Sconfitta di un soffio per la Dinamo Banco di Sardegna Sassari nella seconda partita di Fiba Champions League, a domicilio dello Szolnoki Olaj.

Il team di coach Pasquini incassa una sconfitta di una sola lunghezza, 72-73, dopo una partita dall’andamento piuttosto altalenante e con un terzo quarto che ha fortemente penalizzato i sassaresi. Primo piccolo allungo da parte dei padroni di casa, con un mini break di 4-0 che dal 4-4 li portava sull’8-4, ma la Dinamo rispondeva prontamente e, con Johnson-Odom e Lacey trovava il vantaggio sul 9-8 a 6’09” dalla prima sirena. Sul finire della frazione i biancoblù allungavano poi il passo, ancora trainati dalla premiata ditta Johnson Odom-Lacey, arrivando al 23-17 quando mancavano 1’45” dalla fine del primo periodo. Lo stesso scarto si ripeteva poi sulla sirena (28-22).

Nel secondo periodo gli ungheresi tornavano subito a ridosso del Banco (26-28), ma i sassaresi reagivano e, con Stipcevic, firmavano il massimo vantaggio sul 36-29 a 5’48” dall’intervallo. La distanza di sicurezza veniva poi mantenuta e, nel corso dell’ultimo minuto, dilatata fino al +11 (44-33), con due tiri liberi messi a segno da Savanovic. Si andava negli spogliatoi per la pausa lunga sul 44-36 biancoblù.

Il terzo quarto costituiva la nota dolente per la squadra di coach Federico Pasquini, capace di mettere a segno solo 13 punti in 10’. Ancora una volta usciva meglio dai blocchi lo Szolnoki Olaj, che rientrava pienamente in partita già dopo 2’30” di gioco, centrando il 44-46. Il continuo andamento “ad elastico” avvantaggiava i padroni di casa ungheresi, che arrivavano al pareggio ad 1’51” dalla terza sirena, con una tripla di Popovic (55-55), prima di chiudere il quarto sul 57-57.

Pioggia di canestri dalla lunga distanza nell’ultimo periodo (Carter da solo ne metteva a segno tre) e, dopo l’ennesima migliore partenza degli ungheresi che andavano fino al 64-59, le due squadre tornavano punto a punto. A 27” dalla fine il tabellone segnava ancora la parità, sul 71-71, ma era poi Wittman a dare il vantaggio ai suoi. A sei decimi dalla sirena Vojvoda regalava al Banco la possibilità di impattare, commettendo fallo su Lydeka, ma aveva ragione lui, perché il centro biancoblù sbagliava il primo libero e non riusciva, invece, a sbagliare il secondo per tentare il canestro su rimbalzo d’attacco.