È facile, parlando di Jodo, pensare ai suoi video polemici, a volte sopra le righe, insieme alle iniziative a carattere ambientale e salutistico che porta avanti sui social riscuotendo un gran numero di visualizzazioni tra i followers (e qualche volta tra gli haters). Ma se parlassimo, invece, di Antonello Unida? Nelle prossime righe proveremo a conoscere meglio l’uomo dietro il personaggio, grazie alla chiacchierata che ci ha regalato.

«Ho conseguito un diploma di ragioneria e sono da sempre appassionato di sport», ci racconta. «Nel 2015 mi sono laureato in psicologia a Roma, con una tesi sul disturbo ossessivo compulsivo e, in questi ultimi anni, ho seguito diverse masterclass (oggi le chiamano così, io preferisco definirli seminari, alla vecchia maniera) diventando anche counselor».

In effetti, la passione di Antonello per tutto ciò che riguarda la conoscenza di sé emerge anche sfogliando le sue foto su Facebook: libri di Jung, trattati di psicologia emozionale e tanto altro. «Sono argomenti che mi interessano molto più della politica», spiega. «Noi siamo animali meccanici. Abbiamo bisogno di uno shock per capire e accorgerci di determinate cose. Negli incontri che periodicamente tengo affronto spesso l’argomento. Per esempio, tutti ricordano cosa facevano l’11 settembre del 2001, nell’apprendere dell’attentato. Quello è un caso di shock collettivo. Se invece si chiedesse a chiunque cosa faceva l’11 settembre di un altro anno, magari del 2018 (salvo ricorrenze particolari), cadrebbe dalle nuvole. Questo accade perché non si è concentrati sul qui e ora. Una volta un maestro zen mi disse “Sai cosa è lo zen? La cosa più semplice di questo mondo. Quando mangi, mangi. Quando guardi un tramonto, guardi un tramonto”. Diversamente si cade nella meccanicità e, quindi, nella non consapevolezza».

Per aiutare chiunque sia interessato a riacquistare un rapporto più equilibrato con la natura, Antonello tiene appunto incontri e seminari (molto suggestivi sono quelli sulla spiaggia, in occasione dei solstizi) dove illustra e mette in pratica alcune tecniche imparate negli anni. «Sono amico di Alejandro Jodorowsky, studioso e teorico di psicomagia. Lui mi ha spinto a prendere la laurea e a lui mi sono ispirato per il mio pseudonimo, Jodo. Frequento anche il figlio Cristóbal, che del padre segue il percorso psicosciamanico con studi anche sull’albero genealogico. In questo periodo, però, sto studiando il Libro Rosso di Jung: profondo, archetipico, mitologico».

E la decisione di realizzare i video sul web che tutti conosciamo come arriva? «Usavo il web per interagire con il mio relatore, all’università, e ho pensato di usare Facebook per lanciare messaggi a carattere ambientale. Ebbero un grande successo in termini di visualizzazioni e like, così ho pensato che potevo lanciare più messaggi, denunciare situazioni, dare esempi».