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Aligi Sassu: il legame indissolubile con la Sardegna e l’arte futurista

La vita e l’opera di Aligi Sassu, il pittore che ha saputo fondere la tradizione sarda con l’innovazione del Futurismo, esplorando temi di libertà, movimento e passione

di Chiara Medinas
14 Dicembre 2024
in Arte
🕓 3 MINUTI DI LETTURA
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Aligi Sassu davanti alla sua opera Battaglia dei tre cavalieri, 1975/89 olio su tela; 260 × 260 cm. ? Archivio Aligi Sassu

Aligi Sassu davanti alla sua opera Battaglia dei tre cavalieri, 1975/89 olio su tela; 260 × 260 cm. ? Archivio Aligi Sassu

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La maggior parte delle volte, fama, lavoro e ambizione non bastano a spegnere l’amore che lega le persone alle proprie radici. Che siano materne, paterne o da entrambe le parti, spesso il richiamo alle origini è tanto prepotente da influenzare l’esistenza ancora da scrivere e da diventare un marchio distintivo. Un elemento che l’artista Aligi Sassu seppe perfettamente sfruttare, per rendere omaggio alla terra sarda, ma soprattutto alla libertà creativa.

Nato a Milano nel 1912 dalla parmense Lina Pedretti e dal sassarese Antonio Sassu, – considerato tra i fondatori del Partito Socialista Italiano a Sassari nel 1894 – Aligi ebbe il primo incontro con la Sardegna in età precoce, in quanto nel 1921 si trasferì con i genitori a Thiesi (SS), paese natale del padre. Della durata di 3 anni, il soggiorno isolano risultò per il futuro artista breve e intenso, grazie all’incontro con i brillanti colori della macchia mediterranea destinati a diventare elementi caratteristici della sua pittura.

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Impressa nei ricordi, la terra sarda accompagnò Aligi Sassu nel successivo ritorno a Milano, dove si formò all’Accademia di Brera e fu introdotto dal padre nell’ambiente artistico futurista, popolato da figure del calibro di Carlo Carrà, Bruno Munari e Filippo Tommaso Marinetti. Proprio quest’ultimo gli permise nel 1928 di partecipare alla Biennale di Venezia, inaugurando non solo il suo percorso professionale, ma anche l’adesione convinta ai capisaldi futuristi, espressi in opere – realizzate tra 1927 e 1929 – incentrate su sport, macchine e industria.

Non passò inoltre molto tempo prima che Aligi definisse con Munari il cosiddetto Manifesto della Pittura “Dinamismo e riforma muscolare”– basato su una rappresentazione dinamica e antinaturalistica – e approfondisse la ricerca stilistica tramite il confronto con artisti come Lucio Fontana, Umberto Boccioni, Diego Velasquez e Pablo Picasso. Se da una parte gli anni ‘30 del ‘900 non fecero altro che rafforzare un percorso promettente e portarono a una mostra allestita a Milano, dall’altra l’avvento del Fascismo arrecò non poche difficoltà a Sassu, che nel 1934 soggiornò a Parigi per studiare importanti pittori francesi, tra cui Théodore Géricault, Paul Cézanne, Henri Matisse e Eugène Delacroix.

Una devozione per la conoscenza e l’ispirazione che lo coinvolsero nello stesso periodo anche a livello politico, facendolo aderire all’ideologia antifascista. Sviluppata proprio durante il soggiorno parigino, la militanza trovò espressione sia in lavori artistici – come quello dal titolo “Il grande Caffè”, ultimato nel 1940 – sia nell’opposizione concreta, tanto che verso la fine degli anni ‘30 fu rinchiuso nel carcere romano di Regina Coeli per accusa di complotto. Lo spiacevole incidente di percorso tuttavia – risoltosi con la concessione della grazia nel 1938 – non lo scoraggiò, portandolo tra anni ‘80 e ‘90 alla scoperta di zone del mondo come Canada, Sud America, Germania e Spagna, dove Pollença divenne il luogo del suo eterno riposo il 17 luglio del 2000.

Situata nel nord-est dell’isola spagnola di Maiorca, la cittadina di Pollença incrociò il suo destino con Sassu nel 1964 dopo il ritorno in Sardegna nel decennio precedente, durante il quale ebbe modo di ispirarsi alla vita marinaresca e contadina per la serie delle “Tonnare” dedicate alla pesca del tonno. Un’attenzione per la vitalità incarnata anche dal cavallo, altro elemento distintivo dell’artista e presente in molte opere realizzate nell’arco della vita. Forte ed energico, Aligi vide per la prima volta l’animale durante la permanenza in Sardegna e ne rimase affascinato al punto da ritrarlo in opere come la litografia “Cavallo” del 1964, che vede la monumentale bestia stagliarsi su sfondo praticamente spoglio.

“Cavalli” di Aligi Sassu. ? Casa d'aste La Rosa
“Cavalli” di Aligi Sassu. ? Casa d’aste La Rosa

Libertà, potenza, movimento, coraggio: alcune caratteristiche riscontrate nel nobile destriero risuonano anche nello stile di Aligi Sassu, il quale non si risparmiò mai nell’esplorazione di nuove tecniche e spaziò da modalità essenziali ad altre più elaborate come il lavis, pratica basata sul passaggio di acido su lastra per avere un particolare effetto.

Tra varietà e libertà, questi elementi continuano a vivere nel museo di Thiesi dedicato all’artista, – inaugurato nel 2010 e attualmente chiuso –dotato di 4 sale con opere realizzate con varie tecniche e soggetti, tra cui spicca un affresco dedicato ai moti antifeudali del XVIII secolo d.C. nei quali Thiesi ebbe un ruolo centrale. Un esempio artistico tra tanti suoi capolavori, che ricorda ancora una volta quanto tale figura abbia vissuto all’insegna di un’eclittica passione, ispirata anche dalla terra d’origine.

Tags: Aligi SassuarteFuturismoThiesi
Chiara Medinas

Chiara Medinas

Assidua frequentatrice di musei e grande amante delle pardule, la curiosità è la mia musa ispiratrice. Se è vero che la bellezza sta negli occhi di chi guarda, credo non ci sia sensazione migliore che provare stupore per le piccole cose.

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📷 Su Tempiesu: ©️Nurnet | Nicola Castangia e Nuraviganne
📷 Santa Maria Maggiore: ©️ales&ales
📷 Veduta di Orune: ©️trolvag
  • 🕯️ Nel cuore del quartiere Castello di Cagliari si cela un passaggio che da secoli sussurra segreti. Via Alberto Lamarmora, antica ruga Mercatorum dei mercanti pisani, dimora di nobili e argentieri, nasconde tra i suoi vicoli stretti il Portico delle Anime.  🌙 Un tunnel angusto illuminato solo da una lampada fioca, dove l’effige della Madonna delle Grazie veglia su un mistero inquietante. Gli abitanti raccontano di aver udito lamenti di anime in pena davanti al quadro sacro. Ombre che si muovono, voci indistinte che emergono dal buio.  ⚔️ Si narra che durante un Giovedì Santo, Sant’Efisio apparve minaccioso nel portico a un sabotatore intenzionato ad avvelenare le acquasantiere delle chiese cagliaritane. Il santo lo fermò sul nascere. Da allora, ogni anno, il suo simulacro sosta davanti alla Vergine in processione. Una tradizione che unisce fede e leggenda, viva ancora oggi.  🏛️ Tra palazzi segnati dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e archi gotico-catalani, il Portico conserva un fascino che sfida il tempo. Cagliari di giorno è luce, ma di notte Castello rivela il suo volto enigmatico.  👉 La storia completa di Raffaella Piras, con tutti i dettagli delle leggende e della storia del luogo, ti aspetta su SHmag.it 📰
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  • ✨ Cenerentola in Sardegna 🔥
Tra falò d’inverno e fiabe sussurrate accanto al fuoco, la magia della ragazza dal cuore puro rivive anche nell’Isola.  🏰 Molto prima del castello Disney, esisteva Rodopi: una fanciulla dell’Antico Egitto, destinata a diventare la prima “Cenerentola” della storia.
Dalle corti europee arriva in Sardegna, dove la fiaba trova nuove voci e nuovi nomi. E lì, tra montagne e mare, cambia per sempre volto.  🐦‍⬛🌾 Nel cuore del Campidano vive Maria Chisjnera, la più piccola di tre sorelle. Dalla gentilezza verso un uccello magico nascono noci, mandorle e prodigi. ✨
In ogni frutto, un incantesimo: abiti splendenti 👗, fate e servitori. E come nella fiaba, sarà una scarpetta 👠 a rivelare la verità.  👑 Il giovane che la sceglie non è un principe qualunque, ma l’uccello mediano, liberato dal suo incantesimo grazie a un gesto di bontà 💖.  Ogni versione di Cenerentola racconta la stessa verità: la gentilezza salva, e persino la sventura può diventare luce. 🌟  Dal mito egizio ai nuraghi, la fiaba di Cenerentola continua a vivere nei racconti di Sardegna.  🔗 Scopri la storia completa nell’articolo di Raffaella Piras su shmag.it
  • 🎶 Capodanno 2026 a Sassari con Max Pezzali: viabilità, parcheggi e navette 🚌 
🎆 Tutto è pronto a Sassari per il grande concerto di Max Pezzali, in programma la notte del 31 dicembre in piazzale Segni. Il Comune ha predisposto un articolato piano di sicurezza e mobilità per garantire una serata ordinata e sicura, nel segno della partecipazione e del divertimento. 
🚧 Zona rossa in piazzale Segni
Dalle 18:00 l’area intorno a piazzale Segni sarà interdetta al traffico veicolare, anche per i residenti. La zona rossa comprenderà le vie Di Vittorio, Giagu, Carlo Felice, Raffa Garzia, Wagner, Coradduzza, Gramsci e Togliatti. Tutti gli accessi saranno transennati e presidiati dalla Polizia locale. All’interno del perimetro sono previste un’area di sosta per persone con disabilità in via Nenni; aree ristoro dedicate al pubblico. 
🅿️ Otto parcheggi di attestamento e bus-navetta
Per agevolare gli spostamenti, il Comune e l’ATP attiveranno otto parcheggi di attestamento collegati al luogo dell’evento da bus-navetta gratuiti dalle 18:00 alle 21:00. Le aree individuate si trovano in:
·  via Caniga – via Predda Niedda (Tanit),
·  Piandanna (Agenzia delle entrate),
·  via Budapest (fianco Conad),
·  via Camboni (Li Punti),
·  piazza Ortobene (Sant’Orsola Nord),
·  via Pirandello,
·  via Turati,
·  via Washington.
Le linee ATP dedicate saranno riconoscibili dalla scritta “Concerto Max Pezzali” su bus e fermate, con passaggi ogni 5-15 minuti.
Rientro dall’1:00 alle 3:00 del 1° gennaio con bus-navetta ATP da via Vardabasso verso i parcheggi di attestamento (la destinazione sarà indicata sul parabrezza). 
🚌 Pullman e area camper
La corsia discendente di via Milano sarà riservata ai pullman turistici provenienti da tutta l’isola, mentre tra via Milano e via La Malfa è stata allestita un’area sosta per camper.  Nel primo commento mappe percorsi delle navette 👇🏼
  • ✨ Sassari si prepara ad accogliere il 2026 con un grande evento di piazza. La notte di San Silvestro vedrà protagonista Max Pezzali, icona della musica pop italiana, che salirà sul palco di Piazzale Segni intorno alle 22:00 per accompagnare la città nel conto alla rovescia verso il nuovo anno.  Il concerto sarà il fulcro del programma “Sassari Destinazione Natale”, il progetto che punta a valorizzare la città come polo culturale e turistico anche in inverno. L’appuntamento di Capodanno si affianca così a eventi simbolo come la Cavalcata Sarda e la Discesa dei Candelieri, confermando l’impegno dell’Amministrazione nel rilancio dell’immagine urbana in chiave artistica e partecipativa.  🎶 Sul palco, Max Pezzali ripercorrerà più di trent’anni di carriera con i brani che hanno accompagnato intere generazioni – dagli anni degli 883 ai successi da solista – trasformando la piazza in un grande coro collettivo. Dopo la mezzanotte, spazio a Sergione Dj e Gabry Dj per far ballare il pubblico fino a tarda notte.  Una notte di musica, festa e partecipazione che proietterà Sassari nel nuovo anno con energia e una visione chiara: crescere attraverso la cultura e la condivisione. 🌟  #Sassari #Capodanno2026 #MaxPezzali
  • 🎄 “Marley era morto”. Così inizia il “Canto di Natale” di Charles Dickens, pubblicato nel 1843 e sold out in pochi giorni. Da quel capolavoro nascono oltre un secolo di adattamenti cinematografici: dal muto del 1901 con Scrooge di Walter R. Booth, al musical del 1970 con Albert Finney, fino a “S.O.S. Fantasmi” con Bill Murray e la CGI di Robert Zemeckis con Jim Carrey. ❄️  🎞️🍿 Classici hollywoodiani, Muppet irresistibili e l’horror con Johnny Depp in arrivo nel 2026. Quale Scrooge è il tuo preferito? Scopri la guida completa di Lorella Costa 👇🏻
  • 🪨 Scolpita nella roccia di Capo Sant’Elia, la Grotta di San Bartolomeo racconta una pagina poco nota della preistoria cagliaritana.  Tra frane, scavi ottocenteschi e indizi sparsi nel terreno, qui sono emersi frammenti di vasi, punte di lancia, resti animali e tracce di antiche capanne: tasselli di una storia che va dal Neolitico all’età nuragica, passando per la misteriosa cultura di Monte Claro.  🌊 Accanto alla grotta, la Domus de Janas ancora visibile custodisce il silenzio di un passato in parte perduto, mentre gli archeologi cercano di ricostruire l’abitato che un tempo dialogava con il mare di Marina Piccola e il colle di Sant’Elia. 
Una vicenda fatta di scoperte, scomparse e domande ancora aperte, che ridisegna le origini più remote di Cagliari.  La storia continua nell’articolo di @medinolasss su SHmag.it: leggila per entrare nel cuore nascosto di San Bartolomeo 🔍📖
  • 🎆 La Sardegna accende il Capodanno 2026 con 15 città in festa il 31 dicembre: da Gabry Ponte a Max Pezzali, Mengoni a Emis Killa, un’isola che vibra di musica sotto le stelle. 🎶  🎉✨ Sfogliate il carosello in ordine alfabetico per scoprire tutti gli artisti, location e sorprese della notte più epica dell’anno. Da Alghero a Tortolì, il countdown è pronto a esplodere!  Quale città sceglierete per il vostro Capodanno 2026?
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