La Sardegna è un’isola dolce e amara allo stesso tempo: l’80% del suo territorio è montuoso e collinare e la pietra ha dato vita nei millenni a evoluzioni e percorsi fantastici, immersi nel verde della macchia mediterranea. Le acque del mare sardo scorrono dolci e cristalline, limpide nella loro travolgente bellezza. Il trekking in Sardegna raccoglie tutto questo, i sentieri impervi, la fatica per affrontarli e un raro dessert sul finale: spiagge mozzafiato, piccole cascate tra le terre aride, luoghi incantati da scoprire.

La primavera rappresenta il periodo ideale per affrontare il trekking in Sardegna: le temperature sono miti e, in modo particolare nel mese di giugno, il tempo è stabile e le precipitazioni sono più rare. Esistono itinerari per tutti i gusti e le competenze. La ricchezza del territorio offre percorsi per un trekking agevole come quello del cosiddetto sentiero della costa di Alghero e percorsi complessi come il famosissimo selvaggio blu nelle cale di Baunei. Il primo itinerario, percorribile anche da escursionisti poco esperti e da famiglie, parte dalla spiaggia di Porto Ferro e giunge fino a Porto Conte. Il sentiero della costa ci conduce alla scoperta delle acque del versante occidentale dell’isola, in un percorso all’insegna della brezza marina che tocca le spiagge di Cala del Turco e Cala del Vino, Porticciolo e Cala Viola.

Il selvaggio blu è un sentiero unico al mondo: ricco di insidie, ma anche di grandi bellezze è un vero e proprio tour nell’essenza della Sardegna. Arrampicate e discese complicate – anche in corda doppia –, assenza di punti di ristoro e tempo di percorrenza lo rendono il trekking più difficile d’Italia. Il percorso completo dura 6/7 giorni e permette di esplorare, con l’aiuto di una guida esperta del luogo, le principali cale di Baunei, da Cala Goloritzé a Cala Sisine, passando per l’orlo sospeso di una falesia verticale di circa 50 km. Unico tetto sotto il quale dormire? Il cielo stellato delle fresche notti di primavera. Un percorso alternativo ma meno difficoltoso e che permette di raggiungere le stesse mete è la traversata del Golfo di Orosei, che unisce il gusto della passeggiata tranquilla nell’entroterra a un po’ di trekking selvaggio e al mare azzurro e incontaminato delle paradisiache Cala Goloritzé, Cala Sisine e della “spaziale” Cala Luna.

 

Cala Luna vista dal grottino. Foto Elisa Locci

 

La Sardegna non è un’equazione perfetta che combacia con sole e mare. L’isola sarda è anche tradizione, aspra montagna, intenso profumo di bosco. La Grande traversata del Supramonte è l’equivalente “terreno” del selvaggio blu. Il protagonista indiscusso è il Supramonte, il complesso montuoso re della Barbagia. Il trekking ha una durata di circa 4 giorni: 25 ore di cammino in tutto alla scoperta di antichissime leccete, sorgenti d’acqua fresca in cui rifocillarsi e rovine dei “cuiles”, le vecchie dimore in pietra dei pastori sardi e del loro bestiame. L’itinerario parte dal Passo di Correboi per giungere fino a Su Gologone, una sorgente nel Supramonte di Oliena, le cui acque alimentano il fiume Cedrino attraverso un piccolo torrente originatosi dalla roccia. Il trekking, per quanto lungo, non è particolarmente difficile, quindi è adatto anche ai meno esperti. Infatti il dislivello complessivo è di 1700 metri, ben distribuiti lungo il tragitto. La principale preoccupazione deve essere quella di individuare con attenzione il sentiero e non perdersi in quest’area selvaggia il cui unico abitante è la natura.

Senza spostarsi dal Supramonte si può incontrare un altro gioiello: Su Gorropu. Questa gola è, con i suoi 500 metri di altezza, uno dei canyon più profondi d’Europa ed è raggiungibile esclusivamente a piedi, con un trekking di poche ore. Si parte da Sa Barva e si prosegue percorrendo la valle del rio Flumineddu, il fiume che ha dato origine alla gola.

Altro percorso breve è il trekking nella natura incontaminata del monte Linas. Il punto di partenza è, in questo caso, uno dei più belli e suggestivi di tutti i percorsi proposti. La cascata di Sa Spendula, infatti, fa da presentazione alla natura di Villacidro, mostrando tutto il suo incanto. Da qui è possibile esplorare il parco di Linas con l’omonimo monte e percorrere sentieri alternativi fino alla scoperta di altre due cascate, Piscina Irgas e Muru Mannu, camminando più o meno agevolmente tra gli oleandri e i boschi di leccio.

Il trekking in Sardegna è un’esperienza unica e irripetibile, qualunque sentiero si scelga. Il mare, le cascate, le sorgenti, i grandi canyon scavati nella roccia rendono l’ambiente dell’isola variegato, selvaggio e ricco di fascino. I percorsi tortuosi regalano oltretutto una soddisfazione senza prezzo: quella di raggiungere con le proprie gambe la meta dei sogni. Unico prezioso consiglio per vivere al meglio questa esperienza? Non dimenticare acqua, scarpe e abbigliamento adatto e soprattutto tirare fuori tutta la propria forza di volontà, con il desiderio di non perdere ogni regalo fatto da questa antica terra di brutale splendore.

 

Alghero, Parco Regionale di Porto Conte, Cala della Calcina. Foto Aspexi