Un tuffo nella storia di un brand che resiste, inossidabile, ai suoi 54 anni di vita.

Il 14 Marzo 1962 è una data che segna un momento importante della storia recente dell’Isola: Karim Aga Khan, Patrick Guinness, Felix Bigio, Andrè Ardoin, John Duncan Miller e Renè Podbielsk firmano – davanti al notaio del tribunale di Tempio, Mario Altea – lo statuto istitutivo del Consorzio Costa Smeralda. Da quel momento in poi la Gallura è stata protagonista di una crescita economica e demografica che, malgrado i tempi tutt’altro che facili per l’economia e la situazione generale del Paese, continua a far segnare numeri positivi; non solo: i successi della costa nord-orientale – unitamente ad Alghero e alla Riviera del corallo – hanno contribuito a catturare l’attenzione su molti altri tratti di costa sarda, da nord a sud, attirando investimenti privati e rendendo il turismo una delle voci più importanti (se non la principale) dell’economia isolana.

Ma come è nato ed è cresciuto il brand Costa Smeralda? Prima di quel fatidico 1962 le campagne di Monti di Mola erano considerate terre di poco pregio, improduttive, quasi pezzi di scarto dell’eredità familiare. Nel 1958 J.D. Miller, allora vicepresidente della Banca mondiale, si recò in Sardegna per verificare lo stato della campagna di eradicazione della zanzara anofele (responsabile della malaria); quando il suo yacht arrivò nei pressi di Cala di Volpe rimase rapito dai colori di quel mare e comprese le potenzialità turistiche dell’area.

Fu Miller, infatti, a convincere l’Aga Khan ad investire in quel progetto; il Principe – dopo i dubbi iniziali dovuti alla totale assenza di infrastrutture e alle difficoltà nella realizzazione del piano previsto da Miller – si lasciò conquistare da quella costa quando vi si recò a bordo del suo yacht, partito dalla Costa Azzurra. Su suggerimento dell’architetto Luigi Vietti si decise di chiamare quel tratto di mare Costa Smeralda, per via dell’insinuarsi delle acque trasparenti in mille insenature.

Gli anni ’60 sono stati ricchi di momenti chiave: la nascita del Consorzio, la costituzione del comitato architettura (composto da nomi di fama mondiale e incaricato di progettare gli insediamenti turistici e le infrastrutture necessarie), la nascita dell’Alisarda, la costruzione di Porto Cervo, i primi hotel di lusso (Pitrizza, Hotel Cervo, Cala di Volpe, Romazzino), lo Yacht Club Costa Smeralda e il campo da golf del Pevero Golf Club; le Istituzioni locali hanno colto l’occasione d’oro che si è presentata dinnanzi ai loro occhi e hanno contribuito all’ascesa della Costa Smeralda mediante l’inaugurazione della diga del Liscia (che poneva la parola fine all’emergenza idrica dell’area) e l’apertura dell’Istituto Alberghiero di Arzachena, artefice della formazione dei giovani sardi nel settore turistico.

Col passaggio agli anni ’70 sono emersi i primi attriti tra enti locali e Consorzio relativamente al progetto complessivo di trasformazione dell’area: attriti che non si sono placati nei decenni successivi e che hanno avuto come esito la revisione dei progetti dell’Aga Khan. Ma tutto ciò non ha frenato l’ascesa della Costa Smeralda che, anzi, ha spiccato il volo – nel vero senso della parola – con l’inaugurazione del nuovo aeroporto Olbia-Costa Smeralda, divenuto base dell’Alisarda.

Lo Yacht Club Costa Smeralda si è affermato come realtà mondiale nel mondo velistico partecipando nel 1983, assieme ad un consorzio di altri armatori, all’America’s Cup. Nel 1991 Alisarda è diventata Meridiana e si è dotata di una nuova flotta per assecondare la sempre maggiore domanda di voli; risale alla fine degli anni ’90 la nascita del Billionaire di Flavio Briatore, locale notturno tra i più famosi della Costa Smeralda, dove nel corso degli anni sono passate celebrità come Rihanna, Phil Collins o Jennifer Lopez.

Nel 1997, intanto, la maggioranza del Consorzio è passata dalle mani della Ciga Immobiliare (controllata dall’Aga Khan) alla Itt Sheraton e, in un secondo momento, alla Starwood Hotels. Il nuovo millennio ha visto il passaggio di proprietà dalla Starwood Hotels al texano Barrack, che a sua volta ha ceduto la quota di maggioranza allo sceicco Al Thani; cambi di mano che hanno comunque assecondato l’immagine della Costa Smeralda come meta turistica esclusiva: un connubio perfetto tra mare, movida e shopping che ancora oggi attrae vacanzieri da tutto il mondo.