Tempi duri per la Dinamo Banco di Sardegna Sassari. Il mese di novembre è stato terrificante per la formazione guidata da coach Vincenzo Esposito. Infatti, se in Fiba Europe Cup i biancoblù/biancoverdi hanno ottenuto il passaggio del turno e le loro vittorie (ma con avversarie davvero di basso livello), non si può certo dire lo stesso per il campionato di Serie A, dove il Banco è riuscito a perdere anche con quello che era il fanalino di coda della classifica a quota zero punti, Pistoia. Un’involuzione nel gioco e nella voglia di giocare d’insieme, nel carattere che ora sembra vacillare, una difesa pessima hanno fatto sì che la Dinamo, in campionato, collezionasse nell’ultimo mese quattro sconfitte su altrettante gare.

In ordine temporale, la Dinamo ha perso sul campo della Vanoli Cremona di coach Meo Sacchetti e Travis Diener (73-80), in casa con la più quotata Venezia e, appunto, Pistoia, per terminare con la trasferta a Trento. Il primo match, disputato in Lombardia, è stato abbastanza equilibrato, con il Banco che ha, però, dovuto cucire alcuni strappi, prima di andare a giocarsi gli ultimi minuti, nei quali diversi brutti errori difensivi l’hanno condannata alla sconfitta.

Con Venezia (83-86) si è persa un’occasione importante. Se è vero che i lagunari, alla vigilia della gara, sembravano “irraggiungibili” dall’alto del loro primo posto in classifica da imbattuti, per come si è svolta la partita, la Dinamo poteva e doveva vincere. Gli uomini di coach Esposito hanno, oggettivamente, giocato bene almeno per metà partita, raggiungendo anche un vantaggio di 12 lunghezze senza fare troppa fatica. Certo, bisogna sempre fare i conti con gli avversari e Venezia è un’ottima squadra, però poi il Banco ha perso smalto, non è stato in grado di contrastare la rimonta di Daye e compagni, né di bloccarne l’entusiasmo e la fuga. Nell’ultimo quarto, Venezia è andata avanti di 8 punti e la Dinamo si è rifatta sotto con tre “preghiere” dalla lunga distanza, ma la solidità della Reyer non ha concesso di più. Ci sta, ma si sarebbe potuto evitare di arrivare a quella situazione, perché i lagunari, quel giorno, non erano imbattibili.

Dyshawn Pierre. Foto Luigi Canu

Un velo pietoso sarebbe da stendere sulla sconfitta rimediata per mano della OriOra Pistoia nella settima giornata di andata (111-113). 113 punti subiti da una squadra che, fino a quel momento, ne segnava a malapena 76 a partita. Una Dinamo davvero brutta e “molle”, che fin dall’inizio del match ha consentito agli avversari di andare a canestro con enorme facilità, anche dall’arco dei 6,75. Nonostante questo, il Banco ha preso in mano le redini del match nella sua parte centrale, portandosi anche sul +13 nella terza frazione e ritrovando un vantaggio in doppia cifra anche successivamente, in avvio di ultimo quarto. Per poi, però, smarrirsi completamente e subire un break che l’ha relegato al ruolo di inseguitore e gli ha fatto sfuggire di mano definitivamente la partita.

L’ultima gara, giocata a Trento, sembrava essere iniziata abbastanza bene, poi però la Dinamo si è ritrovata sempre indietro nel punteggio, è andata sul -17 nel corso del terzo quarto e non è riuscita a completare la rimonta nell’ultimo, “affannato” periodo, in cui si è fermata sul -3 a 52” dalla fine. E anche di Trento, come di Pistoia, non si può certo dire che fosse in un periodo florido.

Capitolo Europe Cup: due vittorie facili contro Leicester (95-60) e Falco Vulcano (92-60), una sconfitta, in un match giocato con svogliatezza e poco nerbo, con la squadra meglio attrezzata, lo Szolnoki Olaj (74-87). Il dubbio è sull’utilità di giocare una coppa di così basso livello, che potrebbe quasi portare il rischio di far sembrare tutto semplice e dare una presunzione che poi, in campionato (ma anche nella coppa stessa, con avversarie di livello leggermente sopra la media), verrebbe senza dubbio punita. È forse ciò che è successo fino ad ora? La prosecuzione del cammino europeo dovrebbe garantire un livello leggermente più alto, si vedrà quale sarà l’evoluzione delle cose.

La seconda fase della Fiba Europe Cup inizierà il 12 dicembre. La Dinamo è stata inserita nel gruppo K, insieme agli olandesi del Donar Groningen, ai ciprioti del Larnaca Petrolina Aek ed alla Pallacanestro Varese. Si disputano gare di andata e ritorno e passano il turno, con l’accesso al Round of 16, le prime due classificate.

Intanto si sentono i primi “mugugni”. C’è chi dà Dyshawn Pierre a rischio taglio e chi, invece, vorrebbe il sacrificio di Terran Petteway, giudicato individualista, pasticcione e dannoso. Ma sembra troppo presto per fare simili valutazioni, soprattutto perché se si pensa a Pierre, è vero che sembra il lontano parente di quello visto nella prima parte della scorsa stagione, ma è vero anche che non sembra godere di troppa fiducia da parte dell’allenatore o comunque incontrarne i gusti tecnico-tattici. E a proposito di allenatore, qualcuno storce il naso anche per lui; anche Esposito ha, però, necessità di “abituarsi” ad una nuova situazione, in una piazza che non vuole accontentarsi della salvezza ma punta a qualcosa di più.

In tutto ciò, mentre si è conclusa la parentesi biancoblù di Luciano Parodi, la nota lieta proviene dalle prestazioni di grande sostanza fornite da Achille Polonara che, infatti, è stato convocato in Nazionale da coach Sacchetti per le due gare di qualificazione ai Mondiali, contro Lituania e Polonia.

Il mese di dicembre si prospetta piuttosto ostico per quanto riguarda il campionato. La Dinamo, infatti, farà visita alla Virtus Bologna, poi ospiterà la A|X Armani Exchange Milano e andrà ad Avellino nell’antivigilia di Natale. Più tranquillo l’impegno di Santo Stefano, con Pesaro, mentre il mese si chiuderà a Brescia. In coppa, invece, il Banco inizierà il nuovo cammino sul campo olandese del Donar Groningen, mentre il 19 dicembre sarà la volta del derby con Varese, al PalaSerradimigni (le due squadre si sono già incontrate in campionato, alla seconda giornata, con vittoria biancoblù per 71-60).