Attraverso particolari sensori sarà possibile in futuro rendere interessante, educativa e piacevole, l’esperienza di una visita o di un’esposizione museale anche per le persone con disabilità sensoriale? Questa è la domanda che si sono posti, e a cui vogliono dare risposta, i ricercatori che operano nel campo dell’interazione naturale del CRS4, il centro di ricerca, sviluppo e studi superiori in Sardegna, con il progetto “Over the View: verso una progettazione universale per la cultura accessibile”. L’obiettivo è quello di realizzare e sperimentare sul campo tre scenari volti a dimostrare l’utilizzo delle tecnologie per la fruizione della cultura per le persone con disabilità sensoriale nell’ottica di una progettazione universale.

“Negli ultimi anni, il settore turistico sta conoscendo una serie di trasformazioni – ha detto Gavino Paddeu, ricercatore CRS4 coordinatore del progetto – da quello basato sul “vedere” si è passati dapprima al turismo del “fare”, sino ad arrivare, oggi, a quello del “sentire”: il turista desidera entrare in contatto con la destinazione e stabilire con essa un rapporto autentico e sincero”.

Un progetto che non si vuole concentrare sul percorso museale ma su come i disabili possono fruire della bellezza delle opere d’arte. “Si vogliono valutare le tecnologie allo stato attuale e la loro integrazione – aggiunge il ricercatore – per individuare le soluzioni che possono rendere interessante l’esperienza”.

Il progetto avrà la durata di 30 mesi, e si articolerà in 5 fasi. Nella prima verrà eseguito un attento studio delle soluzioni tecnologiche che possono essere impiegate per migliorare l’esperienza nell’accesso ai luoghi della cultura alle persone con disabilità sensoriali. Seguirà un’analisi critica delle soluzioni già adottate in altri luoghi. Inoltre verranno definiti gli scenari applicativi da implementare nelle strutture individuate. Nella seconda verranno definite le metodologie e le tecnologie per l’allestimento di spazi espositivi e verrà definita la corretta forma di comunicazione per raggiungere anche le persone con disabilità sensoriale. Nella terza fase verranno implementati gli scenari e saranno eseguiti i test nel laboratorio che sarà attrezzato per gli scopi del progetto. Nella quarta fase sarà eseguita la sperimentazione sul campo e la loro valutazione. Infine nell’ultima fase saranno messe in atto tutte le azioni di diffusione e comunicazione per completare l’azione di trasferimento tecnologico.

“Ognuno dei tre scenari individuati sarà descritto da cinque elementi – ha detto il coordinatore del progetto -. Il luogo in cui sarà realizzata la sperimentazione; il contenuto, cioè la rappresentazione artistica o culturale oggetto dello scenario; la metodologia e le motivazioni delle scelte individuate; la tecnologia o le tecnologie abilitanti per la realizzazione dello scenario; la user experience, ossia quale esperienza si desidera far vivere, quali sensazioni si vogliono evocare nel visitatore e con quale modalità di interazione”.

Per la realizzazione degli obiettivi previsti è necessaria una condivisione del progetto prima di tutto con i beneficiari finali. Dalle prime interazioni con loro sono emerse due esigenze generali. La prima è quella che per qualsiasi programma li riguardi debbano essere presi in considerazione e testare qualsiasi progetto. La seconda è che non sono loro a dover interpretare quello che noi diciamo ma siamo noi che dobbiamo fare lo sforzo di rappresentare in maniera completa l’opera. Non basta inserire ad esempio delle schede in braille o dei video nella lingua dei segni. Non tutti li conoscono e non vogliono fare questa scelta.

Le tecnologie saranno sperimentate presso il Museo Archeologico Nazionale e la Pinacoteca Nazionale di Cagliari, il Santuario Nuragico di Santa Vittoria di Serri, il Parco Sardegna in Miniatura di Tuili, solo per citarne alcuni.

Over the View è uno dei 35 progetti collaborativi finanziato da Sardegna Ricerche, attraverso il programma “azioni cluster top-down”, nell’ambito del POR FESR Sardegna 2014-2020. Del progetto fanno parte imprese ed enti del terzo settore e sono partner comuni, fondazioni e istituzioni. Alle imprese verranno forniti gli strumenti per approfondire le conoscenze in tema di esposizioni museali accessibili di modo da gestire in autonomia o in collaborazione tra loro la progettazione e la realizzazione di allestimenti accessibili con particolare riguardo verso le disabilità sensoriali.