Bella vittoria per la Dinamo Banco di Sardegna Sassari. La squadra allenata da coach Federico Pasquini esce rinvigorita dal Natale e, soprattutto, dal ritiro punitivo al Geovillage di Olbia e rifila un sonoro 96-64 alla Fiat Torino. Risultato importante, in quanto il team piemontese è un diretto avversario nella lotta per l’accesso alle Final Eight di Coppa Italia, al termine del girone di andata (mancano due giornate). Costretto al turnover per “sovrabbondanza” di atleti stranieri, stavolta coach Pasquini ha premiato Johnson-Odom e Lawal, entrambi ristabiliti dai rispettivi acciacchi, e lasciato in tribuna Carter, quasi sempre abulico in campionato, ed Olaseni.

La Dinamo partiva subito bene, con una serie di triple che la portavano subito sul 17-4 quando mancavano circa 6’ alla prima sirena. Torino riusciva poi a rosicchiare qualche punticino (12-19), ma il Banco allungava nuovamente il passo fino al massimo vantaggio, +15 (29-14) segnato con una tripla di Johnson-Odom ad 1’ dalla fine del periodo, che terminava poi sul 29-18.

In avvio di secondo quarto la Dinamo incontrava qualche difficoltà, non riuscendo più ad attaccare con la stessa fluidità dei primi dieci minuti. Torino partiva con un parziale di 9-0 (29-27 per i padroni di casa a poco più di 6’ dalla fine della frazione) ed il Banco muoveva il tabellone a 6’ dall’intervallo, con due tiri liberi messi a segno da un ottimo Brian Sacchetti. Lawal commetteva il suo terzo fallo personale, non buona notizia per i sassaresi, ma la seconda parte del periodo vedeva comunque i biancoblù procedere in crescendo e riprendere quota, fino al 42-31 del 20’.

Dopo l’intervallo capitan Devecchi e compagni premevano ancora un po’ sull’acceleratore e trovavano il 47-33. Torino si riavvicinava sul -10 (41-51), poi negli ultimi minuti la Dinamo accelerava ancora, con Stipcevic grande protagonista in questo frangente, arrivando a toccare il +19 (63-44), prima che il periodo terminasse sul 63-45.

L’ultimo quarto era una collezione di massimi vantaggi per i biancoblù di casa, che dilagavano di fronte ad una Torino che non aveva più le forze per reagire.





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