Renato Chessa a soli trent’anni è un designer che produce ed esporta capi d’abbigliamento in tutto il mondo; da bambino a Vallermosa sognava di diventare un archeologo subacqueo, per scoprire i tesori nascosti della Sardegna, valorizzarli e dargli nuova vita. Persegue ancora quest’obiettivo ma attraverso il linguaggio della moda: Renato, infatti, è il creatore di Chessa Lab il marchio che raffigura una vecchina con gli occhiali da sole, sua nonna, musa ispiratrice e portafortuna.

Com’è iniziata quest’avventura?

Studiavo Biologia a Cagliari, quando vidi un disegno pop art di Andy Warhol, rimasi attratto da colori e forme, mi venne subito in mente di farlo stampare su una maglietta, ma con le tasche vuote e senza la minima idea di come farlo, decisi di riprodurre il disegno a mano libera su vecchi jeans Levi’s. Il risultato fu un pasticcio, ma per me un bellissimo pasticcio! Dopo pochissimo tempo riuscii a venderli, da allora gli scarabocchi divennero sempre più raffinati e precisi ed aumentò il numero di persone interessate alle mie creazioni che hanno iniziato a fare il giro del globo.

Quali studi ti hanno portato al tuo attuale lavoro?

Ho abbandonato l’università ed ho fatto un utile anno all’Istituto Moda Industriale di Sinnai poi sono andato a Milano per studiare fashion design allo IED Moda Lab, concludendo il corso con una tesi sulle maschere tradizionali sarde. Di seguito ho fatto un’esperienza lavorativa di due anni nel gruppo Marzotto-Ratti Spa, collaborando con i brand più noti delle passerelle milanesi; da qui ho deciso di creare qualcosa che mi rappresentasse al 100% senza filtri esterni e senza bavagli, così è nato Chessa Lab.

 

 

Ci sono state scelte che hai ritenuto difficili?

Tante! In primis il fatto di lasciare l’università per dedicarmi a qualcosa che mi divertiva ma di cui non conoscevo nulla. Poi salutare la Sardegna per studiare a Milano, lasciando amici, familiari e il mare, mia grande passione. Ma la scelta più difficile è stata quella di abbandonare un posto fisso in un’azienda solida per fare qualcosa di mio e da buon sardo sarei andato a muso duro contro qualsiasi ostacolo pur di riuscirci.

Come si costruisce una realtà solida ed economicamente valida come il tuo brand?

Partendo da un’idea! Ma si deve pianificare tutto al minimo dettaglio, è fondamentale non improvvisarsi ma formarsi al meglio per creare delle solide basi e cogliere tutti gli insegnamenti: quelli appresi all’università, nel lavoro, nella vita, da un racconto di un anziano o sulla strada, che poi è il luogo in cui la moda nasce.

Che rapporto deve esserci tra chi ci ha preceduto e chi ha voglia di costruire il futuro?

Montanelli diceva: “Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente”.

Si può imparare tanto dal passato e noi abbiamo dei “tesori” ancora in vita che ci possono raccontare com’era la vita ottanta anni fa, bisogna solo saper ascoltare e provare a immaginare.

L’Isola ritorna nei tuoi prodotti in colori, immagini e materiali. Quanta Sardegna hai ancora voglia di rappresentare?

Tantissima, Chessa Lab nasce con la promessa di mettere sempre un pezzo di Sardegna in tutte le collezioni. Non solo mare e spiagge ma una cultura preziosa che ogni sardo dovrebbe conoscere e mostrare al mondo nel migliore dei modi. Noi ci stiamo provando con tutte le energie che abbiamo in corpo!

Molte boutique vendono il tuo marchio, è stato facile coinvolgerle?

Abbiamo collaboratori capaci di far conoscere il marchio Chessa Lab, presentandosi in punta di piedi. Essere onesti e puntare sulla qualità di un capo realmente prodotto in Italia da artigiani sardi e italiani è un ottimo biglietto da visita per poter entrare nelle migliori boutique.

Quali sono le novità della tua produzione?

È un segreto! Ma abbiamo un’infinità di cose della nostra terra da raccontare.

Chessa Lab ha un mercato estero?

Con il sito www.chessalab.it riusciamo far arrivare il prodotto fino in capo al mondo. L’intenzione è quella di avere presto dei punti vendita fisici e stiamo prendendo accordi con Londra.

Qual è oggi il sogno di Renato Chessa?

Far crescere Chessa Lab per le persone che ogni giorno ci sostengono sulla pagina Facebook e per chi ci dà fiducia acquistando un capo. Il traguardo più grande sarebbe mostrare al mondo la nostra terra sotto un’altra luce.