I Mildred con Il Primo, album di esordio della band alternative rock portotorrese, uscito lo scorso aprile, stanno ottenendo molte piccole grandi soddisfazioni. Hanno collaborato con Vinx dei Vanilla Sky in Figli dei perché, primo dei due singoli tratti dal loro album; a Novembre 2016 il video del loro secondo singolo, intitolato Mostro, è andato in rotazione per una settimana su RockTV; la rivista Classic Rock Italia li ha inseriti fra le trenta band più interessanti del panorama emergente italiano; recentemente hanno seguito gli Shandon, una pietra miliare del panorama underground italiano, nel loro mini-tour sardo; lo scorso febbraio sono stati ospiti su Linea Rock di Radio Lombardia e sono partiti per un loro mini-tour in Veneto.

Nel 2015, Gilu, Mark, Niki e Danny rinascono, con una nuova maturità musicale, dalle ceneri di un vecchio progetto. “Il Primo”, prodotto da 1981 Records etichetta discografica di proprietà di Vinx e di Marco Biondi ex-direttore di Virgin Radio, è caratterizzato da ritmi incalzanti ed arrangiamenti d’impatto, anche se non mancano i momenti di riflessione che, però, non fanno calare l’attenzione dell’ascoltatore. In un pomeriggio di febbraio sorprendentemente soleggiato e caldo, abbiamo incontrato Gilu e Niki per fare due chiacchiere su Il Primo.

Come avete scelto il nome della band? Ha un significato particolare?

Ci piace pensare che Mildred sia una ragazza, figlia di due genitori divorziati, che ha dovuto farsi da sola. Vivendo, e cercando di sfuggire al suo passato, ha imparato a camminare con le sue sole gambe, facendo delle sue carenze i propri punti di forza. È quello che stiamo cercando di fare con questo nuovo progetto musicale. Ci siamo dedicati alla scrittura, abbiamo trovato nuovi stimoli che ci aiutassero a riaccendere la voglia di ricominciare da capo. A differenza di quanto fatto fino ad ora, abbiamo composto i nuovi pezzi utilizzando la lingua italiana perché ci siamo resi conto di trovarci a nostro agio, e di riuscire a trasmettere in maniera più diretta ciò che cantiamo. Tutti i piccoli risultati che stiamo ottenendo, ripagano i sacrifici che facciamo per coltivare la nostra passione.

 

 

“Il Primo”: come nasce il vostro album di esordio?

Il Primo è composto da dieci tracce accomunate dal concetto di rinascita che, poi, è il mood dell’album. Ci piaceva l’idea di far finta che tutto fosse come la prima volta, e questo ci ha aiutati a ritrovare quell’entusiasmo che era andato perso dopo la fine del vecchio progetto. L’intero album gioca sul concetto di primo inteso come indice di rinascita, contrapposto al bisogno che abbiamo di primeggiare sugli altri. Trascorriamo la vita a cercare di primeggiare, dimenticandoci di assaporare ciò che viviamo.

Di cosa parlano le vostre canzoni?

Sentiamo nostra la realtà quotidiana. I nostri pezzi trattano temi della quotidianità anche con un linguaggio molto diretto, stando attenti a non essere banali o scontati. Un tema che ricorre spesso è quello della nostra generazione: andiamo avanti per stereotipi; ci lamentiamo di tutto senza mai preoccuparci di agire; ci basiamo troppo sulla scelta più facile; molte volte siamo noi stessi che ci poniamo dei limiti, quando basterebbe lamentarsi di meno e fare di più… per quanto sia difficile farsi valere.

Che musica ascoltate e quanto vi ha influenzato?

Proveniamo tutti dal punk-rock e dal pop-punk ma crescendo abbiamo sviluppato gusti differenti. Nonostante questo, quando ci troviamo in sala prove con del materiale da proporre agli altri, cerchiamo di amalgamare al meglio le idee e le opinioni di tutti i membri. Ognuno di noi cerca di dare il proprio contributo. In questo è fondamentale il nostro rapporto di amicizia, che ci consente di dirci determinate cose in tutta serenità, e fa sì che il lavoro scorra tranquillo.

Potete seguire i Mildred sulla loro pagina Facebook e sul loro canale ufficiale YouTube dove i due singoli “Figli dei perché” e “Mostro” stanno registrando migliaia di visualizzazioni. L’album è disponibile su tutti i digital stores.