I segreti dell’interpretazione tra verità e finzione ne “Il Veleno del Teatro” – fortunata pièce del drammaturgo valenciano Rodolf Sirera Turo in cartellone stasera, 2 dicembre, alle 19:00 al TsE di via Quintino Sella nel cuore di Is Mirrionis a Cagliari nella mise en scène del Teatro Zeta de L’Aquila (in coproduzione con la Compagnia Salvatore Della Villa di Surano e con l’Associazione Tracce Creative di Lecce) per la Stagione di “Teatro Senza Quartiere” 2018-2019 organizzata dal Teatro del Segno nell’ambito del progetto pluriennale “Teatro Senza Quartiere / per un quartiere senza teatro” 2017-2022.

Sotto i riflettori Manuele Morgese e Salvatore Della Villa per la regia di Brando Minnelli (che riprende l’applaudita versione curata da Pino Micol) per un’appassionante diatriba sull’importanza dell’immedesimazione dell’attore con il suo personaggio, a partire dalle opposte visioni di Denis Diderot e del Marchese De Sade, per giungere fino a ipotizzare le estreme conseguenze di un “realismo” che non lascia spazio all’immaginazione, varcando il confine tra vita e arte.

“Il Veleno del Teatro” descrive l’incontro fra due mondi, la borghesia in ascesa e l’ormai decaduta – o decadente – nobiltà, incarnate rispettivamente da un giovane e ambizioso attore di successo e da un aristocratico, espressione di una élite di potere ormai condannata alla fine ma ancora custode di antichi valori e ideali, tra cui l’amore per la verità – e che fa dell’abitudine a un’arrogante, quanto spietata “sincerità”, una virtù. Sullo sfondo la Francia di fine Settecento, alle soglie della Rivoluzione Francese, dopo il fulgore dell’Età dei Lumi e il trionfo della ragione, per un duello di parole che indaga il senso stesso del fare teatro, la sua capacità di evocare atmosfere, storie e personaggi per farli “vivere” sulla scena, di mostrare gli aspetti più oscuri e inquietanti della natura umana, di esorcizzare i propri demoni attraverso la catarsi – al di là del bene e del male.

Dopo l’anteprima al Napoli Teatro Festival, “Il Veleno del Teatro” sbarca nell’Isola all’indomani della prima nazionale a L’Aquila, per una riflessione sul mestiere dell’attore, tra sapienza tecnica e viscerale “adesione” al ruolo, che riflette le differenti scuole di pensiero sulla costruzione del personaggio, ma anche l’approccio individuale, dalla “pagina bianca” alla memoria emotiva, ai diversi gradi di identificazione. Un ideale viaggio “dietro le quinte” tra percorsi possibili, analogie e differenze, studio e ricerca artistica, scelta di stili e registri, perché si realizzi quella inattesa “magia” di una finzione più vera del vero.

La sfida che l’aristocratico propone al famoso attore si rivela via via più ardua e “pericolosa”: se l’invito a tenere una recita “privata” su “La morte di Socrate” a qualunque prezzo lusinga, né potrebbe essere altrimenti, la vanità del giovane interprete, suscitando la sua curiosità, e diventa una tentazione irresistibile in cui si fondono l’occasione di far sfoggio della sua bravura e del suo talento e la prospettiva di un ingente guadagno, le aspettative dell’anfitrione superano i confini della verosimiglianza e le consuetudini teatrali per tendere all’assoluto, alla verità della “fine”.

Insomma la simulazione non pare sufficiente al nobiluomo che – in una sorta di profetica anticipazione dei reality show per non dire degli “snuff movie”, ma anche delle affollate decapitazioni nei giorni cruenti della follia rivoluzionaria – pretende dal suo ospite un’esecuzione perfetta del suicidio del filosofo greco, quasi volesse spiare nei suoi occhi il volto stesso della morte. Un desiderio non esaudibile se non al costo di una vita, quindi un estremo “sacrificio” in nome della bellezza, o forse paradossalmente della purezza e autenticità dell’arte.

Un gioco “perverso” ma intrigante sul filo della suspense in cui la provocazione intellettuale s’intreccia alla tensione emotiva, nello scontro fra due volontà, per accendere i riflettori sulla “passione” per il teatro – tra il senso originario di pathos e le sue declinazione nei termini di fatica, studio, impegno per dar corpo al meraviglioso gioco delle maschere, per giungere attraverso la finzione, e dunque l’artificio, alla verità.

“Il Veleno del Teatro” sarà poi in tournée nell’Isola – tra Paulilatino (il 3 dicembre) e Porto Torres (il 9 dicembre) mentre l’attore Manuele Morgese terrà al TsE di Is Mirrionis da martedì 4 a venerdì 7 dicembre il laboratorio “Il Teatro come Vita”, un seminario intensivo sull’arte della recitazione e sulle differenti tecniche e gli stili interpretativi.