Ci addentriamo, questo mese, in una Regione tra le più suggestive dello stivale italico. Siamo, in realtà, nella zona di congiunzione tra la penisola e il continente ed è, forse, proprio questa caratteristica di “terra di mezzo” a conferire al Veneto tutto il suo fascino secolare, a cavallo tra le atmosfere storiche delle grandi città europee e uno sviluppo a misura d’uomo tipicamente nostrano. Una Regione dove, come vedremo, anche il romanticismo ha saputo lasciare segni indelebili.

Amore, impossibile a definirsi. Con questo aforisma di Giacomo Casanova, qui nato e cresciuto, entriamo nella città veneta simbolo per antonomasia degli innamorati e dell’aspetto romantico dell’esistenza: Venezia. Dondolare sulle gondole cullati dal lento sciabordio dei canali o, meglio ancora, passeggiare tra le strette calli sulla terraferma, contribuisce a riportare il visitatore indietro nel tempo tanto che, alla sera, può davvero sembrare di scorgere il profilo del famoso seduttore muoversi circospetto tra gli edifici antichi, diretto verso l’alloggio di una delle sue innumerevoli conquiste, fra intrighi politici e mondanità di corte. Volgendo lo sguardo al cielo si può ammirare la sagoma del campanile di Piazza San Marco, ricostruito esattamente “Come era, dove era” (celebre motto dell’epoca) dopo il crollo del 1902. La piazza, unica a godere di questo appellativo in città che la differenzia dai cosiddetti “campi”, ospita anche la Basilica di San Marco, la bellissima Cattedrale dall’architettura e dalle decorazioni di forte richiamo orientale, costruita a più riprese a partire da prima dell’anno Mille. Sempre qui è possibile visitare il Palazzo Ducale, l’antica sede del Doge e oggi rinomato museo. Impossibile, inoltre, lasciare la città senza prima aver fatto un giro sul Canal Grande a bordo dell’economicissima gondola-traghetto: vi permetterà di attraversare Venezia, da un capo all’altro, in un tour indimenticabile.

Ponte di Rialto. ©AdobeStock / sborisov

Ama, ama follemente, ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente. Questa volta è William Shakespeare ad accompagnarci per le vie di Verona, dove la sfortunata storia d’amore tra Giulietta e Romeo ha superato i confini della sua scrittura per diventare meta di pellegrinaggio turistico. In via Cappello, al numero 23, è infatti possibile visitare la casa dei Capuleti (famiglia alla quale il famoso scrittore fece appartenere la ragazza) con annessa statua di Giulietta, cui toccare il seno come simbolo di buon auspicio. La casa dei Montecchi (leggi Romeo) si trova invece in via della Arche Scaligere. E, naturalmente, già che siete a Verona approfittate per fare un salto alla famosa Arena: simile al Colosseo, anche questo anfiteatro di origine romana ha ospitato lotte fra gladiatori e spettacoli di vario genere. L’Arena fa da sfondo, ancora oggi, a eventi di spessore internazionale.

Nel lungo peregrinare tra le bellezze del Veneto può capitare di avere appetito. Potrete così gustare alcune specialità locali come i risi e bisi, risotto con piselli rosolati insieme con pancetta e cipolla; oppure il fegato alla veneziana, anch’esso condito con cipolle, olio di oliva e talvolta polenta bianca. In questo periodo, poi, le frìtole rappresentano il dolce per eccellenza.

L’Arena di Verona