Bentrovati amici lettori, oggi vi parlo di un libro che ho amato fin dalle prime pagine, come sempre vi suggerisco la colonna sonora che senza ombra di dubbio ricade sul gruppo inglese più famoso della storia: The Beatles con Help.

Chi mi conosce sa che amo molto questa città, non a caso ho ambientato qui il mio primo romanzo, se parli di Londra è perché la ami con tutti i suoi pregi e difetti. Mentre leggevo queste pagine mi domandavo “che genere di libro è?” la risposta è arrivata da sola poco dopo.

La nostra Londra non è un romanzo, ma non è neanche un saggio, è un dialogo tra l’autrice e il lettore ma anche tra lei e la sua Londra. È una dichiarazione d’amore della signora Agnello Hornby alla città che l’ha accolta, narra le sue vicende familiari e ci svela come all’età di appena diciassette anni ha compiuto il suo primo viaggio nella city e se ne sia subito innamorata. Mi sono ritrovata nelle sue parole, una ragazza alla scoperta di una cultura profondamente diversa dalla sua Sicilia. Un fascino quello londinese che riveste tra i più giovani, gli artisti, e tutti coloro che aspirano a una vita “diversa” e ricca di stimoli. La sua è stata una scelta di vita, perché quando ti trasferisci in un’altra città la scegli come tua nuova casa, ma è anche l’inizio di un viaggio perché Londra è questo: scoprire.

Questo libro potrebbe classificarsi come una guida della città ma sarebbe assai riduttivo, la signora A.H. racconta i luoghi e la storia che per secoli è stata protagonista tra la mura dei suoi edifici storici. Uno studio colorito dei suoi abitanti, ma anche delle tradizioni; dei luoghi più caratteristici vissuti da lei e dalla sua famiglia, esperienze quotidiane che hanno segnato nel bene e nel male la sua vita in un passato che per un po’ è stato “estraneo” ma che col tempo l’ha accolta come una figlia. Ci vuole sicuramente del tempo per apprezzare culture diverse, i fatti storici narrati sono di grande interesse grazie anche al suo modo di scrivere elegante e scorrevole, ma anche semplice.

Un racconto a due voci. Nella seconda parte infatti troviamo un’altra voce narrante, quella di George suo figlio, che con il suo humour tutto inglese ci porta alla scoperta di altri luoghi con uno sguardo diverso, più aperto ma anche realistico, luoghi che sono divenuti accessibili e sempre caratterizzati dalla storia umana di chi li ha abitati. Un racconto da un altro punto di vista perché lui è disabile e gira la città con la sua sedia a rotelle, mi ha colpito molto la sua analisi sulle barriere architettoniche che tuttora permangono in alcuni edifici storici. Invece l’accesso ai bus è notevole, l’ho visto con i miei occhi l’ultima volta che ci sono stata, una città così moderna ma dallo spirito antico.

Vi lascio con una citazione bellissima che è anche l’essenza di questo romanzo, infatti ogni capitolo si apre con una citazione del dottor Samuel Johnson. Se per caso avete in programma un viaggio a Londra dovete assolutamente passare a visitare la sua casa a pochi passi da Fleet Street, e dal pub di cui era assiduo frequentatore Ye Olde Cheshire Cheese, io ci sono capitata per caso e sono rimasta impressionata dall’originalità, vi ritroverete infatti in una piccola piazza con al centro il monumento a Hodge il gatto del dottor Johnson.

Quando un uomo è stanco di Londra,

è stanco anche di vivere;

perché Londra offre tutto ciò che la vita può offrire.

Samuel Johnson

Un’altra piccola curiosità, il dottor Johnson ha scritto il primo Dictionary of the English Language. La foto è un ritratto che potete vedere al pub Ye Olde Cheshire Cheese al 145 di Fleet street.

Vi auguro buona lettura
Aurora Redville

Titolo: La nostra Londra
Autore: Simonetta Agnello Hornby, George Hornby
Genere: Narrativa
Casa Editrice: Giunti Editore
Pagine: 360
Prezzo: €16,00
ISBN: 9788809873728

Trama: Un inno a due voci a una Londra che continua a crescere e cambiare, dove ogni marea del Tamigi porta qualcosa o qualcuno di nuovo. Il racconto personalissimo e appassionato di Simonetta Agnello Hornby, ormai un classico per chi ama la città o la vede per la prima volta, si arricchisce adesso di luoghi nuovi e curiosi, descritti dalla voce ironica e brillante di suo figlio George Hornby. Simonetta Agnello giunge a Londra nel settembre 1963. A sole tre ore da Palermo, è catapultata in un altro mondo, che le appare subito come un luogo di riti e di magie. La paura di non capire e di non essere accettata segna il passaggio dall’adolescenza alla maturità. Si sposa, diventa Mrs. Hornby, ha due figli. Ora può riannodare i fili della memoria e accompagnare il lettore nei piccoli musei poco noti, a passeggio nei parchi, nella amata casa di Dulwich e di Westminster, nella City e a Brixton, dove ha fatto l’avvocato. Al contempo, sulle orme dell’illuminista Samuel Johnson, cattura l’anima della sua Londra, profondamente tollerante e democratica. Il viaggio continua attraverso la voce di George Hornby, che con il suo humour tutto inglese e uno sguardo aperto e disincantato, ci svela novità, scoperte, luoghi profondamente mutati o finalmente divenuti accessibili, sempre permeati dalle storie umane di chi ha contribuito a crearli. Dal tempio di Mithras al Garden Museum, fino ai ristoranti e pub più rinomati o singolari della città, un percorso insolito e affascinante in una Londra che non avete ancora conosciuto e che non smette mai di stupire. Perché, come dice Samuel Johnson, «quando un uomo è stanco di Londra, è stanco anche di vivere».