Buongiorno amici lettori,
oggi vi parlo di una persona davvero speciale l’autrice di “È così che deve andare”, lei è Stefania Calvellini e ci siamo “trovate” per caso.

Il dono di chi scrive è quello di saper trasmettere attraverso le parole un messaggio, non solo, tutto ciò che si dovrebbe provare quando si legge un bel racconto.

Stefania è una donna che trasmette dolcezza e positività, per scrivere questa storia quindi non seguirò uno schema ma mi lascerò guidare dalle sensazioni.

Appena ho ricevuto questo libro ero emozionata perché sapevo che c’era una dedica speciale, ho aperto il pacchetto e ho scoperto una bella copertina, un cuore rosso pitturato su due mani unite, è molto accattivante.

Non conoscevo la tematica perché mi piace lasciarmi stupire, appena ho iniziato a leggerlo mi sono sentita parte di essa, purtroppo sempre più spesso si parla di “brutti mali” che spezzano delle vite in tanti modi diversi e non si può mai restare insensibili, soprattutto quando si tratta di persone che conosci o che ami. Quindi pensavo e ripensavo come avrei potuto parlare di questa storia e, in realtà ho capito che devo semplicemente accennare la trama perché il resto lo dovete scoprire da soli.

Le protagoniste sono due ragazze Veronica e Alice, loro non si conoscono ma le loro vite si intrecceranno in un modo che nessuno avrebbe potuto prevedere. Si parla di sogni premonitori, di scelte di vita che quando si è giovani ti portano lontano da casa per studiare e realizzare ciò che hai sempre desiderato, e di Amore, quello che fa battere il cuore la prima volta o che ti fa allontanare le persone che ami per non farle soffrire.

È un libro che affronta tematiche difficili ma con positività e leggerezza, con la consapevolezza che la vita è un viaggio e prima o poi si arriverà alla fine del nostro percorso su questa terra, il mistero resta per il dopo.

Io ho pianto quasi subito, sono fatta così, quando gli argomenti mi toccano il cuore ho bisogno di tempo per elaborare, quello che è arrivato alle mie corde è anche il viaggio introspettivo della protagonista, Veronica prenderà in mano la sua vita e farà delle scelte, ma a guidarla sarà una grande forza, in realtà potrebbe essere chiunque… potrei essere io o tu, il gioco di specchi vale sempre soprattutto quando a ispirarci sono delle storie vere su cui si basa un racconto.

Quello di Stefania è infatti ispirato ad una storia realmente accaduta, lei ha cambiato i personaggi ma è rimasta talmente colpita che ha voluto raccontarla a modo suo.

Quando acquisterete questo romanzo dovrete fare due cose: primo, accendete il vostro stereo o le vostre app di musica e scegliete Ligabue: Il meglio deve ancora venire e Piccola stella senza cielo; questa è stata la mia colonna sonora e ho scoperto in seguito che anche Stefania è una grandissima fan del Liga quindi… sono perfette! Secondo, mettetevi comodi sul divano o sul letto e dedicatevi tre ore, il libro si legge in fretta sono 135 pagine dense di emozioni, edito Bookabook è stato pubblicato il 7 marzo 2019, pochi giorni fa.

Dovevo scoprire che mi stava permettendo
di respirare, di pensare, di vivere. Era
importante, rappresentava la chiusura
del cerchio della mia nuova vita.

Di seguito mi piace mettere alcune informazioni sotto forma di intervista agli autori per dare modo a voi lettori di sentirli più vicini.

Stefania è una donna con grandi passioni che la accompagnano da anni, oltre la scrittura ama viaggiare e fare fotografie, è anche diventata nonna e come lei stessa mi ha detto, i suoi nipoti hanno preso in ostaggio il suo cuore.

Dove sei nata?
Sono nata in un antico borgo della Maremma toscana, Roccastrada, in provincia di Grosseto. E vivo ancora qui.

Quando è nata la passione per la scrittura?
La passione della scrittura è nata insieme all’idea di riprendere gli studi. Quando mia figlia era alle superiori è nata in me la voglia di rimettermi sui banchi di scuola e, mi sono diplomata in ragioneria. Poi mi sono iscritta all’Università di Siena e mi sono laureata in Giurisprudenza all’età di 46 anni. La scrittura è stata la mia compagna di studi, la mia valvola di sfogo quando avevo ansia per gli esami e, in seguito, anche problemi di salute.

È il tuo primo romanzo?
È così che deve andare
è il mio primo vero romanzo. In precedenza mi sono divertita ad auto pubblicare Sex and the Town. È un libro che contiene tanti miei pensieri sulle donne. Ho scritto anche poesie e da pochi giorni ho auto pubblicato un piccolo libro su mia nonna, una grandissima donna che ha lasciato un forte segno nella mia vita. Il libro si intitola Essere Santa (Santa era il suo nome).

Come mai hai scelto questa tematica così delicata?
Perché, durante una visita in ospedale, una signora mi ha raccontato la vita di suo marito che mi è piaciuta talmente tanto da cercare di raccontarla anche a tutti i miei lettori. Ho cambiato i personaggi e li ho romanzati ma lo spunto è stato preso da una storia vera.

C’è un seguito del romanzo? Perché è sì autoconclusivo ma lascia aperta una porta sul futuro dei protagonisti…
Non ci sarà un seguito del libro… almeno fino a questo momento non ci avevo pensato… allora rettifico e dico … chissà?!

Se volete potete seguire Stefania sulla sua pagina Facebook Amici di Penna.
Vi auguro buona lettura e buon viaggio

Aurora Redville