Nella letteratura archeologica è sempre stato definito “Majori” per via dei blocchi di pietra di notevoli dimensioni nei primi filari. Già il nome evoca la grandiosità della costruzione e gli enormi massi, appena sbozzati, abilmente e sapientemente messi in posizione circa 3500 anni fa fanno il resto. Stiamo parlando del Nuraghe Majori la costruzione del periodo risalente al bronzo medio (1600 a.C.) più importante e conosciuta in Gallura. È situato a circa due chilometri da Tempio Pausania, in località Conca Marina, nella strada per Palau, in prossimità di una collinetta granitica che si trova a 498 metri di altezza sul livello del mare, ricoperta di un fitto bosco misto di sughera, leccio, roverella, frassino ed ontano e da un sottobosco formato da fillirea, corbezzolo, erica e pungitopo.

I primi scavi risalgono al 1986 e sono stati eseguiti dalla dottoressa Angela Antona, della Soprintendenza archeologica Sassari e Nuoro, e poi in un secondo momento nel 1997 e 1998. “Il Nuraghe Majori è di pianta sub-circolare ed è realizzato con blocchi granitici di grandi e medie dimensioni appena delineati e meglio lavorati presso l’ingresso – racconta Miriam Spano archeologa e legale rappresentante della società di servizi turistici “Balares” nata nel 2003 che da allora gestisce il sito –. Il monumento viene definito di tipo misto, poiché presenta sia le caratteristiche del nuraghe a corridoio che quelle del tipo a tholos. Dall’ingresso architravato e sormontato da un finestrello di scarico si accede ad un corridoio, che taglia longitudinalmente la massa muraria, coperto a gradoni tabulari nel tratto retrostante l’ingresso e a sezione a sesto acuto nella restante parte. A destra e sinistra si aprono gli ingressi architravati che immettono rispettivamente in vani di forma ovale con copertura a falsa cupola. In quello di sinistra si apre una cella di pianta ovoidale ugualmente coperta a falsa cupola”.

La caratteristica principale del nuraghe di Tempio Pausania, che lo rende un unicum in tutta l’isola, non solo per la sua maestosa struttura, è il fatto che è abitato. In una delle sue stanze, da metà aprile fino a ottobre, risiede una colonia di pipistrelli: il Rhinolophus hipposideros dal nome italiano curioso, “ferro di cavallo minore”. Sono dei piccoli pipistrelli, tra i più piccoli al mondo, la cui lunghezza arriva a 6 cm, e l’apertura delle ali è di 22 cm, pesa tra i 5 e i 9 grammi, il pelo è chiaro, bianco grigiastro, più scuro nella parte superiore del corpo, che non in quella inferiore. Sono caratterizzati dalla presenza di un’escrescenza nasale appunto a forma di ferro di cavallo.

“La vita dei chirotteri è regolata da un ciclo annuale – sottolinea Miriam Spano – durante il quale rimangono attivi per 8-9 mesi dalla primavera all’autunno e in letargo per i restanti 3-4 mesi invernali. Questo ciclo annuale comporta dei movimenti migratori dalle località del letargo a quelle di riproduzione ed è per questo motivo che durante l’inverno non vi sono pipistrelli al Nuraghe Majori, mentre invece partire dal mese di maggio i pipistrelli partoriscono all’interno del sito dando in genere alla luce solo uno o due cuccioli. All’inizio dell’inverno si ritirano in rifugi particolari dove trascorrono un lungo periodo di letargo durante il quale sono inattivi”.

La colonia è costantemente monitorata dall’esperto Mauro Mucedda e necessita di particolari accorgimenti tutti volti a tutelare la colonia. “È importante sottolineare questo aspetto – prosegue l’archeologa – tanto che la camera dei pipistrelli è stata chiusa al pubblico e i pipistrelli si possono vedere solo da fuori senza potervi sostare per evitare di disturbare i piccoli abitanti”.

I pipistrelli sono stati una vera attrazione quest’estate tanto che sono stati tantissimi i visitatori che si sono messi in fila per poterli vedere, esperti e professionisti ma soprattutto bambini, affascinati dalla novità. Un unicum che richiama e che viene supportato anche da gadget sui pipistrelli grazie al marchio “I love bats” registrato, da poco, alla Camera di Commercio di Sassari.