L’arte dell’intaglio della frutta

L’arte del Fruit Carving (o Thai Carving), nasce nel lontano oriente. La tradizione vuole che abbia avuto origine in Thailandia, intorno al 1300 durante il Loy Krathong, il festival delle luci in onore della dea dell’acqua. Durante il Loy Krathong, che si svolge a novembre da centinaia di anni, si adagiano sul fiume delle lanterne decorate. In occasione di tali festeggiamenti una serva, per stupire il proprio sovrano, decise di intagliare alcuni frutti a forma di fiore e li adagiò sulla sua lanterna. Il sovrano rimase così colpito, che ordinò ad ogni donna della corte reale di imparare l’arte dell’intaglio. Questa pratica, acquistò sempre più importanza nella cultura Thailandese tanto che, ancora oggi, viene insegnata nelle scuole come materia obbligatoria a partire dagli 11 anni. Al giorno d’oggi è diventata un’arte conosciuta, apprezzata e praticata in tutto il mondo.

Antonello Mulas

Antonello Mulas

La pratica del fruit carving ha, in qualche modo, ridotto le distanze con la cultura orientale diventando famosa anche in Italia, tanto che non è difficile poter ammirare delle vere e proprie sculture di frutti ed ortaggi in occasione di buffet, eventi e cerimonie. Questo mese raccontiamo l’esperienza di uno degli esponenti del fruit carving isolano, Antonello Mulas del Ristornate La Maison.

 

«La mia passione per l’intaglio, nasce all’età di quindici anni dopo aver visto una scultura di burro fatta da un nostro chef che ha lavorato per anni sulle navi da crociera, dove questo tipo di lavoro era già molto diffuso. Il suo lavoro mi colpì così tanto che il giorno dopo provai a riprodurlo, ottenendo un risultato addirittura migliore. Mi accorsi, così, di possedere la giusta manualità. Da quel momento in poi, mi sono appassionato a tutte quelle decorazioni che accompagnano un piatto. Per quanto riguarda l’intaglio vero e proprio, ho preso ispirazione da un ragazzo americano, Ray Villafane, che si può ritenere il maggior esponente al mondo nell’intaglio, soprattutto delle zucche. Per i primi lavori ho, quindi, iniziato documentandomi su Youtube prendendo spunto da alcuni video. Ho cominciato, così, a personalizzare i miei lavori creando disegni sulla frutta e intagli di visi in 3D. Ad esempio, il viso dell’indiana è l’intaglio di cui sono più orgoglioso.

Antonello Mulas

Intaglio 3D su una zucca

Per realizzare i miei lavori utilizzo il burro, il ghiaccio, le zucche, la frutta o la verdura che possono essere anche abbinate nella stessa scultura. La frutta che si presta maggiormente all’intaglio è l’anguria, grazie alle varie stratificazioni di colori che possiede. A seconda di quanto viene lavorata, dall’esterno verso l’interno, si possono ottenere diverse sfumature e questo dà la possibilità di giocare con le ombre ed i chiaroscuri. Gli attrezzi del mestiere sono delle piccole lame dette spilucchini, in aggiunta utilizzo anche la carta vetrata e le spugnette abrasive che mi permettono di giocare con le sfumature.

Antonello Mulas

Sirena di burro

La maggior parte delle volte che inizio un intaglio, cerco di complicarmi la vita prefissandomi di fare qualcosa di veramente difficile, perché so che poi alla fine del lavoro l’appagamento sarà maggiore delle aspettative iniziali. Quando lavoro, libero del tutto la mente ed entro in un mondo completamente mio, trovando una dimensione di pace che mi fa perdere la cognizione del tempo. Ad ogni modo, mediamente, per un buon intaglio, impiego circa un paio d’ore ma, ovviamente, dipende dal grado di difficoltà.

 

È un lavoro che non faccio per denaro, perché i volti meravigliati delle persone che ammirano i miei allestimenti mi ripagano e mi danno grandi soddisfazioni. Un altro motivo di orgoglio, viene dagli apprezzamenti che, spesso, ricevo su Facebook o anche il sapere che il mio lavoro è servito ad ispirare qualcun altro ad avvicinarsi al mondo del carving.

 

Se dovessi dare un consiglio a chi si vuole approcciare al fruit carving, posso dire che è utile iniziare seguendo uno dei numerosi tutorial che si trovano facilmente in rete, in modo da rendersi conto se si possiede la dovuta manualità. Con pazienza e la propria fantasia, il resto verrà da sè».

 

Ringraziamo Antonello per la disponibilità e la simpatia. Ricordiamo a tutti voi che potete visionare i suoi lavori sulla pagina Facebook La Maison Sassari.

Antonello Mulas

Antonello Mulas