Dalle nostre parti si parla, già da qualche tempo e con una certa insistenza, della necessità di un recupero del centro storico che tenga conto dei luoghi e degli edifici più significativi, dei bisogni di chi ci abita, della capacità di attrarre persone nuove tra le sue vie e, soprattutto, delle numerose attività commerciali che ci lavorano mantenendolo – e mantenendosi – ancora in vita. È una situazione, quella dei centri storici, che non solo a Sassari ha tenuto e tiene banco tra le varie amministrazioni comunali e associazioni di categoria che tentano di barcamenarsi tra l’avanzare dei grandi centri commerciali, lo spopolamento delle città vecchie e la necessità di reinventarsi con proposte nuove e accattivanti.

In tutta Italia si tratta di un problema da tempo rilevato e nei confronti del quale si è cercato di avanzare studi e proposte volti a trovare soluzioni mirate. Scordia per esempio, un comune siciliano di circa diciassettemila abitanti nella città metropolitana di Catania, analizzava già nel 2013 la questione attraverso un periodico online locale trovando due criticità di base: in primis la crisi del settore edilizio, che ha portato a un fermo diffuso di manutenzioni e ristrutturazioni. La conseguenza più diretta è stato uno spopolamento del centro storico, con conseguente calo delle vendite a tutti i livelli e la chiusura delle attività commerciali. Un problema, questo, che alcuni centri hanno visto nascere gradualmente, ben prima dello scoppio della bolla immobiliare che ha avviato la crisi economica tra il 2007 e il 2008.

Il sud sembra essere più colpito dal fenomeno dello spopolamento e la Calabria è tra le Regioni maggiormente a rischio, anche per la tendenza dei più giovani all’abbandono dei paesi in favore delle grandi città, alla ricerca di un lavoro soprattutto nel settore terziario o delle nuove tecnologie. Per ovviare a questo trend, sono diverse le iniziative intraprese. A Montesegale, nel pavese, l’amministrazione comunale ha inaugurato un forno pubblico perché i poco più di 300 abitanti possano contare su un servizio essenziale come quello della panificazione. A Sadali, nel centro-sud della Sardegna, si è tentato di incrementare il turismo e rafforzare la residenza con due azioni coordinate: la valorizzazione delle proprietà immobiliari esistenti e gli incentivi alla coltivazione delle terre libere. Si è pensato anche all’erogazione di buoni spesa da spendere presso le attività locali, così da mantenere in vita il tessuto commerciale.

Azioni di questo genere sembrano essere una buona chiave per sbloccare quella serratura rugginosa rappresentata, nei centri, soprattutto da edifici decadenti e talvolta inadatti alle esigenze della vita odierna perché realizzati secondo criteri non più funzionali. L’iniziativa delle case a 1 euro ne è un ulteriore esempio: in diversi comuni italiani è possibile acquistare una vecchia casa al costo di un caffè con l’impegno di rimetterla in sesto e renderla agibile in un arco di tempo definito. Possono nascere così diversi Bed & Breakfast e attività di richiamo come musei, ludoteche o altro. C’è chi, oltreoceano, si è divertito a fare una proporzione: negli Stati Uniti, a fronte di circa 18 milioni di case abbandonate, ciascun senzatetto potrebbe riceverne in regalo ben 6! Una simile politica si baserebbe certo su una massiccia iniezione di denaro pubblico o privato necessario al riassetto dei luoghi ma c’è chi non la prende solo al pari di una boutade. Dalle nostre parti, del resto, sono proprio gli immigrati (regolari e non) a stabilirsi soprattutto nei centri storici dove le case dismesse abbondano…

Chiudiamo con un’iniziativa che vede Sassari protagonista. Recentemente è nato il gruppo Facebook “Io compro al centroSS”, una vetrina – su uno tra i social network più diffusi – perennemente a disposizione di commercianti e utenti che possono postare, condividere e commentare i negozi del centro, i prodotti, le offerte, le attività di rilevanza sociale oltre che commerciale. L’idea mira a far conoscere al pubblico tutte le opportunità che il centro storico di Sassari offre quotidianamente sia in questo periodo natalizio, sia tutto il resto dell’anno.