Ha 21 anni e le idee chiare su cosa vuole dalla vita: “Prima la reflex e il passaporto, poi la patente”.

Stiamo parlando di Nicola Serra, atleta di parkour e freerunning che vive a Uta e che proprio dal suo paese ha iniziato a promuovere la Sardegna riprendendosi mentre pratica le due discipline nei luoghi più caratteristici di ogni comune dell’isola.

Ha scoperto il parkour, uno sport metropolitano e di efficienza nato in Francia negli anni ‘90, all’età di 15 anni dopo aver trovato per caso su YouTube alcuni video di atleti che praticano quella che dal 2017 è una disciplina sportiva riconosciuta ufficialmente dal CONI.

Fino a quel momento aveva provato diversi sport, ma nessuno l’aveva conquistato a tal punto da volersi impegnare in un percorso fatto di innumerevoli tentativi da autodidatta.

Inizialmente Nicola si faceva riprendere dagli amici durante le prove tecniche di salti, verticali e acrobazie in genere per valutare i suoi progressi atletici.

Ora, a distanza di sei anni da quel colpo di fulmine, la passione per lo sport, la fotografia, l’editing dei video e i viaggi lo rendono il protagonista di un’idea imprenditoriale unica e originale che consente di far conoscere le meraviglie di un luogo attraverso due discipline dinamiche e altamente spettacolari.

 

 

Ci sono differenze tra il parkour e il freerunning?
Sì; il parkour consiste nel muoversi dal punto A al punto B nel modo più veloce e fluido possibile superando gli ostacoli che si incontrano lungo il percorso. Scavalcare un muretto o saltare da un punto a un altro sono movimenti di parkour, per esempio. Il freerunning invece è la parte acrobatica, come le capriole o le verticali. Io faccio un misto delle due discipline e questo mi permette di adattarmi ad ogni ambiente.

Come hai imparato?
Ho imparato da solo, iniziando a scavalcare muretti e facendo le prime capriole su suoli morbidi come la sabbia o l’erba. Piano piano e dopo svariati tentativi sono migliorato; non sono mancate le cadute e nemmeno i rischi, ma si deve sbagliare per imparare, è questo il metodo migliore per superare le paure.

L’idea di promuovere la Sardegna su YouTube praticando queste discipline nei vari comuni come è nata?
Dopo i primi video mi son chiesto: “Ma perché non mostrare anche il luogo in cui faccio parkour e freerunning?”; ho sentito la voglia di portare visibilità al territorio mostrando sia me che il luogo che mi ospita. Così tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 ho iniziato a girare i primi comuni, all’inizio non ero bravissimo ma con il passare del tempo si sono visti i progressi.

Quanti comuni hai visitato fino ad ora?
Ho visitato 316 comuni su 377.

Il video è frutto di una collaborazione con le amministrazioni?
Inizialmente non ero conosciuto, facevo i video di mia iniziativa recandomi in bicicletta nei comuni e occupandomi del montaggio e del caricamento su YouTube.

Poi però ebbi l’opportunità di essere intervistato per Videolina e la visibilità mi portò a contatto con le amministrazioni comunali che cominciarono a chiamarmi per capire come poter collaborare. Quello che faccio è semplice: mi muovo in bicicletta, se il luogo è lontano chiedo ospitalità in cambio della realizzazione di un video, quindi della promozione; se non posso arrivarci su due ruote la situazione si complica, infatti attualmente mancano all’appello solo i comuni della provincia di Sassari, essendo molto lontani dal mio paese.

Per realizzare un video impiego una giornata e comincio le riprese la mattina, girando nei punti più suggestivi e caratteristici, panorami compresi. Arrivo preparato, informandomi su ciò che c’è nel territorio, ma sono coloro che mi ospitano a farmi da guida, indicandomi i luoghi da valorizzare e tenendo la videocamera mentre salto da un punto all’altro.

So che sei alla ricerca di collaborazioni al di fuori dell’isola.
Il progetto legato alle capitali di tutto il mondo è nuovo e per il momento è autofinanziato e gestito di mia iniziativa con l’obiettivo di aumentare il traffico di visualizzazioni legato ai video girati in Sardegna. Per esempio, di recente sono stato a Bruxelles e chi guarda quel video approda sul mio canale trovando centinaia di contenuti che gli permettono di conoscere il nostro territorio; è una promozione indiretta.

Inoltre è un’occasione per entrare in contatto con ragazzi delle altre capitali che praticano questo sport per fare amicizia e perché no, capire come poter organizzare un evento qui in Sardegna per radunarli tutti, così come già accade a Santorini, in Grecia.

Il mio sogno è innanzitutto finire di visitare la Sardegna e portare, magari grazie al supporto di uno sponsor, contenuti di maggiore qualità sul canale; vorrei acquistare una reflex che insieme al drone, che già uso, mi permetterebbe di continuare il percorso di promozione con video migliori.

Dopo di che, vorrei girare il mondo praticando queste discipline.