Alessandro Goddi. Una vita per la boxe, il futuro del pugilato italiano.

Alessandro Goddi è il nuovo campione Continental WBA dei pesi medi. Lo scorso venerdì, 22 settembre, a Montecarlo, battendo il francese Andrew Francillette, ha conquistato il titolo WBA che lo proietta tra i primi 10 pesi medi al mondo.

In occasione di questa storica vittoria, riproponiamo la sua intervista realizzata nel marzo dell’anno scorso.

 

Il pugilato è uno sport la cui origine si perde nel tempo, un’arte che richiede non solo forza, destrezza, resistenza e velocità ma anche intelligenza, coraggio e molta tecnica. Sono infatti queste ultime caratteristiche a fare la differenza quando due atleti di pari struttura fisica si trovano sul ring in una sfida in cui il corpo dev’essere infaticabile strumento al servizio della mente. Abbiamo voluto dedicare la cover story di questo numero ad Alessandro Goddi che della boxe ha fatto una professione raggiungendo risultati che lo rendono la promessa italiana del pugilato a livello internazionale. A soli 28 anni, Alessandro è infatti Campione Italiano Pesi Medi, Campione italiano Professionisti e Campione Internazionale Silver WBC, posizioni conquistate a costo di rigorosi allenamenti e tante rinunce.

L’abbiamo intervistato per ripercorrere con lui le tappe di questa rapida carriera e capire come si diventa un pugile professionista.

Hai sempre sognato di diventare un pugile?
Sì, ho iniziato a frequentare la palestra di pugilato sin dalla più tenera età: ho sempre prediletto gli sport individuali rispetto a quelli di squadra. Durante l’adolescenza si resero evidenti le capacità che mi avrebbero portato a diventare un professionista, passaggio avvenuto quando avevo 23 anni.

Quanti match hai disputato fino a oggi e quali, tra essi, hanno avuto un ruolo importante nella tua formazione?
Oltre ai numerosi incontri a cui ho preso parte in qualità di dilettante, nel novembre 2010 sono passato a essere un pugile professionista a tutti gli effetti e da allora ho disputato 25 match. Per quanto riguarda la formazione, penso che sia l’allenatore ad avere un ruolo fondamentale nel mettere in luce le capacità di un giovane pugile: grazie alla sua dedizione e a un lavoro di ore ed ore, porta il ragazzo a scoprire le proprie qualità e a usare ciò che ha dentro di sé, le doti che lo caratterizzano come fighter.

Come si svolge la giornata di un pugile professionista?
Mi considero un pugile un po’ anomalo: ho infatti la fortuna di potermi dedicare completamente alla boxe perché ho una famiglia che m’incoraggia e me lo permette. Cerco dunque di destinare tutta la giornata all’allenamento in modo di arrivare sul ring al top della forma fisica. Alle nove inizio la corsa mattutina percorrendo dai quindici ai venti chilometri, sette giorni su sette, variandone ritmo e impostazione. Dopo prendo la bicicletta e faccio una pedalata, macino chilometri per altre due ore. Dopo l’esercizio aerobico, durante il pomeriggio lavoro su tutta la muscolatura con l’obiettivo di migliorare forza e resistenza, per poi terminare la giornata dedicando circa tre ore ad affinare la tecnica in palestra di pugilato.

Quali sono le palestre in cui ti alleni?
A Nuoro ho una palestra “personale” in cui durante il fine settimana posso allenarmi seguito da altri ragazzi. Svolgo invece l’altra parte di preparazione e allenamento a Villacidro, alla Villacidro Boxe del Team Loi.

Ci sono dei campioni di pugilato al cui lavoro ti ispiri o che segui maggiormente?
Guardo moltissimi filmati d’incontri di colleghi e di campioni di oggi e di ieri. Prediligo il lavoro degli atleti portoricani e messicani: hanno una lunga tradizione professionistica per quanto riguarda la boxe, detengono un primato, un po’ come l’Italia nel calcio. Miguel Cotto è uno dei pugili al cui lavoro m’ispiro di più, la cui attività continuo a studiare e a seguire.

Che consigli daresti a un giovane che si avvicina a questo sport?
A un ragazzo direi che si tratta di uno sport molto duro e questo è sicuramente il primo elemento da prendere in considerazione. Si tratta di una disciplina a cui bisogna dedicare moltissime ore di allenamento e rispetto a un altro sport, come ad esempio il calcio, è sicuramente meno gratificante: un pugile, nonostante si alleni ogni giorno, in Sardegna riesce a combattere al massimo una volta al mese. In più, è uno sport che richiede serietà e sacrificio: non è possibile uscire o far tardi ogni fine settimana, bere alcolici o alimentarsi in modo disordinato. Proprio per queste ragioni, in ogni palestra viene a crearsi una sorta di “selezione naturale” dei giovani che riescono a far strada e avviare una carriera pugilistica.

Sei attivamente impegnato nella promozione del pugilato in Sardegna, missione portata avanti anche grazie alla collaborazione con tua moglie, Laura Brundu e tramite la BG Promotion. Quali sono le vostre iniziative?
Stiamo cercando di rilanciare il pugilato a livello isolano: la nostra società lavora per promuovere il pugilato grazie all’ausilio di sponsor e collaborazioni. Una volta ogni mese e mezzo organizziamo una serata dedicata a questo sport in cui io combatto e, all’interno della stessa manifestazione, hanno luogo anche degli incontri dilettantistici sia maschili che femminili: lo scopo è quello di ricreare interesse intorno a quest’arte divulgandone la conoscenza nei centri abitati dell’isola. Organizzando a nostre spese, o con l’aiuto di sponsor e amici, queste giornate d’avvicinamento al pugilato, cerchiamo di reagire alla diminuita attenzione verso la boxe che negli ultimi anni ha caratterizzato il panorama sportivo regionale.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?
Come ogni pugile, ambisco a conquistare il titolo mondiale: significherebbe la realizzazione di un sogno coltivato sin da bambino. Da persona concreta, però, non guardo mai a ciò che farò a lungo termine, preferisco concentrarmi sugli obiettivi più prossimi: a marzo e aprile combatterò nei match internazionali d’avvicinamento per poi difendere a maggio, per l’ultima volta, il titolo internazionale in mio possesso. In caso di vittoria, dovrebbero aprirsi per me delle porte a livello europeo.

Ringraziamo Alessandro Goddi per la sua disponibilità e ricordiamo ai lettori di S&H che possono restare informati sui prossimi incontri e le novità riguardo ai suoi risultati sportivi attraverso il sito dedicato (www.alessandro-goddi.it) oppure tramite la sua pagina Facebook.





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