Molti genitori mi chiedono a che età sia meglio portare per la prima volta il bambino a fare una visita. L’ideale, rispondo sempre, è fare la prima visita fra i tre e quattro anni. Questo per tanti importanti motivi.

Il primo è che così il piccolo inizia a conoscere un ambiente a lui poco familiare, e a prendere confidenza con il luogo e le persone. È importante che questa prima visita sia vista esclusivamente come un gioco, dove il piccolo paziente venga fatto salire da solo in poltrona, e come al Luna Park si diverta a fare salire e scendere la stessa comandata dai pulsanti, giocando insieme e paragonandola ad una astronave che lui stesso potrà comandare. Come tutte le astronavi ha le sue armi, e quindi potrà toccare gli strumenti che magicamente, premendo dei pulsanti, emetteranno aria o acqua. Oppure gli si può far sentire il rumore di quelli rotanti, che verranno assimilati ad una Ferrari o a un trattorino.

Mentre il dentista entra in empatia con il bambino, avrà l’accortezza di visitarlo, sempre a mo’ di gioco, per valutare eventuali problematiche presenti in bocca.

Se sono presenti carie sui denti, di solito a questa età interessano i denti anteriori, e nascono da scorrette abitudini imposte dai genitori, come bagnare il ciuccio nello zucchero o nel miele (che viene considerato più naturale) o dare un eccesso di succhi di frutta o bevande zuccherate (anche il latte materno) la notte per conciliare il sonno. Il bimbo si addormenta, i genitori sono sereni, non si sognano nemmeno di svegliarlo per lavargli i denti, e per tutta la notte gli zuccheri presenti sui dentini da latte esercitano il loro effetto nell’indebolire lo smalto, e favorire la precocissima formazione della carie.

Un secondo elemento che il dentista valuta durante questa prima visita è la presenza di malocclusioni precoci. Queste si evidenziano dalla scorretta crescita delle ossa della bocca, e possono essere viste o come il “morso aperto” quando c’è uno spazio aperto fra i dentini anteriori , o come una “terza classe“ quando la mandibola si porta più in avanti rispetto alla mascella. Entrambi i casi nascono da abitudini viziate o anomalie congenite, di solito il primo caso è determinato dall’uso eccessivo del ciuccio oltre il primo anno, mentre il secondo da una scorretta funzione della lingua, che rimane bassa invece che portarsi in alto nel palato. Questo perché ad esempio è presente un frenulo linguale corto (quella piccola pieghetta fibrosa che lega la lingua al pavimento della bocca) o una deglutizione scorretta, che scarica le forze muscolari verso il basso portando appunto la mandibola in avanti.

Gli antichi detti della scuola di Ippocrate, maestro di ogni medico, ci insegnano da più di duemila anni “meglio prevenire che curare”; rispettando questo atteggiamento si capisce come una visita dal dentista in giovane età sia per ogni bambino un sereno momento per impostare il mantenimento dello stato di salute dai primi anni di vita.

 

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