Finale tra gli applausi per T-Challenge – il progetto del CeDAC per la formazione e la diffusione della cultura teatrale con il coinvolgimento di otto istituti della scuola secondaria di secondo grado nell’area metropolitana di Cagliari: ieri – domenica 12 maggio all’Auditorium Comunale di Cagliari la premiazione dei vincitori.

La Giuria – formata da esperti come lo psicologo e operatore teatrale Giorgio Testa, la giornalista e critica teatrale Manuela Vacca, l’organizzatrice teatrale Tatiana Floris (Cada Die Teatro) e il presidente del CeDAC Sardegna Antonio Cabiddu – ha assegnato il primo premio (del valore di 500,00 euro per i viaggi d’istruzione) a “Hashtag #14-19 – Azione ‘La Corsa’dell’IPSIA Antonio Meucci con drammaturgia e regia di Roberta Locci.

Secondo classificato “Ubu Roi” da Alfred Jarry nella versione degli studenti del Liceo Scientifico Antonio Pacinotti diretti da Filippo Salaris e al terzo posto la “Lisistrata” di Aristofane nella mise en scène dell’ITC Primo Levi con la regia di Senio G.B. Dattena: per entrambi la possibilità di seguire la prossima stagione de La Grande Prosa e partecipare alle attività promosse dal CeDAC.

Tre spettacoli molto diversi per ispirazione e stile – frutto di un percorso laboratoriale che ha coinvolto direttamente gli studenti nella realizzazione di uno spettacolo – dall’adattamento o perfino la scrittura del testo allo studio dei personaggi e delle azioni fino alla rappresentazione sul palcoscenico.

“Hashtag #14-19 – Azione ‘La Corsa’nasce dalle testimonianze dei ragazzi, dalle loro storie, dalle aspirazioni e dai sogni, dalla rabbia e dal disincanto di una generazione cresciuta tra la fine delle ideologie e la crisi economica del terzo millennio: adolescenti alle prese con le difficoltà quotidiane, gli impegni scolastici e la fatica dei pendolari in bilico tra una consapevolezza precoce e la fragilità della loro età. La Giuria ha scelto di premiare lo spettacolo: «Per la capacità di parlare con grande sensibilità del quotidiano dei giovani; l’impostazione della messa in scena ha fatto emergere una autenticità emozionante e una spiccata unione del gruppo». Una scrittura scenica incentrata sul ritmo della corsa e – come spiega la regista – sulle “ragioni per fermarsi” in cui trovano spazio anche la rinuncia e l’accidia, una routine fondata sulla noia e sul male di vivere, e temi scottanti come il bullismo, l’abuso di alcolici e l’emarginazione sociale con un finale elegiaco e simbolico che tocca la mente e il cuore.

“Ubu Roi” da Alfred Jarry privilegia una cifra “gotica” nel raccontare la (ir)resistibile e sanguinaria ascesa al trono del protagonista, «capitano dei dragoni, officiale di fiducia di re Venceslao, decorato con l’ordine dell’aquila rossa di Polonia, ex re d’Aragona, conte di Sandomir», e della sua sposa – la Madre Ubu. La commedia nera – una pièce di teatro dell’assurdo in un crescendo di efferatezze dal tradimento e l’assassinio del re Venceslao, alla strage dei nobili all’imposizione di un tremendo regime fiscale con i toni grotteschi di una macabra farsa, un crudo apologo sul potere sullo sfondo di una Polonia immaginaria (ma non troppo) – ha conquistato il secondo posto «Per l’originalità della messa in scena nel riportare il testo al contemporaneo e la compattezza stilistica dell’esecuzione».

Infine un capolavoro del teatro greco – la “Lisistrata” di Aristofane – in una versione quasi filologica con cori e “danze” per affrontare con pungente ironia e allusioni “maliziose” la questione sempre attuale della pace a fronte della ferocia della guerra. La suggestiva mise en scène degli allievi dell’ITC Primo Levi ha ottenuto il terzo posto «per l’intelligenza del dialogo instaurato con il testo classico e per la naturalezza con cui giovani interpreti ne hanno restituito il messaggio».

Interessanti e originali anche le altre cinque rappresentazioni – da “La Locandiera” di Carlo Goldoni nella versione degli allievi del Liceo Scientifico Giuseppe Brotzu con la regia di Mariano Cirina a “Rumori Fuori Scena” di Michael Frayn nell’allestimento dell’IIT Michele Giua con la regia di Elio Turno Arthemalle, a “Il Fattore X” da “C’era un sacco di gente, soprattutto giovani” di Umberto Simonetta proposto dagli studenti dell’ITE Pietro Martini diretti da Simeone Latini a “E’ morto Piero” da “Il povero Piero” di Achille Campanile con gli alunni del Liceo Scientifico Michelangelo diretti da Marta Proietti Orzella ma anche “Pene d’amor perdute” da William Shakespeare nell’interpretazione degli studenti del Liceo Classico Dettori con adattamento e regia di Lea Karen Gramsdorff.

Successo per la prima edizione – quasi un “numero zero” – del T-Challenge che ambisce a diventare una manifestazione di respiro (almeno) regionale con l’intento di far avvicinare le giovani generazioni al teatro e far loro scoprire e “sperimentare” i linguaggi della scena e la potenza espressiva e la capacità dell’arte di raccontare la realtà e far emergere i nodi irrisolti, i conflitti e le contraddizioni della società attraverso il meraviglioso gioco di una finzione che mette a nudo la verità.

Fondamentale la partecipazione del pubblico costituito in gran parte dagli studenti e dagli insegnanti dei vari istituti e da genitori, parenti e amici dei giovani artisti in gara – e chiamato anche ad esprimere la propria preferenza in merito alle due rappresentazioni previste nell’arco di ciascuna delle quattro giornate del “contest”.

Bilancio decisamente positivo – come ha sottolineato il presidente del CeDAC Antonio Cabiddu – per un’iniziativa pensata per offrire ai ragazzi l’opportunità di scoprire la magia del teatro – in prima persona e attraverso il lavoro dei loro coetanei e resa possibile grazie alla sinergia e alla collaborazione con i presidi e i docenti degli istituti che hanno partecipato al T-Challenge 2018-2019: il Liceo Classico “G. M. Dettori”, il Liceo Scientifico “Antonio Pacinotti” e il Liceo Scientifico “Michelangelo”. l’I.P.S.I.A. “Antonio Meucci”, l’Istituto Tecnico – Liceo Scientifico delle Scienze Applicate “Michele Giua” e l’Istituto Tecnico Economico “Pietro Martini” di Cagliari, l’Istituto d’Istruzione Superiore “Primo Levi” e il Liceo Statale Scientifico Artistico “Giuseppe Brotzu” di Quartu Sant’Elena.