Riapre da oggi al pubblico, la mostra di archeologia nuragica “Lu Brandali: leggi, tocca, ascolta” ospitata nel sito Lu Brandali di Santa Teresa Gallura, che sara visitabile fino a novembre. L’esposizione ha raccolto ben 3 mila visitatori durante la prima fase, con l’apertura da luglio 2018 a gennaio 2019, ma ora tutto è pronto per la seconda sessione: la Cooltour Gallura, la cooperativa di Santa Teresa che organizza l’evento, rende noto che proprio oggi, in occasione della riapertura, per coloro che vedranno la mostra sarà possibile visitare gratuitamente anche la tomba di giganti di Lu Brandali. Inoltre, Cooltour Gallura rende noto che ci saranno anche delle aperture serali: la prima è prevista per il 20 aprile con una degustazione finale, a partire dalle ore 20.

La mostra è fortemente caratterizzata dall’uso della tecnologia: la peculiarità dell’esibizione, infatti, è quella di condurre l’utente all’interno di un viaggio tattile, sensoriale e tridimensionale nella storia: ma soprattutto, è stato realizzato un percorso culturale accessibile anche alle persone con disabilità, con i pannelli interamente tradotti in braille grazie alla stretta collaborazione con l’associazione Irifor. Inoltre “Lu Brandali, leggi, tocca e ascolta” propone stampe tridimensionali tattili e audio. E con il progetto “Tooteko”, ideato da una start up, sono stati posizionati dei sensori, collegati a una speciale “app”, sui reperti esposti, per l’avvio delle spiegazioni audio. In questo modo l’utente può avere una immersione sensoriale totale in un villaggio nuragico.

Alessia Chisu, della Cooltour Gallura, aggiunge: “Siamo molto contente dei risultati, il ringraziamento va alla Regione Sardegna che, con il contributo stanziato attraverso il programma operativo regionale POR – Programmazione unitaria 2014-2020 – sulla competitività delle imprese con il bando Culture_Lab, ci ha permesso di creare questa importante iniziativa. Altro ringraziamento va al Comune di Santa Teresa Gallura che ci permette di gestire i beni culturali. Il tutto non sarebbe stato possibile senza la collaborazione della dottoressa Letizia Lemmi per la direzione scientifica, dei dottori Rubens D’Oriano, Francesco Carrera (archeologi SABAP per le province di Sassari e Nuoro) e Francesco Di Gennaro, soprintendente SABAP per le province di Sassari e Nuoro, della dottoressa Angela Antona”.