Esistono concetti che in italiano non riusciamo a sintetizzare in un’unica parola e allora “rubiamo” termini da lingue straniere, spesso dall’inglese, ma non solo. In questo caso la lingua alla quale sono ricorse Marilisa Piga e Nicoletta Nesler, affermate documentariste, per definire il loro progetto, è il sardo. La parola è lunàdigas, pescata dall’ambiente pastorale della Sardegna che letteralmente tradotta significa “lunatiche”, ma in realtà ha un significato differente e più ampio: si usa per indicare le pecore che per una stagione o per tutta la vita non si riproducono.

Le due autrici, l’una sarda l’altra altoatesina, hanno preso in prestito questa parola per dare il titolo al loro documentario nel quale trattano l’argomento delle donne che scelgono di non avere figli. Lunàdigas non è però solo il titolo, è a tutti gli effetti il nome che hanno deciso di dare e di darsi in quanto donne che si trovano in questa condizione.

L’idea di questo lavoro nasce nel 2007 durante la premiazione di un loro precedente documentario incentrato sulla vita di Maria Lai, “Inventata da un Dio distratto”, in quell’occasione la giuria espresse il desiderio di veder realizzato un film interamente dedicato alle donne firmato dalle due autrici. A quel punto, Marilisa e Nicoletta, partendo dalla propria esperienza personale di donne che non hanno avuto figli, decidono di mettere in scena questa realtà. Le due documentariste hanno esperienza ultra decennale e lavorano insieme da 25 anni, son partite dalla radio per poi passare all’audiovisivo e si son spese molto nell’ambito dell’inclusione sociale dei diversamente abili e della cultura; alcuni loro lavori, nei primi anni ’90, sono stati anche trasmessi dalla terza rete della Rai.

 

 

Nonostante il bagaglio consistente che si portano dietro la produzione di Lunàdigas non è stata esente da difficoltà, la prima è stata quella di trovare finanziamenti per non dover ricorrere per l’ennesima volta all’autoproduzione, successivamente si sono interrogate sul come affrontare il tema. Il primo tentativo è stato fatto coinvolgendo amiche e conoscenti che hanno però declinato l’invito a parlare davanti alla macchina da presa ritenendo l’argomento troppo delicato e personale. L’inizio è stato quindi scoraggiante, le autrici hanno perciò deciso di cambiare tattica, al posto di porre domande dirette hanno lanciato il tema e lasciato che le “intervistate” dicessero la loro. Non solo, visto che la situazione le coinvolge in prima persona, Marilisa e Nicoletta si sono esposte e, vincendo la timidezza dello stare davanti alla macchina da presa invece che dietro, compaiono nel film interagendo tra loro e fungendo da collante tra una testimonianza e l’altra. Il risultato è un flusso di pensieri espressi da donne talvolta sole, talvolta in coppia o in gruppo; donne comuni, ma anche ospiti eccellenti come la già citata artista Maria Lai, l’astronoma Margherita Hack, l’attrice Veronica Pivetti e la scrittrice e giornalista Lea Melandri. Le documentariste si sono divertite anche ad inventare le biografie di alcuni personaggi della storia, della letteratura e anche di fantasia come Coco Chanel, Lilith, Rosa Luxemburg, Giovanna d’Arco e Barbie che raccontano i loro perché immaginari sul non aver avuto figli. Dai testi di Carlo Antonio Borghi e grazie alla voce della brava attrice Monica Trettel – interprete di queste donne famose anche nel film – è nata una trasmissione radiofonica intitolata “Monologhi impossibili”.

Il documentario è una finestra su una delle innumerevoli sfaccettature del mondo femminile e vuole mettere in luce come la scelta di non avere figli non sia una condizione che si subisce passivamente, ma una decisione presa con coscienza. L’intento di attribuire un nome che accomuni queste donne non è, in questo caso, un modo per marcare le differenze, un’ulteriore e non necessaria divisione, non è neanche l’applicazione di un’etichetta. Per Marilisa e Nicoletta chiamarsi lunàdigas è un modo per riconoscersi tra simili più che un modo per presentarsi alla società.

Il film Lunàdigas è in attesa di essere distribuito nelle sale, se volete seguire l’evolversi del progetto visitate il sito: www.lunadigas.com.