Lo scorso 8 dicembre è per Gianni Carboni, cantautore sardo originario di Sorso, una data importante: si tratta infatti di un momento spartiacque nella sua carriera di musicista, momento scandito dall’uscita del suo nuovo album, La base, disco autoprodotto e seconda opera solista dopo In punta d’ardire, uscito nel 2016. Una scelta, quella dell’autoproduzione, dettata dalla volontà di optare per un percorso artistico autonomo e dar vita, con tutte le libertà del caso, a un lavoro ibrido, che dal pop-rock si volge verso i territori dell’elettronica e che, nell’eterogeneità dell’insieme, «non pretende di essere capito».

Infatti, secondo quanto è il cantautore stesso ad affermare, «ormai per me l’autoproduzione è diventata uno stile di vita a tutti gli effetti». E, a proposito della gestazione di quest’ultimo disco, ci racconta di come esso derivi «da quasi tre anni di incessante lavoro e studio, sia da un punto di vista sonoro/compositivo che di scrittura. Sono partito senza particolari obiettivi tranne uno: alzare il livello rispetto al passato. Se ci sono riuscito o meno lo lascerò decidere ovviamente al pubblico, che rimane il solo ed unico vero giudice per qualsiasi artista».

L’album, comprendente tredici tracce (tra cui, per la prima volta, una cover), è stato anticipato dal videoclip del singolo che regala il titolo al disco. Il messaggio veicolato dal brano, e sottolineato con forza dal video, è candidamente espresso: «i cambiamenti arrivano dalla base, le lamentele non servono, serve fare». Una canzone in cui si parla della possibilità di modificare in meglio la propria realtà partendo da piccoli gesti quotidiani, dalle scelte minime che ci troviamo a compiere ogni giorno. «La base», spiega Carboni, «è un messaggio che va contro il vittimismo, indiscusso protagonista dei nostri tempi. Prova a mettere in primo piano ogni singola persona e l’enorme potenziale che possiede. Perché spesso ci dibattiamo tra analisi contorte e ragionamenti, quando invece basterebbe poco per migliorare noi stessi e il mondo in cui viviamo. Se c’è un colpevole o un eroe nel nostro cammino, questi non possiamo che essere noi stessi, sta a noi scegliere cosa essere».

Un “coraggio degli umili” che anima tutto questo nuovo lavoro discografico in cui una delle caratteristiche principali appare quella di abbracciare una grande varietà di tematiche: dalla frenesia della grande città associata alle illusioni e ai desideri che suscita (ne La città che non dorme mai) sino alla lotta contro la malattia, dalle riflessioni sull’incoerenza fino a quelle inerenti alla spontaneità (Un bambino che sorride).

La base è disponibile su tutte le piattaforme digitali e, se desiderate restare aggiornati su tutte le novità e i prossimi live, tenete d’occhio il sito internet giannicarbonimusic.com.