Il mercato dell’arte ha conosciuto, negli ultimi anni, una forte ripresa registrata anche da autorevoli testate di approfondimento economico. È in questo contesto che si inserisce l’idea di un gruppo di ragazzi italiani accomunati dalla passione per l’arte e la tecnologia, aventi base operativa nella nostra isola, che permette ad artisti e collezionisti di tutto il mondo di incontrarsi sul web. L’idea si chiama Artupia e consiste in un portale di acquisto e scambio di opere d’arte contemporanea che, anche grazie ad alcune particolari e intuitive caratteristiche di fruizione, sta raccogliendo sempre maggiori consensi. Abbiamo incontrato Marco Mura, uno dei soci fondatori della startup insieme con Alberto Lina e Arturo De Giorgi, che ci ha accompagnato in un incredibile tour alla scoperta di questo affascinante mondo artistico.

Tutto ha inizio con una visita agli uffici in coworking di Sassari, in via Roma 105, dove Marco ci viene incontro per fare gli onori di casa nell’accogliente giardinetto della sede e guidarci in una breve visita agli spazi condivisi presso i quali Artupia, giorno dopo giorno, viene gestita e implementata. «Una delle caratteristiche di Artupia è quella di offrire opere d’arte a un giusto prezzo», comincia a spiegare Marco. «Le quotazioni delle opere, infatti, sulla nostra piattaforma sono calcolate attraverso un algoritmo che va a trasformare l’apprezzamento degli utenti in valore monetario. In pratica, maggiori sono i like, le visualizzazioni, gli inserimenti tra le collezioni nei profili degli utenti, maggiore sarà il valore che l’artista vedrà attribuito al suo lavoro.» Una selezione naturale, quindi, che nasce dalla ricerca di un’alternativa ai sistemi di eccessiva spinta verso alcune opere talvolta riscontrati dagli sviluppatori presso gallerie d’arte o case d’asta. Il sistema tiene inoltre conto di una serie di informazioni inserite dagli artisti: materiali impiegati, dimensione dell’opera, tempo di realizzazione e così via.

«Per promuovere ancora di più questo meccanismo di trasparenza abbiamo scelto, al momento, di farci carico noi, come piattaforma, dei costi di spedizione delle opere per qualunque destinazione al mondo. L’unica cosa che chiediamo all’utente in cambio di questo servizio è di condividere, attraverso i principali social, il proprio acquisto. Anche altri potranno così godere di quell’opera, conoscere quell’artista e allo stesso tempo la nostra piattaforma. Ci tengo a ricordare anche l’assoluta sicurezza della transazione perché l’utente affida a noi i suoi soldi, che solo nel momento in cui riceve l’opera e tutto va per il meglio arrivano all’artista.»

Cliccando su artupia.com, in effetti, si percepisce subito come il connubio tra arte e tecnologia sia un’ottima soluzione per attrarre soprattutto i collezionisti di nuova generazione, giovani e aperti al mondo e alle diverse culture. «Una delle implementazioni che abbiamo fortemente voluto riguarda la possibilità di ricorrere alla realtà aumentata per vedere dal vivo come figura l’opera nel luogo in cui pensiamo di posizionarla. Questo è possibile grazie all’applicazione iOS della Apple che, attraverso la fotocamera del proprio iPhone, permette di visualizzare il quadro che interessa come se fosse appeso alla parete della stanza, con le reali dimensioni e proporzioni di distanza. Siamo fieri del fatto che la Apple, per questo, ci abbia inserito al primo posto nella sezione italiana dell’App Store: succede solo allo 0,5% delle App!»

A proposito di quadri, pare che su Artupia si incontrino diverse tipologie di anime plasmanti l’arte contemporanea. «Molte persone raccontano il proprio essere e le proprie visioni attraverso forme indistinte, astratte, e questo da più parti del mondo. C’è una tendenza a esprimersi attraverso i colori piuttosto che attraverso le forme. Gli utenti, tuttavia, sembrano gradire di più le forme, i soggetti identificabili; cercano di vedere nell’opera qualcosa che può ricordare un oggetto, uno stato d’animo, una passione alla quale si è legati.»

In lavorazione dal 2014 e lanciata a pieno regime nel 2017, Artupia ha visto in poco tempo iscriversi oltre 5000 utenti, più di 1000 artisti, e quasi 2000 opere d’arte entrare nel proprio catalogo: cifre, naturalmente, in costante evoluzione.