La bellezza è la prima qualità che viene in mente quando si pensa alla Campania. Bellezza dei paesaggi, bellezza dei vicoli caratteristici, bellezza delle persone e degli idiomi. Di contro, in tempi recenti, attraverso i media vengono spesso evidenziati alcuni aspetti fra i più grigi di questa splendida Regione. Come vedremo, la Campania è una terra che sa conquistare: meta di turisti e trovatori, patria di quell’Oro di Napoli che Vittorio De Sica raccontò nel suo film del 1954 e che segnò profondamente la cultura italiana del dopoguerra, ci prepariamo ad accompagnarvi lungo le sue coste e le sue città certi che, almeno una volta nella vita, vorrete visitarla personalmente.

Napoli, that’s amore. Cantava così l’indimenticato Dean Martin e la sua voce, che riecheggia come sottofondo di questo paragrafo, ci introduce alla città capoluogo del territorio campano. Già solo Napoli potrebbe impegnare, dal canto suo, tutta la durata del nostro viaggio. Questa città è così ricca e variegata da offrire attrazioni come fosse un caleidoscopio. Cominciamo con la Spaccanapoli, la strada che, vista dall’alto, sembra dividere in due il centro storico cittadino. Qui e lungo i vicoli e le strade laterali potrete toccare con mano l’aspetto più verace della napoletanità: mercatini, venditori ambulanti, bottegai, artigiani;

insomma, impossibile andare via senza qualche souvenir. Spostandoci leggermente a sud troviamo un luogo di sicuro interesse turistico: Castel Nuovo, noto anche come Maschio Angioino, il castello medioevale realizzato per volere di Carlo I d’Angiò nel corso del 1200. La struttura si caratterizza per le sue cinque torri e per i suoi interni che, nei secoli, hanno ospitato ambienti civili e religiosi. Oggi vi si trova un piacevolissimo percorso museale multidisciplinare. Più a sud ancora si giunge a Piazza del Plebiscito, una gigantesca area pedonale spesso scelta per grandi eventi televisivi. La piazza prende il nome dal plebiscito che si verificò in città in occasione dell’annessione del territorio (allora Regno delle Due Sicilie) all’ancora informe Stato italiano.

 

Maschio Angioino, Napoli. Foto Comugnero Silvana / AdobeStock

 

Possiamo continuare il nostro tour campano scorrendo nella playlist un altro pezzo d’atmosfera. Torna a Surriento, ‘O sole mio, oppure ‘Na sera ‘e maggio se percorriamo da soli, con la nostra auto, le panoramiche marine sul far del tramonto. La costiera amalfitana regala comunque scorci da sogno, a prescindere dal brano selezionato. Patrimonio dell’Umanità dal 1997, la “Amalfi Coast” è un dilungarsi di paesaggi affacciati sul mare, ora dalle rocce fittamente costruite di palazzine multicolore, ora dalle spiagge scelte dai turisti per il mare incantato che le lambisce. Ci troviamo ad Amalfi, naturalmente: costruita in epoca romana, può regalare oggi la suggestiva Grotta dello Smeraldo e il Museo della Carta. Ma anche l’incantata Positano è di strada, con le sue Torri saracene di epoca medioevale e la chiesa dedicata a Maria Assunta, dal quadro che ne fu all’origine e che diede il nome al paese. Si narra infatti che dal dipinto della Vergine, trasportato a bordo di un veliero, i marinai udirono provenire una voce che chiedeva di “posarlo” proprio su quella costa.

E ancora la bellissima Pompei, con l’enorme sito archeologico, gli affreschi e le rovine riemersi dopo l’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo. Il vulcano stesso, attentamente monitorato perché attivo e piuttosto pericoloso considerata la densità di popolazione ai suoi piedi, è inserito all’interno di un Parco Nazionale che offre percorsi turistici di sicuro interesse naturalistico, geologico e storico.

A tavola, guagliò. Una buona visitazione della cucina campana non può che partire dall’ottima pizza napoletana. Tonda, sottile e dai bordi alti, suggeriamo di gustarla Margherita o Marinara, come vuole la tradizione. L’ottimo pomodoro e la gustosa mozzarella di bufala non hanno bisogno di ulteriori accompagnamenti. Dalla cucina regionale campana quella italiana ha attinto poi a piene mani: parmigiana di melanzane, impepata di cozze, ancora le cozze unite alla pasta e fagioli, la mozzarella in carrozza, nascono tutti in quest’angolo dello stivale. E per chiudere in dolcezza, non può mancare un buon babà cotto al forno e immerso nel rum.

 

Pizza Napoletana. Foto Duke / AdobeStock