Sapevi che da come usi le emoticon è possibile determinare la tua personalità? Lo afferma una ricerca britannica effettuata dalla Edge Hill University secondo la quale, le faccine che utilizziamo per comunicare espressioni e gesti online, sono in grado di trasformare la percezione che gli altri hanno di noi. Le persone, infatti, saranno propense a considerarmi un tipo allegro e simpatico, se di solito utilizzo faccine sorridenti. Si tratta di uno studio dai risultati complessi, ma ecco alcuni semplici esempi che sfruttano le emoticon più diffuse.

🙂 Il classico smile che sorride è la faccina che, forse, usiamo più spesso. La inviamo quando stiamo chiacchierando con un amico, per indicare che la conversazione non è affatto noiosa ma, anzi, ci diverte e ci coinvolge.

😆 Se questa variante dello smile è tra quelle che usiamo più di frequente, probabilmente siamo persone estroverse, socievoli e sicure di noi. Persone che non possono fare a meno di esprimere la propria felicità.

😘😍 Altri smiley molto diffusi sono quelli che esprimono amore. Se queste emoticon sono tra quelle che utilizziamo di più, siamo persone innamorate, a cui piace esprimere i propri sentimenti e che, magari vivendo una relazione a distanza, non hanno la possibilità di esprimere queste emozioni dal vivo alla persona amata.

😞😥 Se tra le emoticon che usiamo maggiormente abbondano le faccine tristi, deluse o che piangono, allora significa che, forse, stiamo vivendo un periodo difficile o che non siamo felici della direzione che ha preso la nostra vita e abbiamo bisogno di un’inversione di marcia.

A volte, però, ci capita di inviare delle emoticon senza essere del tutto sicuri del loro significato, rischiando di essere fraintesi. Spesso, queste emoticon derivano dalla cultura orientale, dove esiste un modo diverso di interpretare la gestualità. Per questo motivo noi occidentali, non siamo riusciti a cogliere immediatamente il significato di alcuni smiley.

😪 Sembra una faccina triste con una goccia sul viso, magari piange, ma è generalmente utilizzata per esprimere noia. Invece si tratta di un’espressione molto diffusa nei manga giapponesi per raffigurare qualcuno che dorme profondamente.

💁‍♀️ Anche questa emoticon deriva dalla cultura giapponese e sta a indicare la presenza di un punto informazioni. Ora che lo sapete, potete usarla per vantarvi scherzosamente con i vostri amici, di conoscere qualcosa in più di loro.

😤 Siamo soliti usare questa emoticon per comunicare rabbia quando invece, nella cultura orientale, esprime una sensazione di trionfo. Gli sbuffi sotto il naso sottolineano il momento solenne.

😖 Generalmente utilizziamo questa emoticon quando vogliamo esprimere disagio o stress. Nel suo significato originale, invece, dovrebbe essere utilizzata quando siamo confusi o negativamente sorpresi da qualcosa.

🙏 Anche se non proviene dalla cultura orientale, su questa emoticon c’è una grande confusione. Mettiamoci il cuore in pace perché non si tratta di due mani giunte in preghiera ma… di due mani che battono il cinque.

Gli smiley sono entrati a far parte della nostra quotidianità così profondamente, che non ci siamo nemmeno accorti che esiste una sorta di codice non scritto, una specie di galateo delle emoticon creato dalle nostre stesse abitudini. Come usarle per essere sicuri di comunicare correttamente le nostre idee? Ad esempio: è meglio inserire le emoticon alla fine del messaggio, per evitare che chi lo riceve debba cercare il testo tra mille faccine; se proprio vogliamo inviare un messaggio di sole emoticon, facciamo in modo che siano legate da un senso logico; utilizzare emoticon che di solito non usiamo, può aiutarci ad esprimere meglio i nostri concetti; cerchiamo di coordinare l’utilizzo delle emoticon in funzione della persona con cui parliamo.

Esprimersi liberamente con le emoticon può essere divertente visto che diamo sfogo alla nostra personalità. Forse nel momento in cui scegliamo quale faccina inviare, stiamo esprimendo noi stessi nel modo più sincero possibile. Ricordiamoci, però, di fare attenzione a chi si trova dall’altra parte dello smartphone: amici, familiari, e colleghi potrebbero farsi un’idea sbagliata di noi.