Estetica del Food “La tua pelle”. A Cagliari, Milano e Sassari la mostra dell’artista sassarese Genesio Pistidda.

70 forchette Moscardino ridecorate con grafiche per oggetti domestici, come un tatuaggio, si reinterpretano nel contemporaneo.

 

Dal 26 al 30 marzo. May Mask / Via Giardini, 149, Cagliari.

Dal 4 al 9 aprile. Milano Markers / Fabbrica del Vapore / Via Procaccini 4, Milano.

Dal 20 al 24 maggio. Liceo Artistico Filippo Figari / Piazza d’Armi, 16, Sassari.

 

“Reinterpretando la celebre forchetta Moscardino disegnata da Giulio Iacchetti e Matteo Ragni, il progetto di Genesio Pistidda preserva, potenziandone il significato estetico, la popolarità acquisita da questo premiatissimo utensile di servizio, prodotto diciotto anni fa da Pandora e diffuso nell’ambiente del catering dal 2000, come creazione firmata del design industriale contemporaneo.

L’originalità dell’opera realizzata dall’artista sassarese risiede nell’affascinante tatuaggio disegnato sul corpo dell’oggetto che mantiene intatta la sua encomiabile struttura in Mater-bi ecosostenibile. Dal punto di vista grafico reinventa l’oggetto, attribuendogli una nuova verve stilistica di ispirazione etnica. Attraverso la nuova veste grafica, il Moscardino subisce così l’influenza del percorso culturale e stilistico di un’opera d’arte che decontestualizza l’oggetto di uso quotidiano nella sua valenza funzionale di prodotto seriale, ormai da tempo radicato, e ne accentua il significato estetico, elevandolo a prodotto artistico.

Ne La tua pelle Genesio sembra suggellare l’incontro tra il design industriale e il ritorno al primitivismo sardo, in particolare nella scelta di una grafica che ripercorre lo stile geometrico dell’antica ceramica appartenente alla Cultura di Ozieri, nata in età prenuragica in una località della Sardegna Settentrionale e diffusa poi in tutta la Sardegna nel periodo compreso tra il 3200 e il 2800 a.C.

Anche nelle opere di Genesio, così come in molti lavori prodotti dagli artefici delle prime creazioni nell’ambito del design industriale degli anni Venti, ispirati alle Avanguardie e affascinati dall’arte primitiva, i valori di quest’arte oltrepassano i semplici elementi che costituiscono la forma.

Il disegno geometrico bicromatico presente nel moscardino di Genesio ricorda i raffinatissimi disegni che decorano le superfici di tripodi e dei preziosi vasi di argilla, prodotti nella fase più tarda della Cultura di Ozieri, per l’eleganza di uno stile lineare e fortemente stilizzato ma ricco di dettagli divenuti tipici della tradizione iconografica isolana. In questo modo, l’intervento dell’artista è determinante perché non attua solamente un processo di semplificazione della realtà e della forma, che già in passato ha portato più di una volta pittori e scultori a lavorare le superfici e i corpi per cambiarne i connotati, ma conferisce all’oggetto una dimensione estetica nuova che va oltre il significato stesso per cui l’oggetto, in questo caso la forchetta multiuso moscardino, esiste.” – Erica Olmetto

 

“Sono passati ormai 18 anni da quando Matteo Ragni ed io abbiamo disegnato il Moscardino, ovvero la piccola posata usa e getta in Mater-Bi, caratterizzata dalla combinazione in un unico pezzo, di forchetta e cucchiaio.

A distanza di così tanto tempo, è sorprendente quanto un così piccolo oggetto, nato per soddisfare una semplice necessità legata ai catering e agli aperitivi nei bar, generi ancora tanto interesse ed affezione. Scopro i nostri Moscardini nelle case in cui sono stato ospite, posizionati nella scatola del sale grosso o dello zucchero, un mio caro amico lo porta sempre con sé nelle sue solitarie imprese ciclistiche, è bello sapere di poterlo trovare nella collezione permanente del Moma e del Compasso d’oro, e contemporaneamente utilizzarlo ad un party per quello che oggettivamente è: una posata di servizio. Il lavoro di Genesio Pistidda genera però una nuova interpretazione del Moscardino: la sua sagoma così semplice ed iconica si amalgama in modo perfetto con le grafiche dal sapore etnico generate da Genesio. L’artista ne ridisegna la pelle: veri e propri tatuaggi imprimono un nuovo sapore all’oggetto che, perdendo ogni addentellato al mondo del disegno industriale a cui è sempre appartenuto, si rigenera nel mondo dell’arte, prestandosi al gioco dei rimandi semantici, alla libera interpretazione dell’autore e a tutto ciò che il semplice visitatore potrà cogliere dal sorprendente ed inedito incontro tra arte, grafica e design.” – Giulio Iacchetti

 

 

Genesio Pistidda è uno Scultore, fotografo, scenografo nato a Sassari nel 1974.

Si Laurea in Scultura, all’Accademia di Belle Arti di Sassari nel 2001. Attivo sulla scena dell’arte da 28 anni. Collabora con le aziende, enti pubblici e privati: Enel 1996/2016, Esercito Italiano 1997/2016, Ersu 1998, Banco di Sardegna 2002/16; Provincia di Sassari 2004/05, dirige il Museo d’Arte Contemporanea Masedu; Endesa Spa 2004/05; Comune di Cagliari 2005, dirige il Museo d’Arte Contemporanea EXMA’; Ente Concerti Maria Lisa Decarolis 2004/05, Confidi/SS 2014, Confcommercio/SS 2016.

I suoi lavori sono a New Delhi of India, Bangkok, Los Angeles, Berlino e in diverse regioni d’Italia come Venezia, Padova, Milano, Roma, Lecce, Moncioni /Montevarchi/AR, Reggio Calabria, Sassari, Banari/SS, Olbia, Baressa/OR, Cagliari, Golfo Aranci/OT.