Oltre Tempio, proseguendo per 5 km in direzione Oschiri, si svolta sulla destra verso San Bachisio e percorrendo la strada per ulteriori 6 km, si arriva all’Agnata, un luogo isolato della Gallura, subregione del Nord Sardegna.

“Agnata” in gallurese, significa “angolo, cantuccio” e in quest’angolino di Sardegna, nel 1975, Fabrizio De André venne accompagnato per vedere un terreno in vendita. A portarlo lì, il timore che il successo non sarebbe stato eterno e il desiderio di lasciare ai figli qualcosa di concreto.

Quando per la prima volta arrivò all’Agnata, Fabrizio si trovò davanti un rudere a due piani ricoperto di rovi ma ne fu talmente entusiasta che chiese un materasso per poterci rimanere a dormire. Questo non accadde, ma già l’anno successivo, mentre lo stazzo di fine Ottocento era ancora in fase di restauro, De André ci andò a vivere, senza acqua calda né elettricità. Durante la ristrutturazione furono aggiunte le stanze dell’ultimo piano seguendo uno stile inglese, attualmente percepibile sotto il fogliame della vite canadese che ricopre l’intera struttura.

 

L'Agnata

 

Fabrizio la definì “la casa della sua età riflessiva”, dando foggia in quegli anni all’atmosfera magica che ancora vi si respira. L’Agnata nacque come luogo pensato: De André scelse le piante più congeniali al luogo studiando da un libro di botanica inglese, e in questo modo creò un giardino con un suo senso della bellezza. Oggi passeggiando in un luogo unico si può conoscere intimamente il cantautore genovese che fu rapito proprio dalla sua camera da letto dell’Agnata e, nonostante questo, ci volle continuare a vivere, trovando qui l’ispirazione per molte canzoni, tra cui: Se ti tagliassero a pezzetti, Folaghe, Fiume Sand Creek.

All’Agnata tutte le strutture realizzate, s’integrano perfettamente con il territorio: De André caratterizzò il posto anche con un pergolato, un selciato fatto con grandi blocchi di granito ed una piscina, la cui forma sinuosa, ricorda un laghetto naturale che da un lato poggia su tipiche rocce galluresi; questa fu disegnata da lui stesso e, al momento della realizzazione, considerata una tra le più belle piscine della Sardegna.

Fabrizio De André nella sua vita fu un perfezionista: la stessa cura che mise nella ricerca della parola giusta e che gli consentì di trasformare il testo di una canzone in poesia, la mise anche per studiare ed apprendere ogni altra cosa. Dai libri imparò ad allevare il bestiame e, nonostante questo non fosse il suo lavoro, volle farlo ugualmente bene: con il cognato Ugo, scelse ed allevò dei vitelli, e, in seguito, degli altri animali, finché l’Agnata divenne una vera e propria fattoria; gli ospiti non mancarono mai e il passo verso la trasformazione in agriturismo fu breve.

 

L'Agnata

 

Nel 1998, le dieci camere iniziarono ad essere affittate e l’Agnata diventò un hotel rurale a tre stelle. Il passaggio dallo star rating al guest rating, nel settore alberghiero, ha consentito all’Agnata di essere premiata dai clienti per l’accoglienza familiare e lo stile country-chic, ed oggi fa parte dei cinquanta migliori hotel del mondo, nella guida redatta dal Telegraph, quotidiano online britannico. Inserita anche in un circuito d’autopromozione denominato “Boutique Sardegna” che comprende hotel sardi con caratteristiche comuni quali raffinatezza ed ospitalità genuina, l’Agnata ha rinnovato i suoi canali commerciali ed è apprezzata soprattutto all’estero; gli stranieri arrivano da Stati Uniti, Brasile, Australia, Germania, Francia, Svezia, Inghilterra.

Ma cosa amano gli ospiti di questi settanta ettari di Gallura? Probabilmente che nella tenuta sia ancora la natura a farla da padrona con i suoi odori e le sue tinte; apprezzano le infinite sfumature di verde cui s’aggiungono pochi altri colori: l’oro dell’elicriso in fiore, il lilla del glicine, il blu-violaceo delle ortensie e il rosso autunnale della vite canadese. O forse, gradiscono che il tempo all’Agnata abbia ancora una scansione arcaica: che a maggio il profumo della lavanda faccia danzare le farfalle; che a giugno, al laghetto, ci sia il concerto delle rane, e che ogni estate prevalga su tutto la voce delle cicale.

Si ringrazia per la collaborazione Fabrizio Olla.

 

L'Agnata