È il sogno di tutti coloro che giocano a calcio, di tutti coloro che lo hanno fatto anche solo una volta, sia per passione che a livello professionistico: riuscire un giorno a essere convocati in Nazionale. Da oggi questo sarà possibile anche per i tanti talenti sardi che hanno fatto del gioco del calcio una ragion di vita: è nata la Nazionale Sarda di calcio. Il battesimo ufficiale è stato dato al Teatro Massimo di Cagliari da Gabrielli Cossu, presidente della Federatzione Isport Natzionale Sardu (FINS) nata nel 2012 con l’obiettivo di creare una rete sportiva sarda per rappresentare e promuovere lo sport isolano. Federazione che dal settembre 2018 ha aderito a CONIFA, la federazione calcistica internazionale delle associazioni non riconosciute dalla FIFA e farà debuttare la propria nazionale ai prossimi europei del giugno 2019 che si terranno in Artsakh (tra l’Armenia e l’Azerbaijan).

“Cercheremo di costruire una squadra che possa avere un equilibrio e giocare un buon calcio – ha detto Bernardo Mereu commissario tecnico della nazionale – non mancano i giocatori e il calcio sardo non è inferiore ad altre realtà”.

Un progetto che non ha solo l’obiettivo di partecipare a competizioni sportive, ad oggi la FINS ha organizzato alcune amichevoli internazionali tra la Nazionale Sarda di calcio a 5 e altre rappresentative internazionali, ma si pone il preciso scopo di unire tutti i sardi e far conoscere la storia e la cultura dell’isola. “Attraverso il gioco del calcio abbiamo la possibilità di portare la Sardegna nel mondo – ha evidenziato Vittorio Sanna direttore generale della Nazionale Sarda di calcio – uno sport che può mettere insieme i sardi per far crescere la consapevolezza delle loro bellezze, tradizioni, cultura ma sopratutto mostrare questi tesori agli altri. Fino ad oggi la Sardegna era solamente un punto nel Mediterraneo, oggi vogliamo che si arricchisca di contenuti e che sia riconosciuta per le sue ricchezze”.

Assieme al direttore sportivo e al ct è stato presentato lo staff tecnico, formato da ex giocatori di Mereu come Stefano Udassi, ora allenatore del Latte Dolce di Sassari, nel ruolo di collaboratore tecnico e Giuseppe Nioi, come preparatore dei portieri. Fanno parte del gruppo anche il preparatore atletico Fabrizio D’Elia, i medici Giorgio Demuro e Daniele Farci e il magazziniere Gigi Manca.

Per poter essere convocati per le competizioni, anche non ufficiali, nelle quali sia impegnata una Nazionale Sarda di qualunque disciplina (ad oggi esiste quella di calcio a 5 e a breve sarà costituita quella di basket) sono ritenuti selezionabili tutti i giocatori che siano nati e vivano in Sardegna, la amino e la rispettino. Rientrano nella rosa anche coloro che, non sardi di nascita, vivano nell’isola da almeno otto anni, che siano figli o discendenti di emigrati sardi anche se non residenti nell’isola.

Per la nazionale di calcio hanno già dato la loro disponibilità, salvo le condizioni favorevoli e l’ok delle società, giocatori di A e B come Vigorito, Aresti, Pisano, Mancosu, Sau, Cocco e Dessena, nato a Parma ma nipote di sardi, ma anche delle serie minori. Una mano è disposto a darla anche Andrea Cossu che sino all’anno scorso giocava in Serie A. “Vogliamo creare una nazionale forte e competitiva con la voglia di giocare e non di fare passerelle – ha sottolineato il ct -. Per dare continuità al progetto e avere un gruppo di calciatori stiamo lavorando anche alla Under 21”. Il 10 dicembre le prime convocazioni.

I colori sociali della Federazione sono il verde e il bianco che saranno alla base delle divise casalinghe della Nazionale Sarda anche se, ad oggi, i dettagli della maglia ufficiale sono ancora top secret. “Forse arriverà a Natale” – spiegano da EYE Sport, lo sponsor tecnico -. Svelato invece il logo. Uno scudetto al cui centro è posizionato un pentagono, a simboleggiare il pallone di calcio, con all’interno un albero radicato, simbolo presente in oltre 80 comuni dell’isola, contornati dai quattro mori icona della bandiera sarda. In alto le scritte in sardo “Natzionale de bòcia” e “Sardigna”.