award (per il contributo all’integrazione culturale tra i due Paesi) ed è stato invitato al Quirinale il concerto straordinario organizzato in occasione delle iniziative dell’Anno della cultura e del turismo Italia-Cina 2020. Una doppia natura che lo pone in una sorta di “terra di mezzo” ma ne fa idealmente un “mediatore” tra popoli di e culture: “Arle-Chino” è una “commedia” moderna e coinvolgente, un itinerario simbolico sulla “via della seta” e ritorno, che ridisegna le geografie emotive da una prospettiva inaspettata; un’occasione per provare ad affrontare lo sguardo dell’altro, ma anche a superare pregiudizi e barriere, per riscoprire le opportunità e la ricchezza di una società multiculturale attraverso una vicenda emblematica, piena di sorprese, capace di far sorridere e pensare.

Tags: AlgheroCedacOlbiaOristanoShi Yang ShiteatroTempio Pausania
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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
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In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎆 La Sardegna accende il Capodanno 2026 con 15 città in festa il 31 dicembre: da Gabry Ponte a Max Pezzali, Mengoni a Emis Killa, un’isola che vibra di musica sotto le stelle. 🎶  🎉✨ Sfogliate il carosello in ordine alfabetico per scoprire tutti gli artisti, location e sorprese della notte più epica dell’anno. Da Alghero a Tortolì, il countdown è pronto a esplodere!  Quale città sceglierete per il vostro Capodanno 2026?
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