Il videogame risulta ad oggi uno dei mezzi più accessibili e dall’espansione più persistente: in Italia, solo nell’ultimo anno, l’industria videoludica ha fatturato più di un miliardo di euro, mentre la sua mirabolante diffusione ha portato il settore ad una crescita del quasi dieci per cento rispetto solo a tre anni fa.

Gli elementi base del media “del nuovo millennio” sono la longevità e l’interattività con azioni e ambienti riprodotti digitalmente, un connubio di fattori che permettono, al contrario di opere di intrattenimento più passive quali film e serie tv, di infondere all’utente, se nell’intento dello sviluppatore, una propensione verso l’informazione culturale e artistica con una facilità e efficacia mai vista sino ad ora.

È con questo semplice, ma incisivo ragionamento che affonda le radici nella modernità e nella visione attenta del mondo che ci circonda e che ci seguirà, che nasce il visionario progetto sperimentale ideato e realizzato dal dipartimento di Ingegneria civile, ambientale e architettura dell’Università di Cagliari in collaborazione con l’ente regionale “Sardegna Ricerche”, supervisionato dai vigili occhi del responsabile scientifico Ivan Blecic (dieci anni da ricercatore ad Alghero per la facoltà di architettura dell’ateneo di Sassari, ora insegnante di estimo e valutazione di piani e progetti presso Ingegneria a Cagliari): “Pac-Pac”.

Attraverso la più classica delle formule di gioco, quella del “punta e clicca”, modalità che ha cresciuto intere generazioni e fatto esplodere la mania del “videogame” negli anni ‘90 con titoli base del mercato (“The Secret of Monkey Island” o “Myst”, capostipiti del genere presi come ispirazione dallo stesso Blecic), i due videogiochi in progettazione presentano un obiettivo ben preciso, porre la voglia di divertimento a disposizione della scoperta del territorio, tentando di valorizzare le zone ben lontane dai canonici itinerari turistici e dalla vita “glamour” dell’Isola, mostrando, infatti, ai giocatori una Sardegna nascosta, spesso ostile, enigmatica, ma non per questo meno affascinante. L’intento è una diffusione globale dell’opera, che decreterà un’elevata crescita del turismo a seguito della scia di quanto visto su schermo, sulla falsariga di Dubrovnik (in Croazia), che dopo la serie “Il trono di spade”, ha percepito un notevole incremento di visitatori da tutto il globo, portando alla scoperta di “qualcosa di più” oltre draghi e cavalieri.

Tra rompicapi, puzzle ambientali e indovinelli, il giocatore, che in uno dei due videogame prototipo vestirà i panni di un minatore in contatto con la mitologia nuragica grazie ad antichi artefatti, verrà coinvolto in un’attenta analisi dello scenario reale e ad una meticolosa ricerca in prima persona, non semplici ricostruzioni tridimensionali, quindi, ma le immagini vere e panoramiche di cui la nostra Isola dispone, scrupolosamente adeguate all’esperienza elettronica tramite un metodo intelligente e brillante che unisce realismo e ottimizzazione di soldi ed energie.

Castiadas, Baunei, San Sperate, Ozieri, il Parco minerario del Sulcis, ma anche sconfinate vallate, le verdi pinete del centro Sardegna che richiamano una terra “fantasy”, baie nascoste degne dei più avventurosi racconti pirateschi, siti archeologici, musei, luoghi figli di antiche e dimenticate civiltà perfette per una sperduta “Lara Croft”, grotte misteriose che i più chiamerebbero “dungeon”, sono solo alcune delle zone d’azione che il progetto intende rendere virtualmente visitabili.

Un piano ambizioso, ma attuabile, secondo il professor Blecic, soltanto grazie ad un diligente gioco di squadra tra le principali aziende ed enti sardi che operano nel settore turistico: tutte le società che parteciperanno e hanno intenzione di presentare la Sardegna al mondo, verranno dotate, difatti, di sistemi tecnologici, metodi produttivi e mezzi tecnici per la futura progettazione, lo sviluppo, il rilascio e la distribuzione del proprio “videogame su luogo reale”. Per mezzo di una piattaforma web, e un’applicazione specifica dedicata a tablet e dispositivi mobili, il prodotto potrà essere presentato, catalogato in cloud e condiviso alle grandi masse, dando così vita ad una vera e propria “youtube dei videogiochi”.

Il primo rilascio, previsto per l’estate 2018, sembra porre con energia, le basi fondamentali per proiettare la Sardegna, terra di glorioso passato, verso un futuro che è già, oramai, presente.