Saranno quattro gli appuntamenti della quarta giornata del festival “Dall’altra parte del mare” di domani, venerdì 21 agosto.

Si comincia alle 19:00 nelle Tenute Sella & Mosca con un effervescente aperitivo con l’autore. Luca Bianchini sarà, infatti, ospite di una delle più belle cantine d’Italia per conversare con Sonia Borsato del suo nuovo romanzo “Baci da Polignano” (Mondadori).

Alle 21:00 il festival si sposta nel cuore della città, nel piazzale Lo Quarter (Largo San Francesco) dove Giampaolo Simi presenterà, accompagnato da Francesco Trento, “L’estate di Piera” il nuovo romanzo scritto a quattro mani con Piera degli Esposti. Giallista tra i più apprezzati in Italia Giampaolo Simi ha ricevuto numerosi premi e i suoi libri sono stati tradotti in Francia (nella «Série noire» di Gallimard e presso Sonatine) e in Germania (Bertelsmann). Soggettista e sceneggiatore di serie come «RIS» e «Crimini», è autore della fiction «Nero a metà».

Alle 21:50 sempre nel piazzale Lo Quarter sarà la volta di Bruno Arpaia che converserà, con la giornalista Daniela Preziosi, del suo libro “Il Fantasma dei Fatti” (Guanda). Quattro eventi cruciali hanno interrotto, negli anni sessanta, i progetti di sviluppo energetico, scientifico e tecnologico del nostro paese. C’è un legame tra le morti improvvise di Mario Chou e Enrico Mattei e gli arresti clamorosi di Felice Ippolito (direttore del comitato per l’energia nucleare) e di Domenico Marotta (direttore dell’Istituto Superiore di Sanità)? Che ruolo ha avuto in queste vicende Thomas Karamessines responsabile della sezione Cia di Roma e direttore delle operazioni coperte sotto Richard Helms? E ancora: quale è il vero ruolo di uno scrittore e che responsabilità ha nei confronti delle storie e dei lettori? Questi sono solo alcuni degli elementi chiave dell’interessantissimo libro di Arpaia.

Alle 22:40 chiuderà la serata “Sto bene, proprio ora, proprio qui. Analisi narrata dell’illogica allegria di Giorgio Gaber”. Uno spettacolo di parole (Gerardo Ferrara) e musiche (Raul Moretti). Un viaggio nel teatro-canzone di Gaber attraverso il tentativo di rilettura dei temi che hanno animato e “agitato” l’animo del signor G. Un tentativo di attualizzazione del pensiero e dell’analisi antroposociale che ha contraddistinto la straordinaria collaborazione artistica e il “sentire” di Gaber e Sandro Luporini. La fatica dell’animo umano, la sua leggerezza, il disagio esistenziale, la bellezza delle “periferie umane, la complessità del pensiero e la semplicità e la forza dell’Amore. L’invettiva e la poesia tesa non solo ad idealizzare, ma “anelare” finalmente ad “un uomo nuovo”… L’arpa di Raoul Moretti traccia musicalmente il solco gaberiano con una vena “reinterpretativa” originale che mette a proprio agio la voce narrante di Gerardo Ferrara. Il lavoro è accompagnato dalle proiezioni di alcune foto tratte dal libro di Reinhold Kohl “io mi chiamo Gaber e sono ancora qui”