Sveglia, faccende domestiche e allenamenti. Questa è la giornata tipo di un videogiocatore di eSports, o sport elettronici, di uno dei progetti più interessanti e più importanti del panorama Italiano. Si chiama Team Forge, è un’associazione sportiva con sede a Cagliari, nata nel 2016 con l’obiettivo di sviluppare il settore dei videogiochi a livello competitivo organizzato e professionistico in Italia attraverso la promozione e formazione di attività e staff con competenze e mentalità necessarie a diventare professionisti da cui deriva il nome “squadra forgia”.

“Gli sport elettronici sono competizioni video ludiche, solitamente multi giocatore, che, come gli sport classici – racconta Mattia Guzzi, team manager dell’associazione sportiva – sono la massima espressione delle competenze specifiche di un atleta. Alcuni esempi di giochi possono essere League Of Legends, Counter Strike, Tekken, Call Of Duty.

L’associazione è composta da uno staff che spazia dai manager che si occupano di gestire l’associazione, o i team specifici, ai coach che si occupano di lavorare con gli atleti per sviluppare al meglio le loro competenze e dagli atleti stessi, che spesso sono selezionati dallo staff per il loro talento. La struttura organizzativa è frutto della collaborazione dello staff tecnico con la CTU, la Chunnam Techno University di Seul, in Corea del Sud, la patria degli eSports per eccellenza. La sede cagliaritana è tra il centro cittadino e l’aeroporto, suddivisa in due strutture separate che distano tra loro 15 minuti, in cui gli atleti e lo staff vivono e si allenano. La prima è la Gaming House, il luogo in cui gli atleti e lo staff vivono, e la seconda è la Training Facility dove invece sono presenti gli uffici e le postazioni di gioco in cui ci si allena e si lavora.

“Nella maggior parte delle volte i videogiocatori – prosegue il team manager – sono ragazzi molto giovani che si appassionano ai videogiochi fin da bambini e, crescendo, scoprono di avere anche una grossa passione per le competizioni. Il nostro compito non si ferma e non è circoscritto soltanto all’ambito videoludico ma si estende anche alla formazione dei ragazzi che si affacciano per la prima volta a un ambiente che richiede molto sacrifico, un impegno costante e grosse responsabilità. Sono tutti ragazzi che si pongono come obiettivo quello di diventare dei professionisti esportivi, e di far sì che questo diventi un domani il loro lavoro. In quest’ottica il nostro ruolo è quello di accompagnarli in questo percorso cercando di aiutarli a sviluppare al meglio tutte quelle competenze che serviranno per fare, di solito all’estero, il grande passo e raggiungere il loro obiettivo”. Da questi presupposti prende il nome la squadra, Team Forge, che racchiude in sé il significato dei concetti “forgiare e temperare” all’interno di un ambiente, visto come una fucina, le competenze dei giocatori. I ragazzi vengono formati e modellati per diventare dei veri professionisti. “Con il nome Team forge volevamo dare proprio il senso di dar forma con il fuoco” aggiunge Alessandro Fazzi, presidente dell’associazione sportiva.

La giornata tipo di un giocatore che vive nella Gaming House si divide in 2 fasi. “La prima metà – racconta il team manager -, dopo la sveglia, è dedicata alle faccende domestiche: fare le lavatrici, cucinare, tenere in ordine la casa. La seconda metà della giornata è invece dedicata agli allenamenti, per 6/8 ore al giorno, che in parte sono individuali ed in parte sono di gruppo. Solitamente poi, verso sera, ci sono le scrim che sono partite di allenamento con altre squadre europee”. In genere nella Gaming House vivono una decina di persone, ma a seconda dei periodi può capitare che il numero delle persone possa variare a seconda di quante squadre vengono seguite o quali competizioni sono in corso. Ad oggi i giocatori sono attivi su 4 tornei: League of Legends (LOL), Counter Strike Global Offensive (CSGO), Tekken e Call of Duty.

Un ambiente, quello dei Forge, dove l’obiettivo non è quello di immergere e far perdere i giocatori in un mondo virtuale, parallelo, dove l’individuo è al centro con le sue esigenze e i suoi risultati personali ma al contrario è quello di far avvicinare e rimanere legati alla realtà i videogiocatori. L’obiettivo è quello di far tenere, e nel caso far rimettere, i piedi per terra ai videogiocatori competitivi, mostrando come la parte videoludica è solo una minima componente di quella che è a tutti gli effetti una disciplina sportiva come tante altre, anche se vista in modo differente rispetto agli sport tradizionali. Non c’è solo il gioco ma tutta una componente di lavoro, sacrificio e dedizione, a cui inoltre si affianca anche il rispetto dei valori che contraddistinguono gli sport tradizionali.

Dalla sua nascita ad oggi il team sardo ha conquistato tantissimi premi, tra i quali ricordiamo i più importanti. Nel 2016 è stata la prima squadra in Italia a vincere la League of Legends EU Challenger Series Qualifier. Per quattro volte, tra il 2016 e il 2017, ha vinto la Lega Prima Italian Championship (quest’anno sono arrivati secondi). Per tre volte hanno vinto la Red Bull Factions (dal 2016 al 2018). Sono arrivati primi nel 2018 al PG Nationals Italian, al ESL Italian Championship, al Symphonic Cup (EU).