Mai e poi mai avrei pensato, tantomeno mi sarei aspettato, che un trend potesse creare uno stile di vita. Circa 5 anni fa esplode la tendenza del barbuto, #beardedmen, un impatto mondiale totalmente inaspettato, che ha generato una vera rivoluzione dell’immagine dell’uomo moderno, fagocitando settori vari, quali cosmesi, barberia, tattoo e moda. Dalla pelle liscia e pulita si è decisamente passati a quella rude e barbuta, un ritorno alle origini dell’uomo, che lo vede cestinare i rasoi e la schiuma da barba per apprezzare, curare e mostrare i caratteri forti di un tempo. Si sa, le tendenze vanno e vengono da sempre ma, forse in questo caso si può affermare ad alta voce che la cosa è sfuggita di mano e gli uomini sono letteralmente impazziti, come dei bambini che scoprono ciò che madre natura mostra loro sin dalla pubertà, la Barba. Mora, rossa, bionda e bianca, un arcobaleno di peli che avvolgono il volto, consumando specchi e vetrine, irsuti in ogni dove. La barba diventa sinonimo di vanità.

Nei social network mille e più volti si mostrano tra un selfie e l’altro, gruppi di amanti ed amatori dello stile #bearded nascono con l’intento di condividere segreti, confrontarsi e scambiarsi pareri sui migliori oli e balsami, taluni ottengono un certo seguito iniziando ad influenzare le masse con tagli di capelli che si sposano perfettamente con la folta chioma che circonda il mento. Rasature old school, contest di barbieri in tutta Italia enfatizzano soltanto ciò che oramai è incontenibile. I barber shop accolgono a braccia aperte chiunque desideri esser coccolato, come erano soliti fare in passato, offrendo servizi di altissima qualità come massaggi rilassanti e panni caldi.

Il trend non si ferma al mero curar del pelo bensì si estende a tutto tondo; torna in voga lo stile hipster degli anni ‘40, anche se del vero hipster vi è ben poco o forse nulla, pochi, rari o del tutto assenti gli amanti del bebop e hot jazz in stile bohémien, limitandosi ad indossare capi eccentrici, larghi e succinti, scarpe da tennis o mocassini col fodero in pelliccia. Parola d’ordine stravaganza, esibizione e manifestazione di un egocentrismo che non si riscontrava da anni. La moda in tutto il suo fascino cavalca l’onda, creando capi ad hoc per render sempre più esclusivo l’uomo irsuto.

 

Il modello Gianluca di Sotto

 

Più si è stravaganti, maggiore è l’impatto visivo del soggetto nei media e più è richiesto dagli stilisti. In una società sempre più metropolitana, dove i tempi e i ritmi sono scanditi dalla frenesia, dalla corsa al like in ogni singolo smartphone presente sulla faccia della terra, notare giovani, e meno giovani, dai caratteri forti ed originali è un gioco da ragazzi. I modelli barbuti prendono così piede, tatuati di ancore e fari, timoni e velieri capitanati da sapienti capitan Findus creano dei disegni originalissimi tappezzando il loro corpo dove anche la tartaruga ha difficoltà a mostrarsi. Sono figure dal potenziale mediatico incredibile, attualmente richiestissimi nel fashion marketing. Stilisti del calibro di Alexander McQueen, Dries Van Noten, Etro, John Richmond, Tagliatore son solo alcuni che hanno capito quanto potesse essere innovativo ed originale sfruttare tale connotato per dar spessore ai loro capi durante le varie fashion week di questi anni.

Particolarmente richiesti si son manifestati quelli dalla barba rossa ed ancor di più dai capelli bianchi e barba bianca. Su questi ultimi il web è impazzito, tantissimi blog recensivano i migliori modelli bianchi, comunicando il messaggio che l’uomo seppur non più giovane ha sempre un fascino incredibile. Insomma cari amici, da barbuto posso dirvi, in totale consapevolezza, che a distanza di oramai 5 anni e più dal suo “esordio” il barbuto non smette di affascinare il mondo come fosse un Re.

 

Potete seguire il blog di Enrico su perlabarbadienrico.com

 

Il modello Aiden Shaw