Voci e storie dell’Africa al Teatro del Segno in via Giardini 51 a Cagliari – per un evento speciale incastonato nel cartellone di “Suoni del Segno”: sotto i riflettori DOMANI (venerdì 22 marzo) alle 20.30 lo scrittore, giornalista e performer Boucar Wade, autore e interprete di “Exodus” per un ideale viaggio lungo gli itinerari e le rotte dei migranti, sul filo delle parole e delle emozioni. Vite in transito verso un miraggio di felicità e benessere, con il recital che descrive il lungo cammino di donne e uomini, vecchi e bambini in fuga da guerre, carestie e siccità, persecuzioni o anche “soltanto” dalla miseria – oltre deserti e montagne fino al mare, quell’immensa distesa d’acqua che segna l’ultimo confine prima dell’ignoto.

Una pièce originale ispirata alla realtà drammatica e insieme simbolo di speranza: “Exodus” ripercorre il tragitto di quanti sono (stati) costretti ad abbandonare la casa e la patria, familiari e amici per affrontare l’ignoto, intrecciando testimonianze e racconti, per offrire un altro sguardo sulle ondate di “stranieri” che sbarcano sulle nostre coste, su quel che si cela dietro i volti e i sorrisi dei nuovi abitanti delle nostre città. Una narrazione intessuta di frammenti, ricordi e rimpianti, paure e sogni che diventa viva e poetica testimonianza della moderna odissea dei profughi, accolti con diffidenza, respinti o emarginati a causa di assurdi pregiudizi – in un amaro declino della civiltà.

Un’epopea contemporanea inscritta nei corpi e nei gesti di una folla di anime in movimento e tradotta in parole in un racconto per quadri denso di pathos, per restituire la voce a chi l’ha perduta, imprigionato nel dolore e nel silenzio davanti all’indifferenza di chi non sa o non vuole ascoltare, per dar spazio ai sopravvissuti come ai dispersi e agli annegati, alle vittime e ai carnefici di una catastrofe annunciata. Nelle reazioni davanti a un fenomeno complesso come le moderne migrazioni, si misura quel che rimane della nostra umanità.

Quasi novello griot Boucar Wade conduce gli ascoltatori nell’inferno in terra da cui fuggono e che spesso ritrovano i migranti, ma anche alla scoperta del patrimonio incommensurabile di una società multietnica in una pluralità di culture e tradizioni, musiche, balli, canti e miti – verso una nuova consapevolezza delle nostre comuni origini e della comune appartenenza alla “razza umana” al di là di differenze nella forma degli occhi o nel colore della pelle – come della responsabilità di chi sceglie consapevolmente di violare le antiche leggi non scritte dell’ospitalità.

Una serata da trascorrere nell’atmosfera conviviale caratteristica di “Suoni nel Segno” – la rassegna ideata e diretta dall’attore e regista Stefano Ledda – per cui la compagnia cagliaritana Teatro del Segno apre la sua “casa” nel quartiere di Villanova per ospitare performances, spettacoli, concerti, mostre e installazioni tra i riflessi delle fiamme di un camino – d’inverno – e un calice di vino.

“Suoni del Segno” proseguirà venerdì 29 marzo alle 20.30 con “Memoria del Vuoto” – dal romanzo di Marcello Fois con Anna Brotzu (voce recitante) e Andrea Congia (chitarra e effetti) sulla vita e le molte morti del bandito Samuele Stochino – la “Tigre d’Ogliastra” (produzione Tra Parola e Musica – Casa di Suoni e Racconti).

INFO & PREZZI
Biglietto 8 euro. Ingresso con tessera
Info e prenotazioni: te. 070.680229 – cell. 391.4867955 – e-mail: teatrodelsegno@gmail.com