Il ri-posarsi, il silenzio e l’ascoltarsi sono le tre “azioni” base della meditazione che da 35 anni, a Cagliari, e da 25, a Sassari, vengono insegnate nella Scuola di Meditazione fondata dal gesuita Padre Francesco Piras s.J..

L’obiettivo è quello di diffondere la spiritualità nella vita quotidiana delle persone a prescindere dalla religione, Hindu, Buddhista, o Cristiana, attraverso diversi metodi di meditazione che apportano benessere psicofisico nelle persone, oltre che predisporre ad uno stile di vita più profondo e consapevole.

Dal 2014, dopo la scomparsa del suo fondatore, la scuola trova il suo punto di riferimento sotto la guida di Padre Davide Magni s.J., teologo specializzato in spiritualità comparate, anch’egli sacerdote della Compagnia di Gesù con alle spalle una lunga esperienza legata alla meditazione Buddhista e al T’ai Chi Ch’üan. Proviene da Milano dove, presso la Fondazione Culturale San Fedele, ha diretto corsi di meditazione e preghiera attraverso pratiche corporee partendo dalla Spiritualità Ignaziana.

«Meditare significa prendersi cura della propria vita in modo consapevole, ri-posandosi e ascoltandosi – racconta Padre Davide Magni -. È un percorso che parte dal corpo, dal suo riposo, dall’ascolto dei suoi suoni primordiali, come il respiro e il battito cardiaco, per arrivare a riposare il pensiero e le emozioni, come la rabbia, il rancore o la bramosia, di modo da ritrovare la giusta calma mentale per poter poi affrontare la quotidianità in modo corretto attraverso una “visione oggettiva”, ossia un’osservazione, di noi stessi da un punto di vista diverso. Un viaggio che ci permetta di arrivare a definire ciò di cui abbiamo bisogno lasciando stare ciò che non ci appartiene».

Foto Marina Madeddu

La scuola oggi ha 4 sedi: a Cagliari, in via Ospedale 4, a Sassari via Enrico Besta, presso la Chiesa di San Paolo, a Oristano in via Ghilarza 5, presso Centro Sportivo Gymnica e ad Alghero nel largo S. Francesco 14, e in questi 35 anni dalla sua fondazione ha visto entrare nelle sue sedi circa 16.000 persone tra giovani e adulti. «Quest’anno – prosegue -, nella sede di Cagliari, abbiamo avuto circa 280 nuovi iscritti. Ma questo non è un numero definitivo perché le iscrizioni non sono ancora chiuse e a Sassari non abbiamo ancora iniziato le attività, previste per l’inizio di gennaio 2019». La scuola di meditazione propone corsi, meditazioni musicali e meditazioni nella natura (solo per citarne alcuni), guidati da Padre Davide Magni e dall’equipe della Scuola di Meditazione, per giovani e adulti, facendo riferimento a tre grandi orizzonti culturali: quello occidentale, quello del sub continente indiano e quello dell’Estremo Oriente cinese. La mission è quella di indagare le sapienze d’Oriente e d’Occidente per nutrire la vita e perseguire la beatitudine.

«Per poter prendersi cura della propria vita interiore – prosegue il gesuita – si deve comprendere ciò di cui si ha bisogno. In primo luogo, è necessario riprendere consapevolezza del proprio corpo, di tutti i suoi movimenti e di tutte le sue posizioni, comprendendo con chiarezza ciò che si sta facendo in ogni istante. Occorre partire dal riposo, concetto fondamentale della meditazione, e dalla quiete dei movimenti. Sono entrambe attività impegnative, da non sottovalutare, che partono da un’analisi del corpo per arrivare alla mente. Attività legate in maniera indissolubile al rilassamento e alla rimozione di tutte quelle tensioni che pervadono il corpo. Per fare questo si deve essere in silenzio e ascoltarsi di modo da comprendere dove si trovano le tensioni e “intervenire” in modo adeguato». In questo senso la meditazione è legata al significato di “prendersi cura” e “guarire”, per ritrovare la giusta condizione di salute scoprendo come funziona il nostro corpo. «Un esempio possono essere le contratture muscolari – prosegue il gesuita – che dipendono per la maggior parte delle volte da posizioni scorrette che si assumono durante la giornata e che si ripercuotono in altre attività. Attraverso la meditazione possiamo individuare queste tensioni e intervenire nel giusto modo».

Foto Marina Madeddu

Dal corpo alla mente. Il riposo, il silenzio e la quiete dei movimenti sono le condizioni che permettono l’ascoltarsi e il ritrovarsi e queste sono attività che curano la mente placando tutte quelle tensioni, emozioni, che non permettono di affrontare la quotidianità nel giusto modo. Sono le basi per un benessere psicofisico che migliora la relazione con gli altri. «La pace mentale – prosegue il gesuita – mi permette di affrontare la quotidianità e di affrontare il dialogo. Io mi comprendo solo nella relazione con gli altri, ma come faccio ad ascoltarli se non sono nella condizione di quiete?».

Un risultato tangibile della meditazione è il raggiungimento delle dimore divine, ossia di quei luoghi nei quali gli uomini sono nella loro condizione autentica, liberi dagli attaccamenti (le tensioni) che condizionano le relazioni quotidiane. Queste dimore sono la benevolenza o l’amore universale, la compassione o comprensione del proprio simile, la gioia compartecipe o il rallegrarsi di ciò che si ha e l’equanimità o l’imparzialità. Ma nella meditazione il punto focale non è il punto di arrivo, bensì l’attenzione che si pone nel processo, nel viaggio, ossia in ciò che si sta facendo mentre lo si sta facendo.

Ulteriori informazioni sulle attività sono reperibili su lnx.scuoladimeditazione.eu.