Avete presente quella sensazione di vuoto che si impadronisce del nostro stomaco, quando viviamo un’esperienza mozzafiato? O quella sensazione di sbigottimento che proviamo quando ci troviamo di fronte ad uno spettacolo naturale unico nel suo genere? Parlo di quel tipo di spettacolo talmente maestoso, da farci sentire piccoli e insignificanti, di fronte alle straordinarie opere di madre natura. No? Allora dovete assolutamente visitare la Grotta di Ispinigoli, nei pressi di Dorgali.

Una delle peculiarità di questa grotta, scoperta nel 1950, è che si sviluppa in verticale. Fa parte di un grande sistema carsico di grotte tra le quali è l’unica ad essere visitabile, perché ormai è diventata fossile, a causa dell’assenza di uno stillicidio sufficiente a creare nuove concrezioni. All’ingresso è presente un’ampia terrazza, che regala un punto di vista impressionante sui 50 metri in cui sprofonda la grotta. Lo sguardo ci mette un po’ a capire quanto sia profonda la cavità, perciò le distanze possono apparire distorte, e questo può disorientare. Una volta imboccate le scale, però, inizia la panoramica e suggestiva discesa dei 280 gradini che portano verso il fondo della grotta, che misura circa 80 metri di diametro.

Raggiunta la base, l’istinto è quello di guardare in alto, ed è così che ci si rende conto della maestosa colonna che, partendo dal pavimento per arrivare fino al soffitto, domina la sala. Questa colonna, alta 38 metri, è la più alta d’Europa ed è caratteristica perché nasce dall’unione di una stalattite e di una stalagmite.

 

 

La guida ci spiega che il grande sistema carsico di cui fa parte Ispinigoli, è formato da una rete di gallerie sotterranee, che la collegano ad altre due grotte che si trovano nelle vicinanze: la Grotta di San Giovanni su Anzu e la Grotta di Sos Jocos. Questo sistema di grotte è in fase di esplorazione, dal momento che alcune gallerie non hanno ancora condotto ad un’uscita. Attualmente sono stati esplorati circa 17 chilometri, ma gli speleologi stimano che l’intero sistema si estenda per circa 25 chilometri. Si sa che all’interno delle gallerie scorrono 9 torrenti e che si sono formati dei laghi ma, la cosa più interessante, è che è ancora presente uno stillicidio costante. Ciò significa che le concrezioni possono ancora nascere e modificarsi.

All’interno della grotta, si possono ammirare anche altri tipi di concrezioni, forse meno spettacolari della colonna, ma altrettanto belle: le concrezioni lamellari, che si formano quando le gocce d’acqua scivolano lungo la parete di roccia, formando delle sottilissime lamelle dall’andamento ondulato a causa delle piccole correnti d’aria; sono presenti anche delle concrezioni a broccolo che si formano quando le gocce dell’acqua, cadendo dall’alto, battono sulla roccia e schizzano in tutte le direzioni frantumandosi in tante micro goccioline che si cristallizzeranno poi in una forma molto frastagliata.

Un’altra caratteristica affascinante della grotta di Ispinigoli è l’abisso delle vergini. Si tratta di un inghiottitoio profondo 60 metri che collega Ispinigoli alla grotta di San Giovanni su Anzu. Nell’abisso delle vergini sono stati ritrovati dei gioielli di epoca nuragica, fenicia e romana, che si possono ammirare nel Museo Archeologico di Dorgali. La guida ci racconta come questi ritrovamenti abbiano indotto gli archeologi a pensare alla pratica dei sacrifici umani che, un tempo, veniva attribuita alla cultura fenicia. Anche se al suo interno, oltre ai monili, sono stati ritrovati dei resti umani (probabilmente attribuibili a sepolture risalenti all’epoca nuragica) non esistono ulteriori prove che possano avvalorare questa credenza. Il nome rimane nei vecchi cartelli stradali o in qualche guida che sfrutta questo appellativo solo per suscitare interesse.

La grotta di Ispinigoli è facilmente raggiungibile partendo da Dorgali in direzione Orosei, percorrendo la SS 125 e girando a destra più avanti seguendo le indicazioni per la grotta. Le visite guidate sono attive tutto l’anno, per maggiori informazioni è possibile consultare il sito internet enjoydorgali.it.