La sessualità dei giovani italiani si forma spesso sul web. I ragazzi di oggi dimostrano di essere più liberi e aperti, ma hanno bisogno di essere guidati. Purtroppo però non sempre i luoghi deputati all’educazione, scuola e famiglia, forniscono gli strumenti più corretti per potersi muovere con consapevolezza all’interno di un argomento tanto vasto quanto impossibile, per i più, da trattare senza imbarazzo e omissioni. In assenza di una guida adeguata, il rischio è quello di essere vincolati al sentito dire o a modelli distorti, con conseguenti rischi per la salute fisica e mentale.

Sfruttando la grande diffusione dei social network Francesca Fadda, psicologa, psicoterapeuta ed educatrice sessuale ha creato Sessualità Diffusa, progetto di comunicazione e sensibilizzazione che si propone di promuovere una nuova cultura della sessualità. Nasce con una piccola rubrica strutturata in pillole informative, pensate e confezionate in un formato fruibile per i principali centri di aggregazione in rete, ma si svilupperà attraverso percorsi di formazione orizzontale con laboratori ed eventi a tema.

La pubblicazione segue un approccio integrato, promuovendo la logica del piacere, della salute e dei diritti. Il primo ciclo, appena concluso e consultabile gratuitamente sui canali Instagram e Facebook della terapeuta, ha ospitato sia approfondimenti di natura medica sull’anatomia maschile e femminile, ma anche chiarimenti sulle diverse modalità in cui è possibile provare piacere, contemplando ogni forma di espressione identitaria e di genere, attraversando ogni sfumatura della sfera sessuale.

Il concetto di sessualità diffusa si riferisce alla necessità di spostare l’attenzione da singoli punti a tutto il nostro corpo. “Uscire dalla genitalità significa restituire al corpo le sue potenzialità sensuali, erotiche ed erogene, diffondendo l’energia sessuale dall’area genitale alla persona nella sua globalità. Abbiamo sviluppato nella storia una visione fallocentrica della sessualità, circoscritta all’atto penetrativo, ma non è sempre stato così” specifica la psicologa. “Ancora oggi molte donne vivono la sessualità come un servizio da prestare al godimento del partner ignorando il proprio corpo, le proprie potenzialità espressive ed orgasmiche. Quello che è accaduto nella storia lo ripercorriamo fin dalla primissima infanzia, confrontandoci con una cultura ed una educazione alla sessualità di tipo repressivo e moralista, veicolata da imbarazzi, proibizioni e non detti. Tutta l’energia della sessualità rischia di essere compressa e trattenuta nell’area genitale, per poi esplodere con la trasformazione del corpo durante la pubertà e l’adolescenza. Un periodo in cui spesso si colma il vuoto di informazione, scoprendo la sessualità con la pornografia commerciale e costruendo una visione distorta dei rapporti, meccanica e basata su falsi miti. Un peso che portiamo nella vita adulta, nelle relazioni erotiche e sentimentali, nelle nostre famiglie e nel nostro lavoro e nei discorsi della quotidianità, quello che ci porta ad abbassare la voce quando raccontiamo, se riusciamo a farlo, momenti vissuti di piacere o di difficoltà legati alla sessualità”.

Le pillole sono di tanto in tanto accompagnate da sondaggi e momenti di condivisione su temi da sviluppare con maggiore ampiezza. In tanti hanno raccolto la provocazione, mettendosi alla prova ed esplorando il loro immaginario erotico. L’ultima sfida: scegliere un’immagine che rappresenti l’ambientazione delle proprie fantasie. Un luogo, uno scenario, un paesaggio, una visione fantasy, uno spazio urbano. Francesca Fadda, con la collaborazione del collega Davide Silvestri, analizzerà gli elementi ricevuti, per riflettere sull’idea che le fonti del piacere abitino nei nostri sogni.

Una rubrica su Instagram non sostituisce certamente il colloquio con uno specialista, ma rappresenta un primo strumento a disposizione per chi volesse approfondire questi temi. Un primo passo avanti verso una maggiore consapevolezza su un tema che riguarda tutti.